
Se sei alla ricerca di un’escursione capace di fondere il fascino della storia medievale con le meraviglie geologiche dell’Appennino Reggiano, il territorio di Carpineti è la meta ideale. Dominata dalla maestosa rocca di Matilde di Canossa, questa terra offre un mosaico di paesaggi dove antiche vie di pellegrinaggio, come la Via Matildica del Volto Santo, s’intrecciano con percorsi naturalistici d’eccellenza come il Sentiero Spallanzani. Che tu sia un escursionista esperto o un appassionato di camminate all’aria aperta, questo itinerario ad anello ti condurrà tra secolari castagneti, spettacolari formazioni rocciose e gli scorci più selvaggi della valle del Tresinaro. Prepara gli scarponi e carica la traccia GPS: ti accompagniamo alla scoperta di un angolo d’Emilia dove natura e storia camminano di pari passo.
La piattaforma Wikiloc ha lo scopo di far connettere gli utenti tra loro condividendo un’ampia gamma di percorsi creati dalla community a beneficio di tutti gli escursionisti, dai principianti ai più esperti. Grazie alla sua tecnologia, l’app permette di scaricare le tracce GPS e di navigare l’itinerario prescelto direttamente dal proprio smartphone (disponibile sia su iOS che su Android): uno strumento estremamente utile per chi vuole esplorare l’area del Castello di Carpineti in totale sicurezza, senza rischiare di smarrire la strada lungo i sentieri dell’Appennino Reggiano.
Wikiloc offre inoltre la possibilità di registrare da zero la propria camminata fino alla fortezza e di tracciarne ogni dettaglio. Una volta salvato, l’itinerario può essere messo a disposizione della community per trasformarsi in una vera e propria guida di trekking per chiunque decida di ripercorrerlo. Anche i principali percorsi che conducono al Castello di Carpineti sono tutti scaricabili e navigabili tramite app, così potrai subito metterti in cammino.
Questo percorso ad anello prende il via dal parcheggio presso il cimitero di Carpineti, muovendosi inizialmente lungo strade sterrate e terreni agricoli prima di fare ingresso nel centro abitato, dove si incontrano la piazza del municipio e i locali del paese. Da qui l’itinerario comincia a salire verso la dorsale ripercorrendo un tratto della storica Via Matildica del Volto Santo; camminando tra secolari castagneti legati alla tradizione canossiana e affascinanti tratti di antico selciato, la traccia conduce fino all’imponente Castello di Carpineti. Questo complesso fortificato, dominato dall’alto mastio e dalla chiesa romanica di Sant’Andrea, offre una straordinaria testimonianza storica del periodo matildico ed è incastonato su imponenti formazioni rocciose.
Lasciata la rocca, la camminata prosegue verso est sul crinale lungo il Sentiero Spallanzani, un tratto di forte interesse per il turismo geologico caratterizzato da ampie vedute sull’Appennino e da curiose rocce mammellonate modellate dagli agenti atmosferici. Più avanti la vegetazione si fa più fitta e il sentiero comincia a scendere ripidamente nel bosco lungo il tracciato CAI 618. Una volta attraversata la strada provinciale SP7, si imbocca il sentiero 618G che si snoda tra boschi, macchie di rovi e campi di erba medica, per poi raggiungere l’ambiente più selvaggio della valle del torrente Tresinaro. Fiancheggiando piccoli ruscelli e suggestive pareti scoscese modellate dall’erosione del tempo, il cammino si completa chiudendo l’anello e riportando al punto di partenza.
Scarica la traccia GPS e navigala in app.
Posto a 805 metri d’altezza sulla dorsale del Monte Antoniano, il Castello di Carpineti fu il vero cuore politico e strategico dei domini di Matilde di Canossa. Preferito dalla Gran Contessa per la sua posizione inaccessibile a dominio delle valli del Secchia e del Tresinaro, il maniero fu teatro di eventi cruciali del Medioevo europeo: qui soggiornò Papa Gregorio VII nel 1077 e sempre qui si tenne, nel 1092, lo storico convegno in cui si decise di proseguire la resistenza armata contro l’imperatore Enrico IV.
Il complesso fortificato, adagiato direttamente su imponenti bastioni naturali di roccia arenaria, conserva ancora oggi ampi resti delle cinte murarie, la suggestiva chiesa romanica di Sant’Andrea (consacrata nel 1117) e il possente mastio quadrangolare, oggi visitabile per ammirare un panorama spettacolare sull’intero Appennino Reggiano. La fama di rocca inespugnabile accompagnò il castello anche nei secoli successivi, fino al Cinquecento, quando divenne il celebre rifugio del bandito montanaro Domenico Amorotto.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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