
La Calabria più genuina e misteriosa si svela in questo percorso ad anello che parte e torna a Bova. Il borgo, spesso annoverato tra i più belli d’Italia, si colloca nella parte meridionale del meraviglioso Parco dell’Aspromonte. I monti rocciosi e imponenti che lo circondano sono soltanto una parte dell’attrattiva di questa zona. Tra antiche leggende popolari e storie dalle origini remote che richiamano al mondo greco, il borgo è un gioiello della Calabria grecanica.
L’itinerario escursionistico è di media difficoltà e si può percorrere in circa quattro ore. Un buon allenamento e il giusto equipaggiamento per camminare in comodità sono assolutamente necessari. La strada è asfaltata e piena di tornanti, con una vista mozzafiato che spazia dalle montagne fino al mare di Bovaaa Marina.

Un itinerario affascinante e che richiede una buona forma fisica è quello che viene qui proposto: il giro ad anello dal suggestivo borgo di Bova attraverso il leggendario Passo della Zita è un tuffo nel cuore più verace della Calabria. Si parte dalla chiesa di Santa Maria del Carmine nel centro storico del piccolo paese, sulla parte alta che domina lo specchio di mare da ammirare nella sua bellezza.
Lasciate le case alle spalle, ci si incammina per oltre 2 km su una strada asfaltata stretta e con tornanti. Le montagne da aggirare sono quelle rocciose e imponenti del Parco dell’Aspromonte. La vista sui monti circostanti e sulla sua natura selvaggia rinfranca l’animo, mentre passo dopo passo si arriva al ponte protagonista di una affascinante quanto triste leggenda. Si narra, infatti, che una ragazza del paese Africo, mentre attraversava il ponte con il corteo nuziale per raggiungere il promesso sposo, un signorotto di Bova, decise di buttarsi. La disperazione per le nozze non desiderate la condusse al gesto estremo. Da qui il nome “zita”, in dialetto fidanzata.
L’escursione continua per i restanti chilometri con la stessa scenografia naturalistica, fatta di punti panoramici sul paesaggio dell’Aspromonte e la vista costante su speroni, rocche abbandonate, montagne maestose e la striscia azzurra della marina di Bova. Si giunge, infine, al punto di partenza, con il borgo pronto ad accogliere i camminatori stanchi.
Visitare Bova significa addentrarsi nella storia antichissima: si narra, infatti, che il borgo sia nato quando la dea greca Oichista, lasciò impressa l’impronta del suo piede sulla rocca che sovrasta il paese. Inoltre, qui sono stati rinventuti resti probbilmente del Neolitico.
Oggi Bova è il cuore non solo del territorio meridionale del bellissimo Parco del’Aspromonte, ma anche centro vivo della Calabria greca. Nel borgo si parla il grecanico, antico dialetto di origini greche che accomuna la cosiddetta zona Bovesìa, area ionica in provincia di Reggio Calabria. La lingua ha radici davvero remote e per questo è considerata un vero tesoro da custodire.
Una passeggiata nel centro storico consente di scoprire angoli suggestivi e affascinanti. Arrivati alla piazza principale, lo sguardo è subito catturato da una locomotiva a vapore del 1911 parcheggiata al centro: è il simbolo dell’emigrazione che agli inizi del ‘900 ha coinvolto molte famiglie del posto. Proseguendo sulle stradine strette e sulle gradinate spesso in salita del borgo, si scorgono eleganti palazzi ottocenteschi, il Santuario di San Leo e le chiese del Carmine e dell’Immacolata. Da non perdere, inoltre, il museo a cielo aperto sul mondo contadino del posto. Tra i vicoli e le viuzze si trovano antichi strumenti dell’attività agricola e dei pastori del posto.
L’itinerario cittadino non può che finire sul punto più alto di Bova: la rocca, o ciò che ne resta, si erge dalla cima della collina a 900 metri di altitudine. Si trattava probabilmente di un castello normanno, di cui la Torre Parcopia è oggi ancora esistente.
Prima di riscendere, lo sguardo si posa sul panorama intorno: da qui si gode dell’aspra bellezza della natura calabrese.
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