Trekking in Alto Adige: una vista eccellente sulla Val Badia e la Marmolada, un nido panoramico a 2550 metri di altitudine

Fabio Belmonte  | 22 Giu 2026

Tra i molti itinerari delle Dolomiti, questo anello dal Passo Campolongo al Rifugio Franz Kostner e al Lago Boé è uno di quelli che continuo a consigliare a chi cerca un vero trekking d’alta quota senza finire su percorsi estremi. In poco più di mezza giornata ci si ritrova immersi tra rocce chiare, prati sospesi e scorci improvvisi sulla Val Badia, con la sensazione costante di camminare su un balcone naturale affacciato sulle montagne. La lunghezza, circa 7,5 chilometri, non deve trarre in inganno: i tratti ripidi, il terreno tecnico e il dislivello richiedono passo sicuro e un minimo di esperienza. In cambio, si incontrano un rifugio storico in posizione spettacolare, un lago alpino dal colore mutevole e un susseguirsi di punti panoramici che, soprattutto nelle giornate limpide, ricordano perché queste cime sono considerate tra le più belle dell’arco alpino.

Trekking ad anello – Rifugio Kostner

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Anello del Passo Campolongo, Corvara in Badia (Alto Adige)
  • Punto di arrivo: Anello del Passo Campolongo, Corvara in Badia (Alto Adige)
  • Lunghezza: circa 7,6 km
  • Durata: circa 3 ore e 59 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 680 m+

Mappa

Dal Passo Campolongo al cuore del gruppo del Sella

 

Il punto di partenza è il Passo Campolongo, spartiacque tra Alta Badia e Arabba e porta naturale verso il gruppo del Sella. Qui il sentiero imbocca subito la montagna, lasciando alle spalle la strada del passo per entrare in un paesaggio che alterna prati d’alta quota e versanti più severi. Fin dai primi metri si percepisce che non si tratta di un itinerario turistico: il dislivello si fa sentire e il terreno richiede attenzione.

Il tracciato sale con decisione, regalando però quasi subito ampi scorci sulla Val Badia e sui rilievi che la incorniciano. Personalmente, è uno di quei percorsi in cui fermarsi a “prendere fiato” è spesso solo un pretesto per voltarsi indietro e osservare come il panorama si apra curva dopo curva, mentre il profilo del Sella diventa via via più vicino e dominante.

Rifugio Franz Kostner: balcone panoramico sulle Dolomiti

Il Rifugio Franz Kostner, a oltre 2.500 metri di quota, è il vero fulcro dell’escursione. Raggiungerlo significa conquistare un balcone naturale che spazia dalla Marmolada al Sassongher, fino al Piz Boè e ad altri rilievi che definiscono la geografia dolomitica. In giornate limpide, la sensazione è di galleggiare tra altopiani rocciosi, pareti verticali e vallate profonde.

Da escursionista, apprezzo molto la doppia anima del rifugio: punto di appoggio sicuro e accogliente, ma anche luogo dove fermarsi ad osservare in silenzio il mutare della luce sulle rocce. Le ore migliori, a mio avviso, sono mattino presto e tardo pomeriggio, quando le pareti si tingono di sfumature rosate e si coglie davvero la tridimensionalità del paesaggio dolomitico che circonda tutta l’area.

Il Lago Boé e l’ambiente d’alta quota

Dal rifugio il percorso prosegue verso il Lago Boé, piccolo specchio d’acqua alpino incastonato tra le rocce del Sella. L’arrivo al lago ha sempre qualcosa di scenografico: dopo tratti di sentiero più severi, il paesaggio si apre su questo bacino dalle acque che cambiano colore con la luce, dal verde profondo all’azzurro più intenso, con le pareti rocciose riflesse sulla superficie.

Qui il silenzio è protagonista, interrotto solo dal vento e dai richiami della fauna d’alta quota. È un punto ideale per una sosta lunga, magari per pranzare e osservare da vicino le forme del massiccio dolomitico. Camminando attorno al lago si percepisce la storia geologica di queste montagne: antichi fondali marini sollevati, oggi scolpiti in torri e bastioni che, chilometro dopo chilometro, raccontano l’origine unica delle Dolomiti.

Dati tecnici, difficoltà e consigli dell’escursionista

L’anello Passo Campolongo – Rifugio Franz Kostner – Lago Boé misura circa 7,6 chilometri, con un dislivello intorno ai 680 metri e tempi medi di percorrenza di quattro ore. Numeri che, presi singolarmente, possono sembrare gestibili, ma che in ambiente d’alta quota richiedono passo sicuro, abitudine a terreni tecnici e buon allenamento. Alcuni tratti presentano fondo instabile e pendenze marcate, da affrontare con meteo stabile e attrezzatura adeguata.

Per esperienza, consiglio di portare scarponi con buona suola, abbigliamento a strati, protezioni contro sole e vento e riserva d’acqua sufficiente, soprattutto in piena estate. Questo è un trekking che restituisce panorami indimenticabili su Val Badia e Dolomiti, ma che va preso con il giusto rispetto: la fatica si sente, ma una volta chiuso l’anello al passo ci si rende conto che ogni sforzo è stato ampiamente ripagato.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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