
Un canyon scavato dalla natura e, in parte, anche dall’uomo che qui ha trovato rifugio in periodi difficili. Oggi, una meta per un turismo escursionistico diverso, che vuole immergersi nella natura ma senza dover fare viaggi lunghissimi o voli pindarici: le Grotte Cave, a Rocca di Papa, rispondono proprio a queste esigenze. Nemmeno 30 chilometri da Roma, un paesaggio che sembra ricordare quelli del Monte Amiata o dell’entroterra sardo, in un contesto dove ottimi panorami e storia si incontrano. Cosa c’è di meglio per un piccolo, ma significativo trekking nel weekend?
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Partendo da Via della Molara, nella frazione dei Campi d’Annibale, si segue l’unico percorso tracciato nel bosco: è un itinerario caratterizzato, in massima parte, da un terreno boschivo in leggero declivio, che non richiede particolari competenze o preparazioni tecnico-atletiche. Il tratto delle Grotte Cave vere e proprie, ovvero il canyon naturale scavato nella roccia tufacea tipica di Rocca di Papa e del Vulcano Laziale, è lievemente più accidentato ed è raccomandato l’uso di calzature e abbigliamento adeguati. Una volta oltrepassate le grotte, si risale in direzione di via Rocca Priora (asfaltata): da qui è possibile proseguire la passeggiata in direzione di un altro trekking decisamente interessante, il Circuito delle Faete.
La Tagliata delle Grotte Cave di Rocca di Papa ha un fascino misterioso e un’origine abbastanza incerta. Sebbene la datazione esatta non sia confermata, è però certa la presenza di cavità artificiali scavate nella roccia vulcanica sul Monte Ara, probabilmente per l’estrazione di pietra e minerali e, solo successivamente, come un rifugio durante il biennio 1943-1944, quando la cittadina si trovò al centro delle operazioni militari delle truppe alleate per la liberazione dall’occupazione nazifascista. Rocca di Papa, tristemente colpita il 14 febbraio 1944 da un bombardamento che fece decine di vittime, vide in quel periodo nelle sue grotte del bosco un rifugio improvvisato ma fortuito, protetto dai boschi e una vegetazione ancora oggi fittissima.
Guardando le pareti scavate con tanta precisione, si può solo immaginare la fatica nella realizzazione tecnica di questi complessi, perfettamente inseriti nel contesto naturalistico. Similmente alle Grotticelle, altro sito antropico costruito lungo il crinale del Maschio delle Faete, anche le Grotte Cave sono realizzate sull’asse est-ovest, orientamento che spesso e volentieri le culture antiche associavano ai luoghi di sepoltura. Da notare anche che alcune pareti hanno delle coppelle rupestri, piccole incisioni nella roccia che alcuni storici associano al culto della Dea Madre, simbolo di fertilità e rinascita.
Centro nevralgico, e amministrativo, del parco regionale dei Castelli Romani, Rocca di Papa è uno dei luoghi di maggiore interesse naturalistico per chi decide di fare la più classica delle gite fuori porta partendo da Roma. La vicinanza alla Capitale, la presenza di montagne che sfiorano i 1000 metri d’altitudine e i pregevolissimi paesaggi che spaziano dal Circeo fino alle vette degli Appennini, la rendono una meta di sicuro interesse. Insieme alle Grotte Cave, i numerosi percorsi, segnalati sia dalla nomenclatura CAI sia da quella dei Castelli Romani, invitano all’esplorazione e alla scoperta.
Partendo dai Campi d’Annibale, è possibile raggiungere la tagliata e, da qui, continuare verso Colle Jano (o Monte Jano), la 3° vetta più alta della città con i suoi 938 m s.l.m., facilmente riconoscibile per la presenza di un grande Crocifisso ligneo, collocato qui nel 2020 e richiamo ideale alla croce di Monte Tuscolo. Sul sito del parco sono disponibili numerose carte turistiche ed escursionistiche per orientarsi nella ricca proposta sentieristica di Rocca di Papa e dintorni.

Giornalista, lettore e scrittore compulsivo e appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo: numeri, storie e curiosità sono il mio pane quotidiano
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