La montagna più sacra del Lazio! Paesaggi da sogno e sentieri avventurosi da vivere adesso

Antonia Festa  | 26 Apr 2026

Ma come Costantin chiese Silvestro, d’entro Siratti a guerir de la lebbre, così mi chiese questi per maestro” (Canto XXVII Inferno). Abitato sin dalla Preistoria e citato nell’Inferno di Dante, a neanche 45 chilometri da Roma, nel comune di Sant’Oreste, sorge il Monte Soratte, sulla valle del Tevere. Lo si vede praticamente da tutta la Sabina e incuriosisce da sempre soprattutto per la sua forma. A nemmeno 700 metri d’altezza, questo luogo è avvolto dalla leggenda, perché si narra che sia sepolto un tesoro. I racconti, infatti, narrano di casse d’oro e gioielli rubati agli ebrei e alla Banca d’Italia e nascosti in un bunker  proprio sul monte. Pronti a scoprire questa bellezza naturalistica?

La Riserva Naturale del Monte Soratte

Il Monte Soratte è particolarmente amato dagli escursionisti per la varietà di sentierini da percorrere. Noto per la forma ellittica che ricorda quella di una nave, fa parte della Riserva Naturale del Monte Soratte. L’area ha 444 ettari di superficie e 11 sentieri diversi e occupa un posto centrale nella valle. Per tale motivo, regala molteplici panorami dalla punta (a 691 metri di altezza), da cui si possono ammirare il Lago di Bracciano, il Mar Tirreno, il Monte Terminillo e il Monte Amiata.

Le rocce calcaree creano piccole grotte meravigliose, come quella di Santa Lucia. C’è anche un percorso degli eremi, che termina sulla cima del Monte Soratte, presso l’Eremo di San Silvestro, costruito sui resti di un tempio di Apollo e custode di pregiati affreschi del ‘300 e del ‘400. Secondo la leggenda, la chiesa sarebbe stata fondata, invece, da Papa Silvestro I, per evitare le persecuzioni di Diocleziano.

Ci sono, poi, altri quattro eremi; nonostante versino in condizioni di abbandono, meritano una visita. Il Monte Soratte è caratterizzato da una flora ben diversificata, che varia a seconda dell’esposizione. Nella parte nord, ci sono boschi di carpino nero, orniello, acero e leccio, mentre a sud è presente la macchia mediterranea, coi lecci, gli aceri, i terebinti e i fillirea. Per consultare e scaricare i sentieri per il trekking, invece, è disponibile la mappa qui.

Per quanto riguarda la fauna, il Monte ospita volpi, scoiattoli, civette, picchi verdi e rossi, poiane. Per immortalare la bellezza che caratterizza la zona, consigliamo di portare con sé una fotocamera.

Il Bunker Soratte fra leggenda e bellezza


[foto @ValerioMei/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Nella Riserva è presente un pezzo di storia risalente ai tempi del Duce. Si tratta del Bunker Soratte, costruito come parte di un progetto per un rifugio antiaereo più esteso. Oggi è un luogo molto frequentato da storici e amanti delle armi ed è diventato un museo. Ospita anche una stazione sismica.

Su richiesta di Mussolini, scavate una serie di gallerie come rifugio antiaereo per le alte cariche del Regime Fascista e del Regio Esercito, sotto la falsa forma di una fabbrica di armi della Breda (le Officine Protette del Duce). I lavori vennero affidati al Genio Militare di Roma e rappresentano una delle più importanti opere di ingegneria militare europea, con 4 chilometri complessivi di sotterranei (anche se il progetto iniziale ne prevedeva 14). Nel settembre 1943, il bunker fu preso dalla Wehrmacht, dopo l’invasione da parte della Germania.

Per ben 10 mesi le gallerie furono il rifugio dell’esercito nazista e resistettero a un bombardamento. Prima dell’abbandono, però, il generale Albert Kesselring ordinò l’incendio del bunker. Secondo la leggenda, Kesselring fece interrare 72 tonnellate di lingotti d’oro rubati alla Banca d’Italia, mai ritrovati. Dopo la guerra, le gallerie divennero una polveriera per l’artiglieria italiana, fino al 1967, quando la NATO le trasformò in un rifugio antiatomico per il Governo italiano, in caso di attacco.

Dopo un periodo di abbandono, dal 2003 l’area è al centro di un’attività di recupero, grazie al progetto del Comune di Sant’Oreste chiamato “Percorso della Memoria“, diretto alla creazione di un museo storico sulla Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda. Il percorso è visitabile previa prenotazione: per tutte le informazioni, qui c’è il sito dell’associazione ufficiale, con i vari dettagli.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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