1160 passi sospesi nel vuoto: in Basilicata c’è il ponte tibetano più lungo al mondo

Una passerella lunga quasi 600 metri collega due montagne attraversando un profondo vallone, con oltre mille passi sospesi tra boschi e panorami dell’Appennino.
Fabio Belmonte  | 27 Set 2026

Arrivare a Castelsaraceno, tra le montagne lucane, significa cercare qualcosa di più di una semplice passeggiata in quota. In questo borgo a oltre 900 metri, incastonato fra Monte Raparo e Monte Castelveglia, il trekking incontra una struttura sospesa che cambia il modo di vivere il paesaggio: il Ponte tra i due Parchi, 586 metri e 1.160 passi nel vuoto. La prima volta che l’ho attraversato, la cosa più sorprendente non è stata l’altezza, ma la sensazione di essere letteralmente dentro il vallone, con i boschi sotto e il paese alle spalle che diventava sempre più piccolo.

Per chi ama escursioni e passerelle sospese, Castelsaraceno offre un anello facile ma intenso, unito a un territorio protetto che chiede rispetto e attenzione. Non è un parco divertimenti: è montagna vera, con regole, condizioni meteo da valutare e una componente emotiva da non sottovalutare.

Trekking ad anello – Villaggio di Castelsaraceno e ponte tibetano

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Parcheggio di Castelsaraceno (Basilicata)
  • Punto di arrivo: Parcheggio di Castelsaraceno (Basilicata)
  • Lunghezza: circa 4,06 km
  • Durata: circa 1 ora e 15 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello: circa 150 m+

Castelsaraceno, borgo lucano sospeso tra due montagne

Castelsaraceno è uno di quei paesi di montagna che sembrano nati apposta per chi ama i sentieri. L’abitato si raccoglie su un crinale oltre i 900 metri, stretto tra il Monte Raparo e il Monte Castelveglia, con i tetti che seguono la pendenza del terreno e i boschi che iniziano appena oltre le ultime case.

Qui il ponte tibetano non è un’attrazione isolata, ma parte di un paesaggio appenninico che mette in comunicazione due grandi aree protette: il Parco nazionale del Pollino e il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Proprio questa posizione intermedia spiega il nome ufficiale della struttura, “Ponte tra i due Parchi”, e il suo ruolo nella valorizzazione turistica del territorio.

Da escursionista, ho apprezzato il fatto che il percorso parta dal paese: si parcheggia, si indossano gli scarponi e in pochi minuti si è già in cammino verso il vallone.

Il ponte tibetano: numeri, sensazioni e sviluppo del percorso

 

Il ponte tibetano di Castelsaraceno misura circa 586 metri e conta 1.160 elementi di camminamento: quei famosi “passi” che vengono spesso citati. Non sono passi nel senso classico del termine, ma gradini metallici che, uno dopo l’altro, costituiscono il piano della passerella sospesa sopra il vallone tra Monte Castelveglia e Monte Raparo.

L’itinerario escursionistico completo che viene generalmente preso a riferimento è un anello di circa 4,06 chilometri, con un dislivello positivo di 150 metri e un tempo medio di percorrenza di un’ora e 15 minuti. Sul piano fisico si tratta di un percorso classificato facile, adatto anche a chi non ha grande allenamento, ma l’attraversamento del ponte introduce una dimensione diversa.

La prima volta che ho messo piede sulla passerella ho sentito chiaramente l’oscillazione, soprattutto quando il vento aumentava. Non è una struttura rigida: il movimento è parte dell’esperienza e può creare disagio a chi soffre di vertigini.

Record, paesaggi e il rapporto con la montagna lucana

Alla sua inaugurazione nel 2021, il ponte di Castelsaraceno è stato presentato come il ponte tibetano a campata unica più lungo del mondo. Una definizione corretta se riferita alla specifica categoria e al momento della certificazione, ma che va sempre contestualizzata, perché nuovi progetti possono modificare la classifica. Il dato davvero stabile resta la lunghezza: 586 metri sospesi sopra il vallone, con la sequenza dei 1.160 gradini che accompagna passo dopo passo.

Ciò che colpisce maggiormente, però, è il rapporto tra opera e territorio. La struttura non nasce come attrazione slegata dal contesto: parte e arrivo sono immersi nel paesaggio montano e coinvolgono direttamente il borgo. Durante l’attraversamento ho avuto la sensazione che il ponte amplificasse la percezione della Basilicata interna, con i boschi sotto di me e, a metà percorso, solo cielo, cavi d’acciaio e le montagne che chiudevano l’orizzonte.

Organizzare la visita: accessi, meteo e consigli da escursionista

 

L’accesso al ponte tibetano di Castelsaraceno è regolamentato, con dispositivi di sicurezza e modalità di attraversamento definite dal gestore. Non si entra liberamente come su un normale ponte urbano: prima di partire è essenziale verificare online orari, periodi di apertura, tariffe aggiornate e possibili limiti di età, altezza o peso. Le cifre riportate nelle recensioni non vanno considerate prezzi ufficiali.

Per chi, come me, arriva con l’idea di fare un anello escursionistico completo, bastano abbigliamento da trekking, scarponcini con buona aderenza e uno strato in più nello zaino, perché in quota il vento può rendere l’aria più fredda, anche in mezza stagione. Bisogna controllare con attenzione il meteo: pioggia, temporali o vento forte possono portare alla sospensione delle attività.

Ricordiamo infine che ci si muove in un’area di pregio naturalistico: niente scorciatoie fuori sentiero, rifiuti nello zaino e rispetto assoluto per boschi, fauna e infrastrutture del percorso.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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