
La Cima del Redentore è un perfetto connubio tra mare e montagna. Certo, non è che in vetta si possa fare un bagno in acqua, ma la vista che regala riesce a creare una sorta di simposio tra le due grandi bellezze della zona. Siamo nel Lazio e, più precisamente, nella zona di Formia in provincia di Latina. Oltre alle splendide spiagge, qui dal punto di vista paesaggistico a dominare sono anche i Monti Aurunci. Il contrasto è spettacolare: da una parte il Golfo di Gaeta, dall’altra le pareti calcaree delle montagne che superano anche i mille metri di altitudine. Tra queste c’è anche la Cima del Redentore (1250 metri) – probabilmente la più iconica del Parco Naturale dei Monti Aurunci -, anche se tecnicamente si tratta di una “spalla” del Monte Altino che arriva a superare i 1360 metri.
Cosa rende speciale quest’escursione è facilmente intuibile. La vetta è una sorta di terrazza naturale sul Tirreno, capace di regalare un panorama che definire da cartolina è riduttivo. Nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia Formia, Gaeta e addirittura il Vesuvio, mentre più al largo compaiono le isole di Ischia, Capri, Ponza e Ventotene. C’è poi un’altra cosa che rende celebre questa vetta. Prorpio in cima è stata posta all’inizio del secolo scorso la statua del Cristo Redentore, visibile anche da buona parte della costa circostante. Andiamo allora alla scoperta di quest’escursione che ci porta dritti fino alla Cima del Redentore, un percorso adatto a tutti dove però è importante avere un passo sicuro e indossare le calzature adatte.
Quest’escursione alla Cima del Redentore parte dal Rifugio Pornito. Si trova a circa 810 metri di quota sopra il borgo di Maranola. Da Formia occorre andare verso Maranola e attraversare il paese, per poi imboccare la Via Redentore: si tratta di una strada stretta e in salita che porta fino al rifugio. Qui si trova il parcheggio con l’indicazione per il sentiero verso il Redentore. Un consiglio: quando sono andato era un weekend di fine estate e i posti auto sono terminati subito, quindi nelle giornate più affollate meglio non arrivare troppo tardi.
Zaino in spalla per iniziare l’escursione dal Rifugio Pornito occorre imboccare il sentiero 960, molto ben segnalato. Dopo un primo breve tratto pianeggiante, la strada poi inizia a salire lungo la cosiddetta Strada della Statua, la mulattiera costruita per trasportare in vetta la statua del Redentore. La salita è costante, ma la pendenza resta sempre dolce grazie ai tornanti. La salita sarà quasi costante per oltre 3 chilometri, con le pendenze che però mai superano il 20%.
Si cammina tra la macchia mediterranea e il bosco, con il panorama sul mare che si apre ogni volta che c’è da fare un tornante. Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge l’Eremo di San Michele Arcangelo, a quota 1200 metri circa. Si tratta di un piccolo santuario incastonato nella roccia di Monte Altino, posto proprio su un costone a strapiombo. Dalle pareti interne stilla acqua di sorgente e vicino all’eremo c’è anche una fonte. Essendo l’unica del percorso il consiglio è quello di rifornirsi d’acqua, specie nelle giornate più calde.
Arrivati a questo punto non resta che fare l’ultimo tratto di salita che separa dalla Cima del Redentore. In vetta una cappelletta sorregge la statua del Redentore, mentre davanti si apre un’incredibile vista sul mare. Inutile ribadire quanto sia spettacolare il panorama sul mare da qui. Arrivati a questo punto, volendo proseguendo si può raggiungere la cima del Monte Altino, oppure si può rigirare e percorrere il sentiero ritroso fino ad arrivare al punto di partenza.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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