
Nel cuore delle Alpi Giulie, l’anello da Sella Nevea al Rifugio Celso Gilberti è uno di quei percorsi che, una volta fatti, restano bene impressi. È un giro compatto, poco più di 7 chilometri, ma con un dislivello di circa 690 metri che si sente nelle gambe e rende la salita tutt’altro che banale. Mi piace di questo itinerario il modo in cui entra subito nell’atmosfera severa della Val Raccolana, tra pareti calcaree, boschi ripidi e un paesaggio che diventa sempre più alpino man mano che si guadagna quota.
Il tracciato segue in parte il sentiero CAI 635, l’alternativa escursionistica alla funivia che porta verso il rifugio. Salire a piedi significa prendersi il tempo per leggere la montagna, passo dopo passo, fino all’arrivo al Gilberti, dove le rocce aprono la scena su un ambiente di alta quota dal carattere deciso.
L’itinerario ad anello parte dal parcheggio di Sella Nevea, nel territorio di Chiusaforte, e da subito mostra il carattere della Val Raccolana. La traccia sale con decisione, senza grandi divagazioni, concentrando i circa 690 metri di dislivello in pochi chilometri. È un’escursione classificata come moderata, ma personalmente la considero impegnativa per chi non ha un minimo di allenamento: il fondo può essere umido, la pendenza si fa sentire e il passo va gestito con calma.
Camminando, ci si lascia alle spalle il paese e ci si immerge in un ambiente via via più raccolto, tra tratti di bosco e versanti ripidi che incorniciano il sentiero. Mi piace il fatto che, pur essendo un anello relativamente corto, non esista una vera “fase di riscaldamento”: la montagna qui entra subito in scena, con il contrasto tra il verde dei pendii e le pareti calcaree che chiudono l’orizzonte.
Uno dei tratti più significativi del giro è quello sul sentiero CAI 635, che rappresenta la via di salita escursionistica verso il Rifugio Celso Gilberti. Dopo circa 2,6 chilometri dalla partenza ci si inserisce nel percorso segnato, e da lì la traccia continua a guadagnare quota in un ambiente sempre più alpino. Camminare sotto le pareti delle Giulie, con il sentiero che si insinua tra rocce e pendii, dà al cammino un sapore di montagna vera, lontano dai percorsi di fondovalle.
Ogni volta che affronto questo tratto ho la sensazione di leggere il paesaggio passo dopo passo: la linea del sentiero, i cambi di pendenza, i canali che scendono dall’alto. La segnaletica CAI aiuta molto nell’orientamento, ma non toglie nulla alla dimensione escursionistica. Servono scarpe adatte, abbigliamento a strati e attenzione al meteo, perché in quota il vento e la nebbia possono cambiare in fretta la percezione del percorso.
Il Rifugio Celso Gilberti, raggiunto dopo circa 3,7 chilometri di cammino, segna il punto alto dell’anello e il momento in cui il paesaggio si apre davvero. Dopo la salita nel bosco e tra le rocce, si entra in un ambiente ampio, dominato da forme rocciose e pendii d’alta quota. È una di quelle situazioni in cui, almeno per me, il tempo si ferma: ci si gira indietro, si guarda la traccia risalita e si misura con gli occhi il dislivello appena superato.
Il rifugio svolge un ruolo centrale nella frequentazione di questa porzione di Alpi Giulie, sia per chi sale a piedi, sia per chi arriva con la funivia. Io continuo a preferire la salita lungo il sentiero: arrivare con il fiato corto e lo zaino sudato rende il Gilberti una vera conquista, una tappa che dà senso allo sforzo. Attorno, le rocce raccontano perché questo itinerario sia ricercato da chi cerca un contatto diretto con l’alta montagna.
L’anello da Sella Nevea, noto anche come Bila Pec Loop, misura circa 7,05 chilometri con un dislivello di 690 metri e un tempo medio di 3 ore e 35 minuti di cammino effettivo. Numeri che descrivono un percorso non estremo, ma che richiede fiato, passo regolare e abitudine ai sentieri alpini. I dati di frequentazione, con poco più di un centinaio di escursionisti registrati e valutazioni positive, confermano un itinerario conosciuto ma non caotico.
Dal punto di vista pratico, il vantaggio è l’anello con partenza e arrivo al parcheggio di Sella Nevea, che semplifica la logistica. Il tracciato si sviluppa nel contesto del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, quindi valgono le buone pratiche: restare sul sentiero, non lasciare rifiuti, rispettare la segnaletica. Personalmente considero questo giro perfetto per una giornata piena in montagna: chilometri contenuti, paesaggio intenso, ambiente protetto e la sensazione, al rientro all’auto, di aver davvero camminato dentro le Giulie.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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