L’eremo miracoloso del Lazio da scoprire a piedi su questa storica via

Antonia Festa  | 26 Mag 2026

Il Lazio, terra ricca di storia, arte e spiritualità, custodisce angoli di una bellezza selvaggia e mistica, spesso raggiungibili solo attraverso sentieri immersi nella natura più incontaminata. Preparatevi a scoprire uno di questi luoghi magici con un’esperienza di trekking indimenticabile, un percorso che non è solo una camminata, ma un vero e proprio viaggio dell’anima, noto come la Via delle Madri.

Questo affascinante itinerario ci conduce attraverso i paesaggi mozzafiato dei Monti Lepini, partendo dall’antico borgo di Morolo e terminando in un luogo di profonda devozione e pace: il Santuario di Sant’Angelo (noto anche come Eremo o Grotta di San’Angelo). Mettete ai piedi gli scarponi e preparatevi a ripercorrere i passi dei pellegrini, tra leggende, panorami stupendi e la promessa di raggiungere un eremo che da secoli è meta di speranza e miracoli.

Trekking lungo la Via delle Madri

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Morolo
  • Punto di arrivo: Santuario di Sant’Angelo in Palombara
  • Lunghezza: 13,8 km
  • Tempo di percorrenza: 7 ore circa
  • Difficoltà: E
  • Dislivello: 970 m
  • Dove parcheggiare: Morolo

Mappa

Perché la “Via delle Madri” si chiama così?

Ma perché il sentiero ha questo insolito nome? Il motivo è legato alla circostanza che le donne incinte e le madri di Morolo affrontavano il percorso dal centro del paese verso l’eremo poiché dalle pareti della grotta sgorgava un’acqua ritenuta benefica per l’allattamento, in quanto si pensava che facesse aumentare la quantità di latte materno.

Ripercorrendo i loro stessi passi, sentiamo un calore materno che ci avvolge, l’amore di donne forti che affrontavano le fatiche solo per amore dei propri bambini. La chiesa che possiamo vedere è ormai ridotta a rovine, ma abbiamo la certezza della sua esistenza sin dal 1094, come testimoniato dalle carte cassinesi. Anche solo ammirare i ruderi di questo suggestivo luogo è un’esperienza che suscita grande emozione. Le rovine, infatti, spesso ci consentono di spaziare con l’immaginazione.

Poco prima di giungere all’eremo, avremo l’opportunità di vedere una piccola cascata.

Il percorso lungo la Via delle Madri

Parcheggiamo a Morolo e iniziamo la nostra avventura verso la Via delle Madri. Dal centro del paese passeggiamo lungo Via dei Pozzi e arriviamo nella parte più affascinante: il paese antico, o la Rocca. Prendiamo la mulattiera e, dopo 700 metri, imbocchiamo una stradina a sinistra dove potremo fare scorta di acqua, a Pozzo Pauluccio. Giriamo poi nuovamente a sinistra e giungiamo a la Cona, dove si apre un meraviglioso anfiteatro sulla Valle del Sacco. Continuiamo su mulattiera e arriviamo a Cesa de Vena, mentre sentiamo ancora i passi di coloro che percorrevano la Via delle Madri. Qui, è stato costruito un abbeveratoio che fornisce l’acqua proveniente dalla sorgente di Sant’Antone.

Successivamente, camminiamo per circa 20 metri e giungiamo al passo della Patena, abbastanza difficile da attraversare, poiché dovremo affrontare una spaccatura. Ci aiuteremo con un passamano, dopodiché ci troveremo al Salto della Palomba; percorrendo altri 50 metri in salita, arriveremo al santuario di Sant’Angelo.

Foto di copertina di @Xavier (Komoot) 

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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