
La Riserva di Monte Catillo si trova a pochi passi da Roma ed è il luogo ideale per chi, almeno per una giornata, vuole sfuggire dal rumore e dal caos della città per rifugiarsi in un angolo di natura incontaminata. In primavera poi la riserva diventa ancora più bella, con la fioritura che regala colori intensi e variopinti, ideali anche per chi – ora che siamo nell’epoca dei social – è alla ricerca dello scatto perfetto. Il bello del Lazio è proprio questo: da una parte il mare, in mezzo le città e alle spalle le montagne. Un simposio unico che permette di poter cambiare radicalmente paesaggio e ambiente anche con meno di un’ora di macchina. Per gli amanti del trekking poi la Riserva di Monte Catillo può essere una piacevole scoperta o riscoperta.
Stiamo parlando infatti di un’area protetta che si estende su circa 1.340 ettari interamente nel comune di Tivoli, facilmente raggiungibile sia con l’auto sia con il treno. La cima più alta della riserva è il Monte Catillo alto poco più di 600 metri, facilmente riconoscibile per una croce posta alla sua sommità, tanto che gli abitanti del luogo lo chiamano affettuosamente “Monte della Croce”. La decisione di rendere la zona un’area protetta è presto spiegata: qui c’è un’inestimabile ricchezza botanica – le specie censite sono finora 386 – oltre alla celebre sughereta di Sirividola, altro simbolo della riserva con esemplari che superano i tre metri di circonferenza.
Anche la fauna però è degna di nota con numerose specie selvatiche caratteristiche delle zone appenniniche: cinghiale, volpe, istrice, ghiro, lepre e molti altri. Ecco allora un perfetto giro ad anello per ammirare la Riserva di Monte Carillo, un trekking adatto a tutti che però richiede comunque delle calzature adatte ai piedi.

La partenza di questo giro ad anello nel cuore della Riserva di Monte Catillo parte dal cuore di Tivoli Alta, ovvero dal parcheggio che si trova adiacente all’Arco di Quintilio Varo. L’inizio del sentiero inoltre è servito anche da diverse linee di bus e si trova a una decina di minuti dalla stazione ferroviaria di Tivoli. Zaini in spalla ecco che inizia la passeggiata, con il sentiero da seguire che è il numero 330, che nella sua parte iniziale coincide con la cosiddetta “Via dei Lupi”.
La strada fin da subito inizia a farsi in salita, ma già dopo circa 500 metri dalla partenza ecco che fin da subito si può ammirare una magnifica vista su Tivoli e sulla campagna circostante che si trova alle porte di Roma. Più si sale e più il panorama si fa mozzafiato, ma in questo tratto si sale in maniera costante con pendenze anche superiori al 10%. Dopo circa un chilometro di cammino ecco che si arriva alla croce del Monte Catillo, raggiungibile con una piccola deviazione dal sentiero. Qui una foto è d’obbligo vista la veduta da cartolina.

Superata la croce e ripreso il sentiero 330, la salita continua fino a inoltrarsi nell’ombra della suggestiva Sughereta di Sirividola. Questo bosco di querce da sughero su suolo calcareo rappresenta una rarità botanica mondiale, oltre a un’autentica benedizione per gli escursionisti durante le giornate di sole. Usciti dal bosco la strada è sempre in salita, ma le pendenze ora sono più dolci. Il cammino però è accompagnato dal panorama che, in questo punto, comprende altre località della zona come Castel Madama e Vicovaro.
Quando si arriva a Colle Lucco – punto più alto dell’escursione – ecco che si abbandona il sentiero 330 e si imbocca il sentiero 331 scende in direzione di Fonte Bologna. A questo punto inizia la discesa che si snoda nel mezzo del bosco della Riserva del Monte Catillo, ma prima di arrivare al punto di partenza è possibile ammirare di nuovo la grande cascata di Tivoli, con l’Aniene che dal monte si getta imperioso verso la città di Roma.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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