Sulla vetta simbolo dell’Appennino: l’itinerario completo fino alla cima del Cimone

Fabio Belmonte  | 20 Ago 2026

Affrontare l’anello del Monte Cimone significa vivere una delle escursioni più complete dell’Appennino settentrionale, un percorso che in poco meno di 11 chilometri concentra dislivello, panorami d’alta quota e soste rilassanti lungo piccoli specchi d’acqua. La prima volta che l’ho percorso, mi ha colpito la rapidità con cui si passa dai boschi fitti ai crinali esposti, con il vento che cambia il ritmo del passo.

165 metri, diventa un riferimento costante. Poi, quando le gambe cominciano a sentire i 750 metri di dislivello, la vista sui laghi – dal Laghetto Sus al Lago della Ninfa – trasforma l’escursione in un’esperienza più intima. È un anello ideale per chi cerca un trekking impegnativo ma accessibile, dove la montagna richiede rispetto senza mai diventare proibitiva.

Trekking ad anello – Monte Cimone e Lago della Ninfa da Fanano

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio nell’area di Fanano – Monte Cimone (Emilia-Romagna)
  • Punto di arrivo: Parcheggio nell’area di Fanano – Monte Cimone (Emilia-Romagna)
  • Lunghezza: circa 10,9 km
  • Durata: circa 4 ore e 20 minuti
  • Difficoltà: moderata
  • Dislivello: circa 750 m+

Mappa

Il Monte Cimone, vetta simbolo dell’Appennino settentrionale

Il Monte Cimone, con i suoi 2.165 metri, è la cima più alta dell’Appennino settentrionale e un punto di riferimento per chi ama il trekking tra Emilia e Toscana. Siamo nel cuore del Parco del Frignano, in provincia di Modena, in un territorio che coinvolge comuni come Fanano, Sestola, Montecreto e Riolunato.

L’anello proposto misura circa 10,9 chilometri, con 750 metri di dislivello positivo e un tempo medio indicativo di 4 ore e 20 minuti. Quando l’ho percorso, ho capito subito che non basta guardare i numeri: la continuità della salita e l’esposizione in quota richiedono allenamento, passo sicuro e una buona gestione delle energie.

Il bello di questo trekking è la sua varietà. In un’unica giornata si alternano boschi, praterie, crinali sassosi, laghetti alpestri e panorami larghi sulla dorsale tosco-emiliana. Non è un itinerario estremo, ma è una montagna che non perdona leggerezze su meteo, abbigliamento e attrezzatura.

Da Pian Cavallaro alla vetta: salita continua tra crinale e vento

Il punto di partenza più comodo per l’anello del Cimone è Pian Cavallaro, una terrazza naturale già in quota che permette di abbreviare la parte iniziale di dislivello. Qui, durante la mia ultima salita, ho approfittato per sistemare lo zaino e verificare ancora una volta le condizioni del cielo: su questa montagna il meteo può cambiare in fretta.

La salita verso la vetta è continua ma ben leggibile. In basso dominano boschi e prati, poi la vegetazione si dirada e compaiono terreno sassoso, spazi aperti e un paesaggio tipicamente appenninico d’alta quota. Ho scelto il tracciato leggermente più lungo, che addolcisce la pendenza: una scelta che consiglio, soprattutto quando il dislivello comincia a farsi sentire nelle gambe.

Salendo, il profilo del Cimone si fa più netto e appaiono le infrastrutture di vetta, tra installazioni militari e strutture meteorologiche. L’ambiente rientra nella rete Natura 2000, con regole precise di tutela: per questo resto sempre sul sentiero, evitando scorciatoie che potrebbero danneggiare flora e fauna.

In vetta al Cimone e giù verso il Laghetto Sus e il Lago della Ninfa

 

La cima del Monte Cimone coincide più o meno con la metà dell’anello, intorno al chilometro 5,4. È una vetta particolare, con antenne e strutture che ne cambiano l’aspetto, ma ogni volta che arrivo quassù la vista mi ripaga di qualsiasi fatica: nelle giornate limpide lo sguardo corre lungo l’Appennino tosco-emiliano e si spinge verso la pianura.

La quota di 2.165 metri espone la montagna a vento, nebbia e bruschi cali di temperatura, anche in estate. Per questo porto sempre con me uno strato caldo e un guscio antivento, anche se a valle il clima sembra quasi estivo. Dopo una sosta breve, l’anello cambia ritmo e comincia la discesa.

È qui che il percorso mostra il suo lato più tranquillo. Prima si incontra il Laghetto Sus, piccolo ma scenografico, ideale per una pausa e qualche foto riflessa della cima. Più in basso si raggiunge il Lago della Ninfa, a circa 1.550 metri, circondato da faggete e conifere. La prima volta che ci sono arrivato dopo ore di cammino, il contrasto tra crinale battuto dal vento e quiete del lago mi ha fatto capire quanto questo itinerario sia completo e armonico.

Consigli pratici per affrontare l’anello del Monte Cimone in sicurezza

L’anello del Monte Cimone richiede una buona abitudine al cammino in montagna. I 10,9 chilometri e i 750 metri di dislivello non devono ingannare: il percorso rimane impegnativo, soprattutto se non si gestiscono bene passo, idratazione e pause. Io parto sempre con almeno due litri d’acqua, contando le fonti solo come supporto eventuale.

Scarponcini con buona suola, bastoncini telescopici e abbigliamento a strati sono essenziali, così come un occhio costante alle previsioni meteo. Nebbia e vento possono rendere la progressione difficile, in particolare nella zona di vetta. In caso di incertezza, preferisco rimandare: su una montagna esposta come il Cimone la prudenza non è mai eccessiva.

Il periodo migliore per questo trekking va in genere dall’estate all’inizio dell’autunno, quando il terreno è più stabile e le giornate ancora lunghe. L’area protetta del Parco del Frignano impone il rispetto dei sentieri e della fauna: niente rifiuti, niente rumori inutili e massima attenzione a non uscire dalle tracce segnate. È anche da questi gesti che si misura il rispetto per una montagna che, pur non essendo estrema, merita attenzione e cura.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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