Campania, qui è stato ritrovato un animale unico al mondo: hai mai sentito parlare del dinosauro Ciro?

Fabio Belmonte  | 18 Ott 2026

Tra le montagne del Matese, in Campania, Pietraroja è uno di quei posti che uniscono in modo raro la voglia di camminare alla curiosità per la storia della Terra. Qui, in un antico giacimento lagunare trasformato in roccia calcarea, è stato trovato Ciro, il celebre cucciolo di dinosauro Scipionyx samniticus, un fossile di 113 milioni di anni diventato riferimento mondiale per la paleontologia.

Camminare sui sentieri attorno al paese significa letteralmente appoggiare gli scarponi su quello che un tempo era il fondale di una laguna tropicale, oggi sollevata fino alle quote del Matese. Il breve trekking ad anello di 3,26 chilometri verso Civita regala paesaggi carsici, affacci sulle gole del Titerno e scorci sul Monte Mutria, in un percorso dove ogni roccia racconta qualcosa. Pietraroja diventa così una meta perfetta per chi ama i piccoli borghi di montagna, i fossili e le escursioni panoramiche.

Trekking ad anello – Civita di Pietraroja tra rocce carsiche e gole del Titerno

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza:Punto iniziale della traccia di Civita (Pietraroja, Campania)
  • Punto di arrivo: Punto iniziale della traccia di Civita (Pietraroja, Campania)
  • Lunghezza: circa 3,26 km
  • Durata: circa 2 ore e 29 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: circa 144 metri

Pietraroja nel Matese: un borgo tra dinosauri e montagne

Arrivare a Pietraroja, in provincia di Benevento, significa entrare nel cuore più appartato del Parco regionale del Matese, tra altopiani calcarei, boschi di montagna e piccoli borghi in pietra. Il paese si sviluppa attorno a Piazza Vittoria, con vicoli stretti, case addossate e la chiesa di Santa Maria Assunta che custodisce l’atmosfera raccolta tipica dei centri interni appenninici.

Dietro questa immagine da classico borgo di montagna, però, si nasconde un carattere decisamente unico: Pietraroja è conosciuta nel mondo come il paese del dinosauro Ciro, il fossile di Scipionyx samniticus rinvenuto nel giacimento di Le Cavere. Qui geologia, paleontologia e trekking si intrecciano in modo naturale: si cammina tra rocce nate in un antico mare tropicale, osservando un paesaggio che oggi appare montano ma che conserva ancora, ben visibili, le tracce di una laguna di 113 milioni di anni fa.

Civita e l’anello di 3,26 km: trekking tra carsismo e panorami sul Titerno

Per chi ama camminare, il trekking ad anello di Civita è la porta d’ingresso ideale al paesaggio di Pietraroja. La traccia GPS registrata nel maggio 2026 indica un percorso circolare di 3,26 chilometri, con un dislivello positivo di circa 144 metri, tra quota minima di 819 metri e massima di 953. I numeri parlano di un itinerario breve e classificato facile, ma non bisogna sottovalutare il terreno: siamo pur sempre in ambiente montano, con rocce calcaree e passaggi che richiedono passo fermo.

Il sentiero si sviluppa ad anello nella zona di Civita, attraversando superfici carsiche scolpite dall’acqua nel corso di milioni di anni. Si incontrano campi carreggiati, con solchi paralleli, creste affilate e piccole depressioni che costringono a scegliere con attenzione dove posare i piedi. Lungo il percorso si costeggiano aperture naturali, come il Trabucco, una cavità carsica di circa 96 metri di profondità: va osservata a distanza di sicurezza, senza oltrepassare eventuali delimitazioni. Proseguendo, il bosco si apre su splendidi panorami sulle gole del Titerno, sulle pareti calcaree che le incorniciano e sul profilo del Monte Mutria, che domina il fronte meridionale del Matese.

È importante non confondere questo anello con il percorso turistico che collega il centro di Pietraroja al belvedere di Civita, un itinerario più lungo che parte da Piazza Vittoria e viene indicato localmente come passeggiata di circa sei chilometri tra andata e ritorno. L’anello di 3,26 chilometri, invece, è una variante compatta, perfetta per chi vuole abbinare una mezza giornata di cammino a una visita ai luoghi legati a Ciro e alla paleontologia locale.

Ciro e la laguna tropicale del Cretacico: un viaggio indietro di 113 milioni di anni

 

La storia che ha reso famoso Pietraroja in tutto il mondo inizia nel 1980, quando in una lastra calcarea proveniente dal giacimento di Le Cavere viene individuato un piccolo scheletro. Solo anni dopo i paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano ne riconoscono il valore straordinario: si tratta di un giovane teropode, battezzato Scipionyx samniticus e universalmente conosciuto come Ciro. Il fossile è lungo meno di 25 centimetri, ma in vita l’animale doveva raggiungere circa mezzo metro ed era probabilmente morto entro i primi dieci giorni di vita.

La particolarità di Ciro non sta solo nello scheletro quasi completo, ma nella conservazione eccezionale dei tessuti molli: muscoli del collo, cartilagini, porzioni di trachea, esofago, fegato e intestino, con tracce di vasi sanguigni e perfino resti dell’ultimo pasto, tra frammenti di pesci e piccoli rettili. Un’anomalia resa possibile dalle condizioni dell’antica laguna tropicale che occupava quest’area nel Cretacico inferiore, collegata all’Oceano della Tetide. Fondali poco profondi, scarsa ossigenazione e deposizione rapida dei sedimenti hanno sigillato corpi e organi prima che si decomponessero.

I fossili di Le Cavere, tra cui pesci del genere Belonostomus e piccoli vertebrati come Celtedens, raccontano un mosaico di isole, piattaforme carbonatiche e bacini marini, ben diverso dall’Italia che conosciamo oggi. Scipionyx samniticus è tuttora l’unico esemplare noto della sua specie e, nel tempo, ha viaggiato anche all’estero: nel 2023 è stato esposto al Dino Expo del Museo nazionale della natura e delle scienze di Tokyo, come uno dei reperti più importanti della paleontologia italiana.

Come organizzare la visita: tra borgo, geosito, musei e sentieri

Dal punto di vista pratico, una giornata intera a Pietraroja permette di combinare bene camminate e visite culturali. Si può iniziare dal centro storico, con una sosta in Piazza Vittoria e un giro tra i vicoli in pietra, per poi dirigersi verso il Parco geopaleontologico di Pietraroja, allestito attorno all’area di Le Cavere. Qui si leggono direttamente nelle rocce le tracce dell’antica laguna che ha conservato Ciro e gli altri fossili del Matese.

Nella stessa zona si trova il PaleoLab, museo creato per raccontare in chiave divulgativa l’evoluzione del paesaggio locale, dal mare cretacico alle montagne attuali. Tuttavia, l’Ente geopaleontologico segnala una chiusura temporanea per lavori: prima di programmare la visita è indispensabile controllare orari aggiornati e modalità di accesso sui canali ufficiali. Lo stesso vale per il fossile originale di Ciro, che non è esposto a Pietraroja ma a Benevento, nel Centro operativo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, ospitato nell’ex Convento di San Felice in Viale degli Atlantici 14/16, visitabile su prenotazione.

Per il trekking ad anello di Civita servono scarponi con buona aderenza, soprattutto sui tratti calcarei levigati, e un minimo di abitudine a camminare su terreno irregolare. Meglio evitare giornate con piogge recenti o nebbia fitta, che possono rendere scivolosi i passaggi e meno netta la lettura del sentiero. Con una programmazione attenta, Pietraroja diventa una meta ideale per chi desidera affiancare un’escursione panoramica alle gole del Titerno alla scoperta di uno dei fossili più straordinari mai trovati in Italia.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur