Nel cuore dei Castelli Romani c’è un suggestivo itinerario ad anello con vista panoramica sul Lago di Nemi

Fabio Belmonte  | 27 Lug 2026

Camminare sul bordo del cratere del Lago di Nemi significa attraversare in poche ore secoli di storia e un paesaggio vulcanico ancora riconoscibile. L’anello di circa 10,5 chilometri tra Genzano di Roma e Nemi è uno di quei percorsi che mi piace consigliare a chi cerca un trekking moderato, ricco di boschi e vedute, senza allontanarsi troppo da Roma.

Il sentiero segue per lunghi tratti il margine dell’antico cono del Vulcano Laziale, alternando sterrate, tracce forestali e brevi passaggi su asfalto. Più volte, tra i rami, il lago compare come una macchia scura incastonata nel verde. Mentre si cammina, è facile immaginare le processioni verso il santuario di Diana e le antiche vie che collegavano i borghi dei Colli Albani. È un itinerario che richiede un minimo di allenamento ma sa restituire, passo dopo passo, un condensato di natura, archeologia e vita di paese.

Trekking ad anello – Da Genzano a Nemi con vista sul Lago di Nemi

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio di partenza a Genzano di Roma (Castelli Romani)
  • Punto di arrivo: Parcheggio di partenza a Genzano di Roma (Castelli Romani)
  • Lunghezza: circa 10,5  km
  • Durata: circa 3 ore e 6 minuti
  • Difficoltà: moderata
  • Dislivello: circa 300 m+

Mappa

L’anello tra Genzano e Nemi sul cratere del Lago di Nemi

L’itinerario ad anello Genzano–Nemi si sviluppa nel cuore del Parco regionale dei Castelli Romani, a sud di Roma, seguendo in buona parte il bordo dell’antico cratere che ospita il Lago di Nemi. Parliamo di un percorso di circa 10,5 chilometri, con un dislivello positivo vicino ai 300 metri e una durata indicativa di poco più di tre ore di cammino effettivo.

La difficoltà è classificata come moderata: non ci sono tratti tecnici, ma il fondo irregolare, alcune salite continue e il terreno vulcanico richiedono un passo sicuro e un minimo di abitudine al trekking. Personalmente lo considero un ottimo anello di mezza giornata per chi vuole conoscere i Castelli Romani oltre i classici affacci sul Lago Albano, immergendosi in un paesaggio dove il bosco chiude a tratti l’orizzonte e il lago riappare, improvviso, tra le fronde. La partenza tipica è dalle Piagge di Genzano, sul versante che guarda il bacino. Da qui si intercetta il sentiero CAI 512, che nel primo tratto accompagna il camminatore lungo la corona del cratere, tra terra battuta, pietre affioranti e brevi rampe che scaldano da subito le gambe.

Boschi, cratere e vedute sul lago lungo i sentieri CAI

Salendo dalle Piagge verso Fontan Tempesta il paesaggio cambia rapidamente: i margini più aperti lasciano spazio a boschi fitti, dove querce e castagni formano una copertura continua. Nei giorni caldi ho apprezzato molto questo tratto ombreggiato, anche se dopo la pioggia il terreno può diventare viscido, con foglie e fango che richiedono un passo attento.

Il sentiero, sempre sul CAI 512, costeggia il bordo superiore del cratere, mantenendo una pendenza regolare che porta dai circa 490 metri delle Piagge a oltre 600 metri di quota. Intorno compaiono conche vulcaniche, piccoli vigneti e scorci sui Colli Albani. A Fontan Tempesta, nodo tra i tracciati 511 e 512, si incontra il fontanile, alimentato da una sorgente dalla portata molto variabile: in più di un’uscita l’ho trovato asciutto, motivo per cui non lo considero una fonte d’acqua affidabile. Da qui si lascia la direzione verso Monte Cavo e si imbocca il collegamento CAI 511B, più breve e panoramico, che in circa 1,8 chilometri e un po’ di discesa conduce verso Nemi. Su questo tratto, tra radure e finestre nel bosco, il Lago di Nemi si offre in scorci sempre diversi, con il borgo arroccato in alto a fare da riferimento costante.

Nemi, “Specchio di Diana” e le tracce dell’antica Roma

 

Arrivando a Nemi dal sentiero CAI 511B si guadagna il Belvedere Ceyrat, uno dei punti panoramici più suggestivi del borgo. Da qui lo sguardo abbraccia il lago, i versanti boscati del cratere e, nelle giornate terse, una porzione di campagna verso il mare. Il dislivello tra il paese, a circa 526 metri, e la riva del lago, intorno ai 316 metri, racconta la ripidità di questo anfiteatro naturale.

Il Lago di Nemi, in epoca antica, era noto come Specchio di Diana. Sulle sue sponde sorgeva il santuario di Diana Nemorense, uno dei principali centri religiosi del Lazio antico, inserito in un bosco sacro e affacciato sul bacino vulcanico. Più in basso, nell’area oggi occupata dal Museo delle Navi Romane, furono rinvenuti i resti delle monumentali imbarcazioni volute da Caligola nel I secolo d.C. L’anello escursionistico rimane alto sul versante e non entra direttamente nelle aree archeologiche, ma camminando tra Genzano e Nemi è impossibile non percepire questo spessore storico. Prima di programmare visite al museo conviene verificare gli orari aggiornati, perché negli ultimi anni non sono mancate chiusure temporanee legate ai lavori di restauro e ai progetti PNRR.

Quando andare, difficoltà e consigli pratici per l’anello Genzano–Nemi

La scheda tecnica dell’anello Genzano–Nemi indica 10,5 chilometri, circa 300 metri di dislivello e un tempo medio di 3 ore e 5 minuti. Nella mia esperienza sul campo è realistico considerare una mezza giornata piena, perché tra soste fotografiche, passaggio nel centro storico di Nemi e pause ai belvedere il cronometro si allunga facilmente. La difficoltà è di tipo escursionistico semplice, ma il fondo misto – terra, pietre, tratti di roccia vulcanica e fogliame – rende consigliabili scarpe da trekking con buona aderenza. Dopo piogge intense alcuni passaggi nel bosco possono risultare scivolosi, soprattutto in discesa verso Nemi. Meglio partire con scorta d’acqua autonoma, senza contare su Fontan Tempesta, e portare con sé una giacca leggera: i Castelli Romani sanno sorprendere con cambi di tempo rapidi.

Primavera e autunno sono i periodi migliori per questo itinerario, con temperature miti e colori che esaltano il bosco. In estate il percorso resta in parte ombreggiato, ma i tratti esposti vicino ai paesi possono risultare caldi nelle ore centrali. Prima di partire suggerisco di scaricare la traccia GPX aggiornata e verificare sul sito del Parco eventuali variazioni di sentiero, così da evitare deviazioni indesiderate verso Monte Cavo o Albano Laziale.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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