
Tra i vari anelli che ho percorso nelle Dolomiti di Brenta, quello al Rifugio Tuckett è uno di quelli che mi porto più spesso nella memoria. Non è una semplice camminata panoramica: qui si entra davvero nel cuore del gruppo, seguendo un itinerario lungo e impegnativo che chiede rispetto, gambe allenate e un minimo di abitudine all’ambiente alpino. Dal bosco umido di Vallesinella alle prime cascate, fino ai ghiaioni sospesi sotto le grandi pareti, ogni tratto racconta qualcosa del carattere severo ma affascinante di queste montagne.
Lo consiglio a chi ha già esperienza su sentieri di media difficoltà e cerca un giro completo, con discesa diversa dalla salita, rifugi storici dove fermarsi e panorami che cambiano continuamente. Se affrontato con calma, preparazione e meteo stabile, diventa una delle giornate più appaganti che si possano vivere in Trentino.
Ogni volta che parto da Vallesinella ho la sensazione di entrare in un corridoio verde che prepara lentamente alla montagna vera. Dal parcheggio, il sentiero sale nel bosco seguendo il corso del Sarca di Vallesinella: il rumore dell’acqua è una presenza costante, quasi un metronomo naturale che accompagna il passo. In pochi minuti si raggiungono le celebri Cascate di Vallesinella, che da sole giustificherebbero l’escursione. Qui mi fermo sempre qualche minuto, sia all’andata che al ritorno, per regolare lo zaino e prendere il ritmo prima della salita più seria.
Il Sentiero dell’Orso permette di osservare diversi salti d’acqua da punti panoramici ben segnalati. Salendo verso il Rifugio Casinei la pendenza aumenta e il bosco si fa più rado: è il tratto in cui di solito inizio a sentire le gambe lavorare, ma la vista che si apre progressivamente ripaga la fatica e annuncia chiaramente che si sta entrando in ambiente d’alta quota.
Dal Rifugio Casinei in poi il carattere del percorso cambia. Il bosco lascia spazio ai pascoli e ai primi blocchi di dolomia, il sentiero si fa più ripido e in alcuni tratti richiede passo sicuro e attenzione, soprattutto con terreno umido. È il segmento in cui, personalmente, imposto un ritmo regolare e continuo, senza forzare: il dislivello non è estremo, ma è costante e alla lunga si fa sentire. Intorno, le pareti iniziano a chiudersi e si entra in un vero corridoio roccioso, tipico delle Dolomiti di Brenta.
Quando si arriva al Rifugio Tuckett e Sella, la sensazione è quella di sbarcare in un anfiteatro minerale dominato da pareti verticali, torri e canaloni. Qui è impossibile non pensare alla lunga storia alpinistica del luogo. Io di solito mi concedo una sosta prolungata: acqua, qualcosa di caldo, uno sguardo alle linee delle ferrate della Via delle Bocchette e un controllo al meteo prima di proseguire sull’anello.
La parte ad anello che passa per la Bocchetta dei Tre Sassi è, a mio avviso, il tratto più delicato dell’intero percorso. Il sentiero entra in un ambiente più severo, tra ghiaioni, rocce levigate e brevi passaggi esposti che, con pioggia o neve residua, possono diventare davvero impegnativi. Qui insisto sempre sull’importanza di valutare bene le proprie capacità e le condizioni: non è il momento per improvvisare, né per tirare tardi con la luce.
L’anello di Vallesinella–Tuckett–Brentei non è un’escursione adatta a chi muove i primi passi in montagna. La distanza complessiva di circa 15,4 chilometri, il dislivello di 910 metri e le quasi 7 ore di cammino reale richiedono allenamento e una certa abitudine ai terreni alpini. Io scelgo sempre giornate stabili, con previsioni buone fin dal mattino, partendo presto per avere margine sulla luce e su eventuali cambi di meteo.
Quanto all’equipaggiamento, considero indispensabili scarponi da trekking robusti, bastoncini per alleggerire le ginocchia in discesa, abbigliamento a strati e un guscio impermeabile anche in estate. Aggiungo sempre guanti leggeri e berretto: in quota il vento sa essere pungente. Utile anche una mappa cartacea o traccia GPS affidabile, acqua a sufficienza e qualche snack energetico. Con questa preparazione l’itinerario al Rifugio Tuckett diventa impegnativo ma gestibile, e soprattutto estremamente gratificante.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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