È la Porta degli Inferi: un piccolo lago vicino Pozzuoli famosissimo nell’Eneide

Violetta Silvestri  | 23 Feb 2026
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Una passeggiata alle porte degli Inferi e in una delle zone vulcaniche di maggiore attività in Europa: benvenuti sul lago d’Averno. Questo specchio d’acqua è ancora oggi un posto ricco di fascino e mistero. Nei secoli mito, storia, conformazione geologica hanno infatti influito sulla sua fama, come altri posti suggestivi in Campania.

Il sentiero proposto consente di percorrere con moderata facilità il giro del lago e la salita al Monte Nuovo, da dove godere di una magnifica vista sulla Baia di Pozzuoli. Bastano scarpe comode e tenuta da trekking. Tornati al punto di partenza, vale la pena esplorare anche i vicinissimi dintorni del lago: il Parco archeologico di Cuma, l’Antro della Sibilla, la Grotta di Cocceio, il lago di Lucrino sono mete interessanti.

Trekking lago d’Averno e Monte Nuovo

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 3 ore e 13 minuti
  • Distanza: 11,6 km
  • Dislivello: +/- 220 m
  • Difficoltà: moderata
  • Punto di partenza e arrivo: località Sciarrera, Bacoli

Mappa

Percorso

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Dal parcheggio situato a Sciarrera, a Bacoli si comincia a camminare per prendere il sentiero che circonda il lago d’Averno. Dopo aver percorso tre chilometri circa, lo specchio d’acqua è proprio accanto a voi, con tutta la sua bellezza paesaggistica. Anatre e papere compaiono di tanto in tanto mentre galleggiano e camminano nel loro habitat. La natura circostante è quella tipica dei laghi, con canneti che affiorano dall’acqua. Durante la camminata, i resti della sala termale cooscuta come Tempio di Apollo sono ben visibili, a ricordare il fasto dei tempi romani che qui avevano costruito delle terme.

Concluso il giro del lago, con una passeggiata piacevole e facile da percorrere, ci si allontana un po’ dalle sponde per avvicinarsi al Monte Nuovo. Lo specchio dell’acqua, con la sua vegetazione mediterranea a incorniciare il blu, è visibile in buona parte del cammino. Ad un tratto, il sentiero diventa boschivo, per poi riaprirsi al panorama della Baia di Pozzuoli. Arrivati al punto più alto, la suggestione di vedere questo cratere ricco di verde è tanta. Il monte, infatti, è un vulcano che fa parte dei Campi Flegrei.

A questo punto si può riscendere per tornare lentamente, godendosi la vista su scorci meravigliosi, al punto di partenza.

Geologia, mito e storia si intrecciano nel lago d’Averno

La storia del Lago d’Averno è davvero affascinante, poiché in essa si intrecciano geologia, mito e storia romana. Si trova nei Campi Flegrei, nel comune di Pozzuoli, vicino Napoli.

Il lago si è formato circa 4.000 anni fa in seguito a un’eruzione esplosiva che creò un cratere vulcanico poi riempito dalle acque. Fa parte dell’area vulcanica dei Campi Flegrei, una delle più attive d’Europa.

Per i coloni greci della zona (VIII–VI secolo a.C.) il lago era un luogo misterioso. A causa delle esalazioni di gas vulcanici, si credeva che gli uccelli non potessero sorvolarlo: da qui il nome “Averno”, dal greco aornos (senza uccelli). Nella mitologia, il lago era considerato un ingresso al mondo dei morti e questo ha contribuito a tingere il luogo di mistero. Nell’Eneide, il poeta Virgilio racconta che Enea, guidato dalla Sibilla Cumana, discese negli Inferi proprio attraverso l’Averno.

In seguito, l’area divenne strategica per i romani. Nel 37 a.C., sotto Augusto, il generale Marco Vipsanio Agrippa trasformò il lago in un porto militare, collegandolo al mare tramite canali: nacque il Portus Iulius, base della flotta romana. Successivamente il porto perse importanza e fu sostituito da altre basi navali. Intorno al lago sorsero ville e complessi termali, grazie alla presenza di acque calde e fenomeni vulcanici.

Il declino dell’Impero romano portò cn sè anche quello del lago, che assunse sempre di più un aspetto selvaggio. Oggi questo specchio d’acqua è un simbolo storico e geologico.

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.

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