
Il Lago di Cavazzo è uno di quei luoghi dove è difficile capire dove finisce la storia e inizia la leggenda. Per prima cosa però occorre chiarire dove ci troviamo. Questo lago è il più esteso di tutto il Friuli-Venezia Giulia, siamo in provincia di Udine e più precisamente tra i territori comunali di Cavazzo Carnico, Trasaghis e Bordano, in una posizione come incastonata tra le prime alture alpine e le Prealpi Carniche. Stiamo parlando di un lago di origine glaciale che si è formato al termine dell’ultima glaciazione, quando il ritiro dei ghiacci ha lasciato una conca naturale che poi è stata riempita dalle acque. Di conseguenza l’uomo da sempre ha sfruttato quest’importante bacino e la sua rigogliosa natura circostante, con un importante impianto idroelettrico che poi è stato costruito nel secolo scorso.
Non da meno però sono le storie che hanno accompagnato l’esistenza di questo luogo. Quella più fantastica narra di un drago che avrebbe abitato il lago, terrorizzando gli abitanti dei villaggi rivieraschi fino a quando non fu sconfitto da un eroe locale. Vero invece è stato il “Progetto Atlantide” che si è svolto tra il 1969 e il 1970, quando alcuni acquanauti per un mese hanno compiuto escursioni regolari sul fondale a circa 17 metri di profondità allo scopo di creare delle strutture permanenti.
Al giorno d’oggi però il Lago di Cavazzo è anche una rinomata zona turistica, molto frequentata sia d’inverno sia – soprattutto – d’estate, quando le sue acque diventano teatro di sport nautici come vela, windsurf e kayak. Quello che vi proponiamo invece è un comodo giro ad anello attorno al lago, facile e alla portata di tutti anche se occorrono comunque delle calzature da montagna adatte.

Il punto di partenza di quest’anello che si snoda attorno al Lago di Cavazzo è da Villa Turchini, sulla sponda sud-occidentale. Si tratta di un posto facilmente raggiungibile in auto – l’A23 passa proprio nelle vicinanze – e dotato di parcheggi nelle vicinanze. Per iniziare il giro occorre imboccare la pista ciclopedonale che noi in questa descrizione del tracciato percorreremo in senso antiorario. Inizialmente il manto è asfaltato, mentre poi si passa alla ghiaia compatta.
Il primo impatto è subito suggestivo: fin dai primi passi il panorama si apre subito sulle acque del lago, con i profili delle montagne che si specchiano nella superficie. In questo primo tratto si incontrano piccoli pontili, canneti e zone umide dove si possono avvistare aironi e anatre. Un paradiso per gli amanti della natura e anche della fotografia, un particolare non trascurabile ora che viviamo nell’epoca dei social. Anche se inizialmente la strada tende un po’ a salire, le pendenze sono alla portata di tutti e anche le discese sono dolci e agevoli.

Procedendo verso la sponda nord del Lago di Cavazzo ci sono da affrontare brevi tratti di sterrato e alcune passerelle in legno che attraversano aree più umide. Qui la vegetazione si fa più fitta, con boschetti di ontani e salici: per chi è mattiniero una passeggiata qui è l’ideale per godere al meglio di tutta la magica bellezza del lago. In questo punto però si trovano anche diverse aree attrezzate, ideali per una sosta e volendo anche per un picnic.
Continuando la passeggiata, anche il panorama attorno al lago non è di certo trascurabile: alzando lo sguardo al cielo infatti si possono ammirare le cime delle Prealpi Carniche che incorniciano lo specchio d’acqua. Arrivati a questo punto resta solo da compiere l’ultimo tratto che, puntando verso meridione, riporta al punto di partenza di Villa Turchini: eccezion fatta per un piccolo strappetto dove la pendenza però di fa del 30%, il tracciato è tutto pianeggiante tra prati aperti e zone alberate, senza che manchino all’appello suggestivi scorci continui sull’acqua del lago.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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