Al cospetto del Mangart: un magnifico itinerario ad anello dai Laghi di Fusine tra boschi e panorami

Fabio Belmonte  | 04 Lug 2026

Ai piedi del Mangart, tra Italia e Slovenia, l’anello dai Laghi di Fusine al Rifugio Zacchi è una di quelle escursioni che ti restano nelle gambe e negli occhi. Il percorso, poco più di nove chilometri per circa 730 metri di dislivello positivo, si sviluppa nella conca glaciale di Fusine, tra specchi d’acqua verde smeraldo, boschi di conifere e pareti rocciose tipiche delle Alpi Giulie.

L’atmosfera è quella del Tarvisiano più autentico: un territorio di confine, montano nel carattere e nel passo richiesto, dove la salita non è solo un dato tecnico ma un cambio di ritmo reale. L’anello, classificato difficile, alterna sentiero nel bosco, tratti più tecnici e un punto panoramico che inquadra i laghi dall’alto, con il Mangart sullo sfondo. È un giro completo, ideale per escursionisti allenati che cercano un itinerario compatto ma dal respiro alpino deciso.

Trekking ad anello – Rifugio Luigi Zacchi dai Laghi di Fusine

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio dei Laghi di Fusine, Tarvisio, Friuli Venezia Giulia
  • Punto di arrivo: Parcheggio dei Laghi di Fusine, Tarvisio, Friuli Venezia Giulia
  • Lunghezza: circa 9,21 km
  • Durata: circa 4 ore e 17 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 730 m+

Mappa

L’anello nella conca di Fusine: ambiente e numeri del percorso

L’anello dai Laghi di Fusine al Rifugio Zacchi si sviluppa nella conca glaciale più iconica del Tarvisiano. I due laghi, incastonati tra boschi di abeti e pareti rocciose, fanno da porta d’ingresso a un ambiente tipicamente alpino, dove acqua, ghiaioni e foreste definiscono fin da subito il tono dell’escursione. Il sentiero non si limita a costeggiare le rive, ma sale deciso verso quota, costruendo un giro completo che unisce fondovalle e versanti.

Dal punto di vista tecnico, il percorso misura circa 9,2 chilometri, con un dislivello positivo attorno ai 730 metri e un tempo medio stimato di poco più di quattro ore. La classificazione di difficoltà alta non è un dettaglio formale: il tracciato include tratti ripidi, terreno irregolare e un breve segmento tecnico segnalato, elementi che richiedono passo sicuro, allenamento e una buona abitudine ai sentieri di montagna.

Dal parcheggio al Rifugio Zacchi: salita progressiva tra bosco e roccia

La partenza avviene dai parcheggi in area Laghi di Fusine, dove si imbocca il sentiero che si inoltra subito nella vegetazione. I primi tratti alternano passaggi nel bosco a scorci sui laghi e sulle pareti del Mangart, che resta per tutta la salita un riferimento visivo costante. La pendenza aumenta progressivamente, il fondo alterna sterrato, radici e pietre, e la sensazione è di una salita vera, ben più impegnativa di una semplice passeggiata panoramica.

Man mano che si guadagna quota, il bosco si dirada e l’ambiente diventa più severo, con radure e canaloni che raccontano il carattere alpino delle Alpi Giulie. Il Rifugio Luigi Zacchi compare nella parte alta dell’anello, in posizione dominante sulla conca. Qui la struttura funziona da punto di appoggio, crocevia per chi si ferma sull’anello escursionistico e per chi, meglio attrezzato, prosegue verso itinerari più tecnici attorno al Mangart e alle cime vicine.

Punti panoramici, tratto tecnico e ruolo della prudenza

 

Uno dei momenti più intensi dell’anello è il punto panoramico alto, dove lo sguardo si apre sui Laghi di Fusine incastonati nel verde e sulle pareti del Mangart che chiudono l’orizzonte. Qui si percepisce bene il contrasto tra l’acqua immobile della conca e la verticalità rocciosa che incombe sopra il percorso, soprattutto nelle giornate limpide o con luce radente di inizio e fine giornata.

Più avanti la traccia intercetta un breve tratto classificato come tecnico, di poche decine di metri ma sufficiente a cambiare il tono dell’escursione. In presenza di fondo umido, neve residua o ghiaccio, questo segmento richiede estrema attenzione e una buona confidenza con terreni esposti o scivolosi. È qui che prudenza, valutazione delle condizioni e capacità di fare marcia indietro diventano parte integrante dell’esperienza e non semplici raccomandazioni teoriche.

Difficoltà, periodo migliore e consigli per chi affronta l’anello

L’anello dai Laghi di Fusine al Rifugio Zacchi è considerato un itinerario difficile, adatto a escursionisti allenati con esperienza su dislivelli importanti e terreno irregolare. I circa 9 chilometri possono ingannare chi valuta solo la distanza: qui sono la pendenza, la continuità della salita e il tratto tecnico a fare la differenza. Il tempo medio di poco più di quattro ore va inteso come stima, da adattare alle proprie condizioni, alle pause e al meteo.

Come equipaggiamento, servono scarponi da trekking con buona suola, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, acqua a sufficienza, cibo energetico e un piccolo kit di primo soccorso. Il periodo consigliato va in genere dalla tarda primavera all’autunno, verificando sempre apertura del rifugio, condizioni del sentiero e previsioni aggiornate. L’anello è una scelta ideale per chi cerca una giornata di montagna piena, compatta ma intensa, con un’autentica immersione nel paesaggio alpino delle Alpi Giulie friulane.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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