
Quasi cento anni di storia e non sentirli. Il Rifugio Fratelli Grego infatti è stato inaugurato nel 1927 e da allora è un punto di riferimento per tutti gli escursionisti del Friuli-Venezia Giulia. Particolare è anche la scelta del nome. Inizialmente il rifugio era dedicato solo alla memoria di Attilio Grego, morto durante la Prima Guerra Mondiale. Successivamente poi è stato deciso di dedicarlo alla memoria anche degli altri fratelli Grego scomparsi negli anni: Ferruccio, Paolo e Remigio. La fama del Rifugio Fratelli Grego però deriva dall’essere un tipico rifugio di montagna friulano. Siamo infatti nel Tarvisiano, a poca distanza dal confine con l’Austria. Qui la montagna è ancora quella vera, senza la folla di altre zone alpine anche se questo territorio non difetta in quanto a fascino.
Questo percorso – la difficoltà è moderata, ma comunque è importante avere un passo sicuro e le calzature adatte ai piedi visto che la salita e la discesa non mancano – ha luogo nella zona della Val Saisera, nel comune di Malborghetto-Valbruna. Ci si arriva facilmente dall’autostrada A23, uscendo a Ugovizza o Tarvisio per proseguire poi verso la Val Saisera. Lo spostamento vale assolutamente pena. Qui infatti siamo in una delle vallate più belle del Friuli-Venezia Giulia, con la natura rigogliosa e verdeggiante che è circondata dalle imponenti pareti rocciose del Montasio e del Jôf Fuart. Durante la bella stagione sono tanti i percorsi escursionistici, ma anche quelli dedicati agli amanti delle bike. In inverno il tracciato di sci di fondo della Val Saisera è rinomato, con anche le ciaspolate che sono molto piacevoli. Adesso però concentriamoci sul Rifugio Fratelli Grego e su questo percorso ad anello adatto a tutti.

Questo percorso è quello classico per arrivare al Rifugio Fratelli Grego. La partenza è dal parcheggio adiacente al Kile Alpine Resort, non molto distante dalle piste di sci di fondo della Val Saisera. Zaini in spalla, dal parcheggio si prende la strada asfaltata forestale che si snoda tra prati e pascoli, fino a superare il piccolo Cimitero Austroungarico della Grande Guerra, come a ricordare che questa zona è stato lo scenario di tante cruente battaglie durante la Prima Guerra Mondiale.
Quando si arriva alla Cappella Florit ecco che inizia il sentiero CAI 611, molto comodo e ben segnalato. A questo punto si entra in uno spettacolare bosco di faggio e abete bianco e rosso. Camminare in un ambiente del genere nel silenzio boschivo è qualcosa di meraviglioso, un piacere che accomuna tutti gli amanti della montagna. La strada è in salita, ma le pendenze non sono particolarmente impegnative. In più se siete amanti dei funghi, questo è il posto giusto per voi.

Quando termina il bosco e si apre la radura, ecco che compare il Rifugio Fratelli Grego dopo poco più di un’ora di cammino. Il nostro consiglio è quello di fermarvi per assaporare le specialità friulane della cucina del ristorante, ma volendo qui si può anche dormire visto che non mancano i posti letto. Spettacolare è anche la vista sulle pareti dello Jôf di Montasio, dello Jôf Fuart e del Nabois.
Riposati e rifocillati, ecco che occorre fare ancora un po’ di salita per arrivare al Laghetto Sella di Somdogna, un piccolo specchio d’acqua di origine glaciale quasi completamente coperto dalla vegetazione. Un autentico gioiellino che si trova nella Sella di Sompdogna, punto in cui inizia la discesa che in un’oretta riporta al punto di partenza concludendo così il nostro giro ad anello.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
Ben 250 chilometri di bellezze fuori dal comune, per ammirare la straordinaria ...
Un miracolo della natura, uno spettacolo che fa alzare gli sguardi a tutti i ...
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