Sulle tracce di San Francesco alla scoperta di uno dei percorsi più colorati dell’Emilia Romagna

Annalisa Porporato e Franco Voglino  | 10 Ott 2023
Paesaggio sul Montefeltro

Tra il 1295 ed il 1500 il territorio che comprendeva da San Marino a Sant’Agata Feltria, in Emilia-Romagna, a Baldi Tedalda in Toscana, a Sassocorvaro nelle Marche, venne dominato dalla famiglia Malatesta ed era nota come “Montefeltro”. Nel territorio dell’Emilia-Romagna si presenta con dolci colline che a tratti si aprono in ripidi pendii rocciosi, aprendo allo sguardo panorami straordinari la cui caratteristica più peculiare è la morbidezza delle linee che invogliano a rallentare il passo e lasciar scorrere il tempo. Un trekking nelle colline del Montefeltro è un viaggio nel paesaggio che colpì il pittore Piero della Francesca (1412 circa-1492) tanto che in alcune sue opere sono evidenti scorci e panorami ancora oggi visibili tra queste colline. Alle spalle del “Ritratto di Battista Sforza” si trova la Rupe di Pietracuta, presso Monte Gregorio si ritrova lo sfondo de “San Gerolamo e un devoto”, mentre a Petrella Guidi ecco lo sfondo del dipinto “Il battesimo di cristo” di Piero della Francesca.

San Leo si trova al centro di questo territorio straordinario ed ha una forma caratteristica tanto che, stando ad alcune teorie, il nome del Montefeltro (Mons Feretrum) deriverebbe proprio da questa località. Un modo diverso per vivere al meglio le colline del Montefeltro è camminarci dentro, immergendosi completamente nei panorami e nei profumi malatestiani. Ed è facile farlo, poiché l’Emilia-Romagna è ricca di Cammini storici perfettamente segnalati e tracciati. Uno di questi interessa proprio la Rocca di San Leo e d è il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna che collega le due località care al Santo con 110 chilometri e 6 tappe.

Scheda tecnica

  • TEMPO DI PERCORRENZA 5 ore totali (visite escluse)
  • DISTANZA 15 Km totali
  • DISLIVELLO 500 md+ totali
  • DIFFICOLTÀ Sentiero Escursionistico
  • PUNTI ACQUA San Leo
  • SEGNAVIA PERCORSO T (Tau giallo), segni bianco/rossi
  • PERIODO ADATTO Aprile/Ottobre
  • DOVE PARCHEGGIARE Ponte Santa Maria

Sulle tracce di San Francesco

È una parte della seconda tappa del Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, abbastanza breve da permettere di fare ritorno a piedi. La partenza è da Ponte Santa Maria (185 metri di altitudine), nel territorio di Novafeltria, che dispone di un ampio parcheggio, oltre che essere servita da autobus.

Cammina
In prossimità del ponte che oltrepassa il fiume Marecchia si prende la strada asfaltata (cartelli blu Legnanone). Da questo momento sarà il segno giallo del Tau a guidare il cammino. Un primo bivio manda a destra, supera un primo tratto alberato per poi incontrare un incrocio dove si prosegue per la via centrale diventando sterrata. Si cammina paralleli al fiume Marecchia, di cui si hanno alcuni scorci tra la vegetazione, ed il percorso, sempre in salita graduale, supera alcune cascine mentre il paesaggio si fa aperto e rilassante, tra prati e coltivazioni.

Ignorando le deviazioni più piccole si prosegue sempre su sterrata che diventa asfalto nei punti in cui si presentano tratti più ripidi, mentre lo sguardo corre ozioso all’orizzonte, dove appare anche la singolare mole della Rocca di San Leo. Si arriva all’unico bivio degno di nota: il percorso va a destra ma lo si tenga a mente poiché da sinistra (cartelli stradali Sant’Igne), si arriverà alla chiusura del cerchio che si va a percorrere.

Cartolina del Montefeltro

Si va dunque a destra mentre il fondo diventa asfalto ma qui merita una sosta: spostandosi leggermente a destra all’altezza di un pilone votivo, la Rocca di San Leo è ormai in piena vista, issata sulle pareti ripide. La strada scende un poco, confluisce su una più grande che va seguita verso sinistra per poi deviare a destra al bivio seguente percorrendo un breve tratto di provinciale prima di arrivare in San Leo attraverso la Porta di Sopra. Ci si trova in un centro storico delizioso, tutto da passeggiare con calma arrivando da una parte alla Pieve, la Cattedrale e la Torre Civica, fino al verde piazzale del Belvedere (590 metri di altitudine); dall’altra, invece, si sale alla Rocca, la cui visita è caldamente consigliata.


Terminata la visita a San Leo ci si incammina per il ritorno ripercorrendo inizialmente la medesima strada, ma una volta sulla provinciale si prosegue dritti per 0,4 km, deviando quindi a sinistra per il cimitero. Lo si supera (segni bianco/rossi) e la strada diventa sterrata in salita costante, per poi trasformarsi in sentiero ripido che porta ad una sella. Si va a destra ed il sentiero diventa quasi pianeggiante ma all’altezza di una croce si deve prendere a destra e risalire la cresta, così da arrivare agevolmente alla cima del Monte San Severino (660 metri di altitudine) e al panorama che si apre verso il Montefeltro.

Ritornati indietro di pochi passi si segue ora un sentiero che in discesa ripida riporta alla sella precedente. Qui si prende il sentiero a destra (non segnato ma evidente) che in discesa abbastanza ripida porta in una fitta pineta. Una discesa ombrosa che porta ad una strada asfaltata dove si va a destra e in pochi passi si raggiunge Sant’Igne, un ex convento francescano dal bel chiostro (visibile dall’esterno anche quando l’edificio è chiuso) legato alle vicende del Santo poiché si narra che, giunto a San Leo e trovando le porte già chiuse, venne attirato qui da un fuoco dove trascorse la notte al sicuro (tavolini). A questo punto si riprende la strada asfaltata tornando indietro e al bivio si va a destra, ripercorrendo ora la medesima via dell’andata.

La Rocca di San Leo

Una visita emozionante che va fatta sicuramente. Oltre all’aspetto architettonico e al panorama che si può ammirare dalle sue mura, la Rocca ospita diverse mostre che vanno dalla collezione di armi agli strumenti di tortura a mostre temporanee. Ospite famoso di San Leo è stato Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro (1743-1795), alchimista e mago che venne praticamente sepolto vivo nella prigione della fortezza. Si pensi che le guardie avevano così timore di lui che il cibo gli veniva passato senza che potesse anche solo guardarle mentre la porta che si utilizza ora per visitarne la cella, all’epoca non esisteva poiché il conte fu calato da una botola!

La rocca è l’aspetto più appariscente ma anche gli altri monumenti concorrono a rendere unica l’aria che si respira a San Leo, come la Pieve, la Cattedrale e la Torre civica, tutte in romanico puro. Ma è sul Belvedere che si ha il respiro più ampio, complice la presenza di locali con tavolini all’aperto dove gustare il sapore del territorio come il lardo di Grigione del Montefeltro, un maiale allevato allo stato brado.

Informazioni utili

Parcheggio a Novafeltria, località Uffogliano-Ponte Santa Maria Maddalena, coordinate: 43°56’05″N 12°20’40″E. Se si volesse tornare da San Leo a Ponte Santa Maria Maddalena in autobus, linea 165 San Leo-Novafeltria e quindi linea 160 Novafeltria-Ponte Santa Maria Maddalena (www.startromagna.it).
Alla partenza non ci sono fonti nelle vicinanze, va fatto rifornimento in anticipo poiché non si trova più nulla fino a San Leo. Il percorso è facile e privo di difficoltà, ma si deve tener conto dei chilometri totali ed è necessario un buon allenamento.

Sito ufficiale di informazione turistica www.emiliaromagnaturismo.it.

Annalisa Porporato e Franco Voglino
Annalisa Porporato e Franco Voglino

Travel writers della provincia di Torino, appassionati trekker, fotografi e collaboratori di riviste di escursionismo, viaggi e magazine con tematiche family friendly. Hanno mappato e sviluppato percorsi a piedi per numerosi enti del turismo italiano ed europeo. Da sempre viaggiano in modo autonomo vivendo i ritmi lenti del cammino, così da avere il tempo di crearsi un sogno. Passione che si è concretizzata nella stesura di numerose guide escursionistiche con vari editori. Ultimamente si stanno occupando di percorsi Benessere e Forest bathing nelle regioni e parchi d’Italia.



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