
Il Monte Vermicano ha un aspetto quasi severo, con una vegetazione rada e brulla tipica delle montagne di questa zona. Un fascino particolare, ben diverso da quello delle vette alpine o dolomitiche. Del resto qui siamo nel cuore dei Monti Ernici, una piccola – ma importante – catena montuosa degli Appennini del Lazio che si estende in Ciociaria a pochi passi da Frosinone. Per chi non lo sapesse qui d’inverno si scia, mentre durante la bella stagione i vari sentieri sono perfetti per escursioni adatte a tutte le gambe. Negli ultimi anni però c’è anche un altro motivo d’attenzione – e curiosità – in merito al Monte Vermiciano.
Sotto questa montagna infatti è presente uno dei sistemi carsici più importanti del Lazio: l’Abisso di Monte Vermicano, una delle grotte più estese del Lazio. Dopo la scoperta del primo ingresso negli anni ’70, adesso siamo a quota ben quattro ingressi principali noti come Vermicano, Gresele, Tana degli Eretici e GnomoGnomo. Le esplorazioni sono ancora in corso e la zona è una sorta di paradiso per gli speleologi. Per chi invece preferisce stare con i piedi per terra, ecco che oggi vogliamo proporvi un’escursione – impegnativa dove è importante avere un passo sicuro e delle calzature adatte ai piedi – che porta fino al Monte Vermicano e poi al Monte La Monna, per un giro ad anello che di solito richiede circa cinque ore per essere completato.

La partenza di quest’escursione che comprende la “conquista” del Monte Vermicano è fissata a Colle Pannunzio, dove ha sede anche l’Osservatorio Astronomico di Campo Catino. Per arrivare qui occorre arrivare a Frosinone, seguendo poi verso Fiuggi e successivamente in direzione di Guarcino. Il parcheggio non è un problema visto che si può lasciare l’auto tranquillamente lungo la strada nei pressi dell’Osservatorio Astronomico che si trova a quota 1500 metri di altitudine.
Zaini in spalla ed ecco che dall’osservatorio si prende la strada che sale verso la montagna. Fin da subito il sentiero è in salita – non c’è il tempo per fare la gamba – con pendenze impegnative anche superiori al 20%. La cosa positiva è che più si sale e maggiormente il sentiero diventa panoramico, ma per arrivare alla vetta del Monte Vermicano occorre coprire 500 metri di dislivello in poco più di due chilometri e mezzo. La veduta da qui però è fantastica, con il panorama che spazia dalle vette abruzzesi fino a quelle vicine e alla sottostante Ciociaria.

Una pausa al Monte Vermicano è d’obbligo, con il cammino che adesso è tutto in quota attraverso diversi saliscendi passando prima per il Peschio della Cornacchia e poi per il Passo del Diavolo: non temete però per il nome così spaventoso, la parte più impegnativa dell’escursione ormai è alle spalle. In questa parte del percorso però vale la pena ammirare il circostante paesaggio aperto e lunare, caratterizzato dalle creste calcaree.
Dopo circa 8,5 chilometri di cammino, ecco che si arriva alla seconda vetta di questo giro: il Monte La Monna, facilmente riconoscibile per la sua croce argentata che brilla in cima. Anche qui il panorama è sensazionale, tanto che oltre la Majella si può scorgere anche il Mar Adriatico. Ammirato questo paesaggio da cartolina, non resta che prendere la discesa – occorre fare attenzione perché è molto ripida – che gradualmente riporta verso Colle Pannunzio completando così il nostro anello.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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