Una rara perla nella piccola Sila: supera i 1600 metri di altitudine ed è un bellissimo spot per un’esperienza outdoor

Fabio Belmonte  | 06 Mag 2026
Parco Nazionale della Sila

Se cercate un’escursione completa, concreta e ben segnalata nel cuore della Sila, questo itinerario ad anello nel Parco Nazionale della Sila è una delle proposte più interessanti da valutare. Unisce bosco, acqua, punti panoramici e quota, con un percorso abbastanza lungo, ma accessibile arriva fino al Rifugio Leone Grandinetti.

Trekking al Rifugio Leone Grandinetti

Scheda Tecnica

  • Tempo di percorrenza: circa 4 ore e 30 minuti
  • Distanza: 12,2 km
  • Dislivello: circa 500 m
  • Difficoltà: media, adatta a escursionisti con una buona preparazione fisica e abitudine a percorsi lunghi
  • Segnavia percorso: segnaletica escursionistica locale e indicazioni CAI lungo il tracciato
  • Periodo adatto: da maggio a ottobre, evitando giornate con pioggia intensa o condizioni meteo instabili
  • Dove parcheggiare: parcheggio situato accanto al punto di partenza del percorso, facilmente raggiungibile in auto

Mappa

Un anello nel cuore del Parco Nazionale della Sila

Parco Nazionale della Sila

Il trekking sul monte Gariglione si sviluppa lungo un anello di 12,2 km, con una durata di circa 4 ore e 30 minuti e un dislivello di circa 500 m. Sono numeri che aiutano a capire subito il taglio dell’escursione: non è una semplice passeggiata, ma un percorso di difficoltà media, adatto a escursionisti con preparazione di base e una discreta abitudine a camminare per diverse ore.

La partenza avviene da un parcheggio vicino all’inizio del tracciato, facilmente raggiungibile in auto, e il cammino segue sentieri segnalati CAI insieme a indicazioni locali. Questo rende l’orientamento generalmente chiaro, ma non elimina la necessità di affrontare la giornata con attenzione, soprattutto per gestione dei tempi, acqua e ritmo di salita.

Cascata del Picaro, Ta confine River e Sera di Tacina

Parco Nazionale della Sila

La prima parte del percorso entra subito in un ambiente boschivo fitto, tra alberi alti, ombra costante e un fondo che alterna terra morbida, radici e passaggi più irregolari. Dopo alcuni chilometri si raggiunge la cascata del Picaro, uno dei punti più riconoscibili dell’anello, dove l’acqua scende tra rocce scure e crea una pausa naturale nel cammino.

Più avanti si incontra il tratto del Ta confine River, molto suggestivo ma anche da non sottovalutare: qui il terreno può essere umido e più scivoloso, specialmente dopo la pioggia, e servono scarpe da trekking con buon grip. Il sentiero segue il corso d’acqua con attenzione, fino ad aprirsi verso la Sera di Tacina, un punto panoramico che offre una visuale ampia sulle vallate circostanti e segna uno dei momenti più ariosi dell’escursione.

La salita al Gariglione e la quota massima di 1659 metri

Parco Nazionale della Sila

La seconda parte dell’anello coincide con la salita più decisa verso la vetta. Qui il percorso richiede continuità di passo, fiato e una gestione regolare dello sforzo, perché il dislivello si concentra in un tratto relativamente contenuto. La quota massima del monte Gariglione raggiunge i 1659 metri e rappresenta il punto più esposto dell’intero itinerario. Il fondo resta sempre leggibile, ma può presentare pietre e sezioni leggermente scivolose.

Non ci sono passaggi tecnici, però la difficoltà media va interpretata correttamente: serve prudenza e una condizione fisica almeno discreta. In alto il paesaggio cambia, con vegetazione più bassa, aria più fresca e vento spesso presente anche in stagioni miti. È il tratto in cui conviene fermarsi poco, osservare il panorama e prepararsi con calma alla discesa verso il rifugio.

Rifugio Leone Grandinetti, periodo migliore e consigli utili

Parco Nazionale della Sila

Il rifugio Leone Grandinetti, posto a quota 1611 metri, è uno dei riferimenti principali dell’escursione e un punto di sosta importante lungo il tracciato. La sua posizione, immersa nella foresta, lo rende utile per orientarsi e per spezzare il cammino, ma è sempre bene verificare prima eventuali condizioni di accesso o apertura. Il periodo consigliato va da maggio a ottobre, quando il percorso risulta in genere più praticabile, anche se il meteo in quota resta una variabile centrale.

Prima di partire è fondamentale controllare meteo, rischio di vento forte e condizioni del terreno umido, perché questi fattori possono cambiare sensibilmente la difficoltà percepita. Oltre alle scarpe da trekking, conviene avere acqua a sufficienza e seguire sempre i sentieri segnalati CAI. Con una pianificazione semplice ma accurata, questo anello nella Sila resta una delle escursioni più interessanti per chi cerca natura, quota e un percorso completo senza eccessi tecnici.

Fabio Belmonte
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