
Città marinara del Golfo di Policastro, Sapri è una località dalla storia affascinante e vanta uno dei sentieri più famosi della zona, che parte dal Porto di Sapri e finisce al Canale di Mezzanotte. La caratteristica più strana del percorso è la denominazione, che deriva da un’usanza “leggendaria”: il Sentiero Apprezzami l’Asino. Da cosa deriva questo nome? Scopriamolo!
Per fare il sentiero di Apprezzami l’Asino (qui su maps) si parte dalla Marina del porto di Sapri. Dopo aver parcheggiato, si sale e si tiene sulla destra la vista del Golfo di Policastro. Ci saranno diverse panchine e fontanelle ogni mezzo chilometri circa, oltre ai pannelli informativi che illustrano i vari punti del percorso. Dopo tre chilometri e mezzo, finisce la parte “comoda” e comincia il tratto sterrato, ma comunque non complicato, fino al promontorio della Punta di Mezzanotte, dove c’è una la torre, che serviva ad avvistare le navi saracene. Da questo punto, l’escursione diventa più impegnativa e servono calzature adatte!

Dopo la torre, proseguendo sempre vista mare, si vede lo Scoglio dello Scialandro con la statua in bronzo della Spigolatrice di Sapri, lì dal 1994. La Spigolatrice di Sapri è una poesia del 1858 di Luigi Mercantini, ispirata alla spedizione fallita da Carlo Pisacane nell’anno precedente, che avrebbe dovuto creare una rivoluzione antiborbonica nel Regno delle Due Sicilie. “Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti“. Continuando si trova un sentiero comodo vicino allo Scoglio dello Scialandro, se volete farlo.
Da qui in poi il sentiero diventa stretto e ci saranno diversi cambi di rotta verso il mare, molto ripide, verso il canale di Mezzanotte. Si può comunque allungare leggermente per arrivare a una discesa al Pozzo di Cartolano, con tanto di grotta annessa. Tornando al sentiero principale, si arriva sulla spiaggia vicino alle Saline e alla Grotta della Colonna. La fine dell’itinerario è alla Torre di Mezzanotte, un’altra torre da avvistamento, nel canale che fa da spartiacque tra Campagna e Basilicata.

Il sentiero Apprezzami l’Asino del Golfo di Policastro è immerso nel verde e a strapiombo sul mare e presenta una lunghezza di circa 10 chilometri, fra sterrato e sentiero. Consigliamo di intraprendere l’escursione di mattina perché ben ombreggiato. Il dislivello è quasi irrilevante (150 metri), ma è un sentiero adatto a tutti. La prima parte è molto più agevole della seconda, ma i più esperti possono contare anche su una serie di interessanti e avventurose deviazioni.
Ma per quale motivo il sentiero è chiamato “Apprezzami l’Asino“? Una volta era conosciuto come Apprezzamm u’ Ciucc. Prima della costruzione della Tirrena inferiore, la Strada Statale 18 che passa quasi parallelamente al percorso, era l’unico sentiero disponibile che collegava Sapri e Maratea. Costituiva, quindi, una via importante e necessaria per scambiare le merci tramite asini. Ma il sentiero è ripido, tortuoso e stretto e non era agevole il passaggio per gli asini “a pieno carico”.
Se, quindi, due asini si incontravano in sensi di marcia opposti, era necessario valutare quale dei due portasse merce più preziosa. I mercanti facevano una stima e decidevano quale asino potesse essere sacrificato. L’animale veniva gettato in mare dalla rupe. Chi perdeva il proprio asino aveva diritto a un risarcimento dall’altro mercante.

C’è, però, chi sostiene che il nome “Apprezzami l’Asino” deriverebbe da una versione meno “crudele” della storia e sarebbe legato solo alla stima dell’animale. Quello di minor valore sarebbe ritornato indietro, sempre previo risarcimento del mercante interessato.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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