Quando i boschi del Cimone diventano rossi: la passeggiata ad anello tra foglie, castagne e panorami

Un percorso non particolarmente impegnativo, tra un panorama mozzafiato e tutta la magia del foliage durante il periodo dell'autunno.
Alessandro Cipolla  | 05 Ott 2026

Sestola è uno dei luoghi culto per tutti gli amanti della montagna dell’Emilia-Romagna. Questo comune che conta poco più di duemila anime del modenese infatti è la più celebre località sciistica della regione. Poi è celebre anche per il suo castello e per l’ottima cucina, ma a noi oggi interessa soprattutto la sua vicinanza al Monte Cimone – la vetta più alta dell’Appennino settentrionale con i suoi 2165 metri di altitudine – che di fatto sovrasta il paese.
Trovandosi a circa mille metri di quota, Sestola così è il punto di partenza ideale per le escursioni durante la bella stagione e per gli sport invernali quando arriva la neve. E l’autunno? Beh, durante questa stagione secondo noi la natura che circonda il borgo diventa ancora più spettacolare. Il motivo? Leggere alla voce foliage, con i boschi della zona che cambiano colore tingendosi di mille sfumature di giallo, arancione e marrone. Questo percorso ad anello – non molto impegnativo e adatto a tutti, il consiglio però è quello di indossare comunque le calzature adatte ai piedi – così è ideale da fare in autunno, per unire i meravigliosi panorami della cresta a tutta la magia del foliage.

Trekking a Sestola

Mappa

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Scheda tecnica

  • Lunghezza: 7,86 km
  • Tipo di percorso: anello
  • Dislivello: 482 m positivo, 482 m negativo
  • Altitudine massima: 1371 m s.l.m.
  • Altitudine minima: 1019 m s.l.m.
  • Difficoltà: E

Il percorso

Il percorso che oggi andiamo a vedere parte dal campanile di Sestola, proprio vicino all’Ufficio turistico. Siamo nel cuore del Parco del Frignano, in uno dei posti più affascinanti della provincia di Modena. Dal capoluogo è poco più di un’ora di auto, ma volendo ci sono anche degli autobus. In centro del paese i parcheggi sono a pagamento, mentre quelli più fuori sono gratuiti. Veniamo allora a quest’anello che ho affrontato in autunno, aiutato anche da una giornata con un clima abbastanza mite. Dal campanile occorre arrivare fino all’incrocio con via delle Ville dove inizia la segnaletica. Poco dopo si entra nel bosco con il sentiero 8. Nella prima parte si cammina nella faggeta, con la strada che sale prima dolcemente e poi – in maniera graduale – più decisa. Lo spettacolo dei colori autunnali è qualcosa di indescrivibile.

Proprio in questo tratto si incontra la Faggia Grossa, un suggestivo faggio secolare formato da due tronchi uniti. Qui la foto è di rito. Superata la Faggia Grossa il sentiero inizia a salire in maniera più decisa arrivando fino alla cresta panoramica. Da qui manca poco all’arrivo a Pian del Falco. Si tratta di un piccolo villaggio posto a circa 1350 metri di altitudine con prati, una chiesetta e una fontana dove riempire la borraccia. Per chi vuole è il posto giusto per la pausa pranzo. Il ritorno invece avviene tramite il sentiero 6. La discesa è dolce e la strada nell’ultimo tratto poi si fa quasi pianeggiante. In più il sentiero è molto panoramico. Una volta tornati a Sestola, il mio consiglio è quello di andare a visitare la Rocca: dal centro del paese sono una decina di minuti a piedi.

Curiosità

Sestola è chiamata la “perla dell’Appennino modenese”. La sua storia è più che millenaria, con la Rocca – ricostruita nel ‘500 – che è il simbolo del paese. Se nel Medioevo le sue funzioni erano difensive, nei secoli poi è stata utilizzata come penitenziario e successivamente come osservatorio meteorologico. Oggi invece ospita musei e antichi affreschi. Per gli amanti della buona tavola, da queste parti l’autunno è sinonimo anche di castagne, con diverse sagre che vengono realizzate nei paesi della zona.

Informazioni utili sull’anello da Sestola

Come detto secondo me la stagione migliore per fare l’anello che da Sestola porta a Pian del Falco è l’autunno. L’incanto del foliage infatti rende il percorso ancora più piacevole. Se il terreno è bagnato però occorre fare un po’ di attenzione.  In inverno invece spesso c’è neve lungo il tragitto e servono ramponcini o ciaspole. Infine il consiglio è quello di portare con sé acqua ed eventualmente anche il pranzo al sacco se ci si vuole fermare a mangiare una volta arrivati a Pian del Falco.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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