Tra le vette dell’Alto Adige si nasconde il lago più profondo della regione: un piccolo gioiello smeraldo

Alessandro Cipolla  | 14 Giu 2026
il Lago Selvaggio

Il Lago SelvaggioWilder See in tedesco – è una delle grandi bellezze dell’Alto Adige. Si trova nella Valle di Valles, a poca distanza da Rio di Pusteria e nelle vicinanze di Bressanone, una cittadina meravigliosa che vi consigliamo assolutamente di visitare se magari avete intenzione di concedervi una giornata di riposo dalle escursioni. Il lago si trova tra la Bassa Pusteria e la Valle Isarco, una zona che in estate è molto frequentata da escursionisti e alpinisti, mentre in inverno diventa un autentico paradiso per gli sciatori. Non dovete pensare però che si tratti di posti particolarmente affollati al limite dell’overtourism, visto che qui la montagna può essere vissuta ancora con calma e relativo silenzio. In questo scenario, ecco che il Lago Selvaggio rappresenta una di quelle mete da non mancare quando ci si trova nei paraggi.
Si trova a 2538 metri di quota ai piedi del Picco della Croce che, con i suoi 3.134 metri di altitudine, può fregiarsi di essere la vetta più alta dei Monti di Fundres. Anche il lago però vanta alcuni record: con i suoi 46 metri di profondità è il lago alpino più profondo dell’Alto Adige, oltre che il più grande delle Alpi della Zillertal. Le sue acque poi hanno un incredibile colore verde smeraldo intenso: la sua vista ripaga di ogni sforzo. Ecco che oggi vi proponiamo uno degli anelli più classici per arrivare al Lago Selvaggio, un percorso non particolarmente lungo, ma impegnativo dove è importante avere un passo sicuro, una buona preparazione fisica e le calzature adatte ai piedi.

Trekking al Lago Selvaggio

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 5:07 ore
  • Distanza: 10,7 km
  • Dislivello: 800 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Malga Fane

Mappa

 

Il percorso

Questo percorso che ci porta fino al Lago Selvaggio parte da Malga Fane. Si trova a circa 5 km da Valles e qui ci si arriva tramite la strada – abbastanza stretta – che arriva al paese da Rio di Pusteria. Durante la bella stagione il transito in auto fino al parcheggio alto vicino a Malga Fane è consentito solo la mattina presto (fino alle ore 9:00) e la sera (dopo le 18:00). Negli altri orari è obbligatorio usare il bus navetta che parte dal parcheggio di fondovalle. Volendo ci si può arrivare anche a piedi dalla cabinovia Jochtal, ma sono circa 3 ore di cammino.

La struttura dispone anche di un ottimo servizio di ristorazione, tanto da essere celebre in zona come punto di partenza di diverse escursioni come quella che ora andremo a descrivere. Dalla malga occorre prendere il segnavia n. 17 seguendo la stretta stradina sterrata che attraversa la forra “Schramme”. La strada è subito in salita e, quando si arriva a un bivio, occorre prendere il sentiero 18 che porta alla Malga Pian di Labes dove volendo si può fare una piccola sosta.

Arrivo al Lago Selvaggio e oltre

vista sul Lago Selvaggio
Vista sulle acque del Lago Selvaggio – credit: www.vivosuedtirol.com

Il cammino prosegue in uno scenario splendido tra vette rocciose, ruscelli e cascate. Quando si arriva al punto più ripido dell’ascesa dopo quasi quattro chilometri di cammino, ecco che c’è da affrontare un tratto con cavo fisso. Poco dopo però ecco che si palesa in tutto il suo splendore il Lago Selvaggio. Una sosta per ammirare questo meraviglioso specchio d’acqua è d’obbligo. Leggenda vuole poi che i forti boati che delle volte provengono dalle acque siano in realtà i lamenti di uomini malvagi che dalla notte dei tempi sono intrappolati nel fondo delle profonde acque.

Per chi volesse dal lago si può salire fino al Picco della Croce che sovrasta il lago – si tratta di un’ulteriore ora di cammino -, oppure si può proseguire nel sentiero che prevede ancora un po’ di salita, prima dell’inizio del lungo tratto di discesa sempre lungo il sentiero 18, poi quando si passa di nuovo per l’incrocio iniziale c’è da prendere il sentiero 17 che conduce alla Malga Fane completando così il nostro anello.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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