Brisighella e il Parco della Vena del Gesso Romagnola

Annalisa Porporato e Franco Voglino  | 28 Apr 2023

Scheda Tecnica

  • Tempo di percorrenza: 2 ore totali
  • Distanza: 6 Km totali
  • Dislivello: 250 md+ totali
  • Difficoltà: Sentiero Escursionistico
  • Punti acqua: Brisighella
  • Segnavia percorso: Nordic Walking 2 rosso
  • Periodo adatto: Tutto l’anno
  • Dove parcheggiare: Brisighella

Brisighella ed il gesso

Brisighella_gesso

Escursione circolare in provincia di Ravenna dal grande fascino che da vie medievali, torri e rocche storiche, porta in ambienti di vegetazione tipicamente mediterranea alla scoperta del gesso. Brisighella fa capo al Parco della Vena del Gesso Romagnola dove la dorsale, che spicca tra le verdi colline circostanti per il suo intenso colore grigio argenteo, è caratterizzata da calanchi, doline, valli cieche e grotte. Una natura selvaggia e austera in cui risaltano gli elementi umani più caratteristici e storici della cittadina come la Torre dell’Orologio, issata su una rocca apparentemente irraggiungibile, e la massiccia Rocca Manfrediana.

Itinerario

brisighellla_castello

Dall’edificio comunale (130 metri di altitudine) ci si dirige inizialmente nella vicina piazza Marconi, delimitata a destra da una fila di portici e da sinistra da strane aperture a mezzaluna. Si torna quindi leggermente indietro per imboccare un’apertura sulla destra, indicata da un cartello «Antica via degli asini borgo – Ingresso teatro». Pochi gradini ed un bivio: a destra vi troverete su una sorta di portico sopraelevato illuminato da quelle mezzelune viste prima: un passaggio storico inconsueto che un tempo lontano era il camminamento di ronda dei bastioni. Persa la loro funzione difensiva, il passaggio venne coperto e inglobato nelle abitazioni dei birrocciai che trasportavano il gesso dalle cave: all’altezza degli archi si trovavano le stalle degli asini, al di sopra vi erano le abitazioni mentre al pian terreno custodivano i carri. Un passaggio estremamente suggestivo dove i travi del soffitto sono pregni di storia.

Tornati indietro si continua in salita e superato il Teatro si sale lungo una scalinata che porta rapidamente (e ripidamente) alla Torre dell’Orologio (150 metri di altitudine) ricostruito nell’Ottocento sui resti di una più antica torre difensiva e oggi punto privilegiato per un colpo d’occhio spettacolare su Brisighella, sulla Rocca Manfrediana che si erge di fronte su una collina boscosa da un lato e coltivata a viti e ulivi dall’altra, e sulle colline che digradano in lontananza.

Superata la torre si raggiunge una placida strada bianca che con andamento graduale, bordata da cipressi, porta al parcheggio nei pressi della mole della Rocca (185 metri di altitudine). Per il momento la lasciamo da parte e la potremo scoprire meglio al ritorno dall’anello che andremo a percorrere.

Attraversato il parcheggio e scesi sulla provinciale si va a destra in salita e al primo incrocio ci si tiene dritti in salita verso il Santuario di Monticino. Anche questo lo lasciamo per dopo: prima di raggiungerlo va preso il sentiero a sinistra indicato dai cartelli del nordic walking «2 rosso» (195 metri di altitudine). Il sentiero si snoda attraverso un bosco a predominanza di querce e cartelli didattici ci insegnano cosa è il gesso che caratterizza queste colline, e la fauna e flora ad esso collegato. Tra gli alberi, appare la prossima meta: le pareti verticali della ex cava di gesso Monticino che si possono vedere meglio da un punto panoramico indicato sulla destra. Il percorso principale termina ad una sterrata che si segue a sinistra fino ad un bivio. Andando a destra si segue la parete della ex cava, delimitata da un mancorrente e con pannelli che narrano la storia partendo dai tempi più antichi, così antichi che si è trovato nel gesso un dente di squalo mako! Per questo sono stati posizionati diorami con animali che hanno popolato queste terre.

Al termine della sterrata (234 m, panchina) si deve tornare indietro fino al bivio precedente e proseguire a destra e poi di nuovo a destra, superando la sbarra (210 metri di altitudine) e seguendo la sterrata in salita, mentre lo sguardo vaga in direzione della Torre dell’Orologio. Occhi aperti, però: appena prima di un edificio va abbandonata la sterrata per imboccare un sentiero a destra, in forte salita tra le roverelle. Un paio di bivi con il 2 rosso mandano sempre a destra in salita finché il sentiero si fa graduale (310 metri di altitudine) prima di riprendere a scendere arrivando ad un punto di vista strepitoso, questa volta sopra le ripide parete della ex cava. Si percorre la cresta seguendo la linea delle pareti verticali, poi ci si allontana, superando una sorta di terrazza cintata panoramica e arrivando ad un bivio nei pressi della strada asfaltata. Deviando lungo questa per pochi metri si trova una area picnic dove soffermarsi per riprendere fiato prima di chiudere il cerchio (260 metri di altitudine). Merita arrivare fin qui poiché il panorama ora si apre sia a sud verso Brisighella, ma soprattutto a nord, verso le ondulazioni che caratterizzano il Parco della Vena del Gesso.

L’escursione prosegue ora in discesa, sempre indicato dal cartello n. 2 rosso e «Brisighella», una discesa abbastanza ripida tra ginestre con la Rocca e la Torre dell’Orologio di fronte che si avvicinano. Giunti ad una radura osservate le rocce: una piccola esposizione del Sentiero Geologico con descrizioni interessanti, e se si fa caso ecco piccole conchiglie incastonate dal tempo. Si ignora la sterrata a destra per entrare nel parcheggio e prendere la scalinata a destra che porta al Santuario del Monticino del XVIII secolo e alla sua panoramica terrazza.

Tornati al parcheggio si prosegue lungo la strada asfaltata in discesa passando davanti al sentiero imboccato all’andata e proseguendo sulla via già fatta, così da tornare verso la Rocca Manfrediana del XV secolo. Questa volta ignoriamo il suo parcheggio per salire alla porta di accesso e imboccare la scalinata che costeggiando l’imponente muro di cinta porta ad una terrazza panoramica verso la Torre dell’Orologio e all’ingresso vero e proprio. Dopo aver ripercorso con lo sguardo parte della via fatta all’andata, si prosegue in discesa lungo la scalinata toccando un terrazzino ancora più panoramico, per poi scendere fino all’acciottolata via Porta Bonfante. La si percorre, ancora in discesa, passando accanto ad un teatro all’aperto e raggiungere in pochi passi il Municipio, dove terminare l’anello.

Il gusto de Parco della Vena del Gesso 

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Fin dai tempi dei Romani la conformazione geografica di questa zona, protetta a nord dalle alture gessose, han reso possibile la coltivazione dell’ulivo ed è la varietà “Nostrana di Brisighella” a farla da padrona, da cui si ottiene un olio extravergine di qualità Dop (90% minimo di olive Nostrane). Ma il meglio della produzione confluisce nel “Brisighello” (100% delle olive nostrane), e ancora più limitato il “Nobil Drupa”, ottenuto dalla molitura a freddo della varietà “Ghiacciola”. Un olio nobile da assaporare a crudo, magari con il “Carciofo Moretto”, che cresce sui terreni assolati dei calanchi gessosi, abbinandolo al formaggio conciato e stagionato nelle grotte di gesso, a salumi e carni delle carni delle razze autoctone di suino Mora Romagnola e di Bovina Romagnola, annaffiati da Sangiovese D.O.C. o Albana di Romagna D.O.C.G., magari nella forma di passito. Il primo vede la “Spoja Lorda”, pasta all’uovo di forma quadrata il cui ripieno, a base di ricotta, uova, parmigiano e sale, viene messo in piccole quantità, giusto per “sporcare” la sfoglia (da cui il nome), per esser poi servito in brodo di carne. Per terminare, oltre ai tipici frutti romagnoli e ai cosiddetti “frutti dimenticati” (azzeruole, giuggiole, nespole, sorbe e cotogno, solitamente utilizzati per marmellate) ecco la Pera Volpina, in genere consumata cotta nel vino rosso e zucchero.

Informazioni utili 

La zona centrale è a traffico limitato, e comunque le vie sono parecchio strette, meglio lasciare la vettura al di fuori del concentrico, se si trova posto, altrimenti ampio parcheggio in via Antonio Masironi, a 0.7 km dal municipio.

Pro Loco di Brisighella: www.brisighella.org
Sito ufficiale di informazione turistica www.emiliaromagnaturismo.it
Ente gestione per i Parchi e la biodiversità: www.parchiromagna.it/parco.vena.gesso.romagnola;

Annalisa Porporato e Franco Voglino
Annalisa Porporato e Franco Voglino

Travel writers della provincia di Torino, appassionati trekker, fotografi e collaboratori di riviste di escursionismo, viaggi e magazine con tematiche family friendly. Hanno mappato e sviluppato percorsi a piedi per numerosi enti del turismo italiano ed europeo. Da sempre viaggiano in modo autonomo vivendo i ritmi lenti del cammino, così da avere il tempo di crearsi un sogno. Passione che si è concretizzata nella stesura di numerose guide escursionistiche con vari editori. Ultimamente si stanno occupando di percorsi Benessere e Forest bathing nelle regioni e parchi d’Italia.



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