
I Lagustelli di Percile sono il regno del silenzio nel cuore del Lazio. Siamo nel Parco dei Monti Lucretili, poco distanti da Percile un delizioso borgo medioevale che fa parte della Città metropolitana di Roma Capitale. Il Cupolone del resto è distante circa un’ora di auto, ma qui sembra di essere in un altro continente. I Lagustelli di Percile infatti sono due laghetti – chiamati Fiaturno e Marraone – di origine carsica. Questi due specchi d’acqua sono circondati da un rigoglioso bosco che in autunno si tinge di giallo, rosso e marrone, con i colori delle foglie che poi si riflettono sulle acque verdi dei due laghetti.
Per me che sono un amante del foliage è stato un autentico spettacolo. In più il sentiero per arrivare ai Lagustelli di Percile è comodo e poco impegnativo, anche se è comunque importante indossare le calzature adatte. Ecco allora passo dopo passo la descrizione del percorso per arrivare ai due laghi, le curiosità sul luogo e tutte le informazioni utili per fare al meglio quest’escursione alle porte di Roma.
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Il punto di partenza di questa camminata fino ai Lagustelli di Percile è poco fuori dal borgo. Arrivati a Percile, occorre proseguire prima per Via Roma e poi imboccare Via Piana. Quando l’asfalto finisce e inizia la strada sterrata, allora si può parcheggiare l’auto perché da qui parte il sentiero. Questo percorso è di andata e ritorno, adatto a tutti visto il dislivello praticamente nullo. Si percorre il sentiero 307 ben segnalato dai segnavia del CAI.
Lasciata l’auto e messo lo zaino in spalla, si inizia a camminare lungo una comoda strada bianca. La salita è minima e la camminata è molto gradevole. Percorsi circa tre chilometri si arriva a un cancello chiuso. Non c’è da preoccuparsi però visto che la parte pedonale è aperta e porta al Rifugio Porcareccia. Da qui l’escursione si fa più interessante visto che si entra in un magnifico bosco. Attraversati due abbeveratoi, la strada adesso si fa in discesa.
I Lagustelli di Percile a questo punto sono distanti poco più di un chilometro. Il primo che si incontra è il Lago Marraone, il più piccolo dei due. Attenzione però a non scendere perché la riva è ripida, con anche dei cartelli che segnalano il pericolo. Un centinaio di metri più avanti ecco invece che compare il Lago Fiaturno, più grande del precedente. Lo scenario qui è da cartolina, con i colori autunnali degli alberi che si riflettono sulle acque del lago. Una foto qui è d’obbligo, anche per i non patiti dei social. Fatta la dovuta pausa, a questo punto non resta che fare il percorso a ritroso e tornare al punto di partenza.
In passato i laghetti dei Lagustelli di Percile erano tre. Il terzo però è scomparso all’incirca nel ‘700. L’area intorno è una riserva naturale: il bosco è di circa 900 ettari e qui vivono alcune specie rare come la rana appenninica, la biscia del collare, il tritone crestato e il tritone punteggiato meridionale. Poi c’è Percile, uno dei Borghi più belli d’Italia. Prima o dopo l’escursione, il consiglio è quello di visitare i vicoli, le chiese e i palazzi medioevali di questo posto. Ne vale assolutamente la pena.
Per un giro più completo, nelle vicinanze ci sono Licenza e la Villa di Orazio, inoltre qui si mangia veramente bene e la specialità tipica è la ramiccia, una pasta fatta a mano condita con ragù d’agnello o tartufo. A ottobre poi – solitamente a fine mese – a Percile si tiene la Sagra della Castagna, occasione perfetta per unire l’utile della camminata al dilettevole dei sapori autunnali.
Da Roma ci si impiega meno di un’ora per arrivare all’inizio di questo sentiero per i Lagustelli di Percile. Per arrivare al punto di partenza occorre prendere l’autostrada A24 e uscire a Vicovaro-Mandela. All’uscita si deve prendere la via Tiburtina Valeria in direzione Tivoli: dopo poche centinaia di metri si trovano i cartelli per Licenza, Percile e Orvinio, da qui basta poi seguire le indicazioni per il nostro borgo.
Una volta arrivati, occorre avere ben presente che è proibito entrare nelle acque del lago. Infine per quanto riguarda i periodi in cui è consigliato fare quest’escursione, in autunno la zona diventa ancora più bella grazie al foliage, ma anche in estate il percorso è piacevole grazie all’ombra del bosco.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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