Sulla cresta dell’Ortles: l’escursione verso il rifugio più alto e panoramico dell’Alto Adige

Alessandro Cipolla  | 12 Lug 2026

Il Rifugio Payer non è solo uno dei più alti dell’Alto Adige, ma decisamente anche uno dei più panoramici e affascinanti. Una sorta di balcone nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, uno degli ambienti alpini più selvaggi e affascinanti di tutto l’arco alpino italiano. Procediamo però per ordine. Il Rifugio Payer si trovaa 3029 metri di altitudine proprio su quel crinale che divide la Val di Solda con la Val di Trafoi. Siamo in provincia di Bolzano, ma qui la Svizzera è a un passo. Soprattutto si trova appollaiato su uno sperone di roccia dell’Ortles, o meglio il Re Ortles visto che con i suoi 3905 metri è la vetta più alta dell’Alto Adige. Facile intuire a questo punto che non ci troviamo di fronte a un’escursione qualsiasi, tanto che per la sua posizione spettacolare il rifugio è ben riconoscibile sia dal paese di Solda sia dalla strada dello Stelvio.
Qui del resto siamo in un ambiente di alta montagna vero e proprio tra ghiacciai, creste rocciose e pareti verticali. Questa zona vive di escursionismo e alpinismo, ma quello vero non quello che strizza solo l’occhio ai social. Il Rifugio Payer poi ha sulle spalle oltre 150 anni di storia, senza però dimostrare l’età. Nel corso del tempo più volte è stato ampliato, sistemato e anche ricostruito. Oggi è aperto da giugno a settembre e rappresenta un autentico punto di riferimento per i tanti appassionati che intendono cimentarsi con l’Ortles. Il percorso che vi proponiamo oggi è uno dei più classici quando si parla del Payer: si tratta di un’escursione comunque impegnativa dov’è importante avere un passo sicuro e indossare delle calzature adatte ai piedi.

Trekking al Rifugio Payer

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 6:51 ore
  • Distanza: 13,7 km
  • Dislivello: 740 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Rifugio Langensteinhütte

Mappa

Il percorso

La partenza di questa nostra escursione al Rifugio Payer è dalla Langensteinhütte, la stazione a monte della seggiovia dell’Orso sempre in Val di Solda. La seggiovia si prende da Santa Gertrude, una frazione di Solda. Per chi volesse evitare l’auto, ci sono anche degli autobus che arrivano in paese. La salita con la seggiovia dura pochi minuti e, all’arrivo, c’è anche un rifugio dove poter prendere qualcosa prima di iniziare il cammino. Come detto si tratta di un percorso impegnativo, con alcuni tratti molto tecnici e insidiosi.

Dalla seggiovia occorre prendere il sentiero 10 che per un paio di chilometri procede sostanzialmente pianeggiante. Già da questo primo tratto la vista è bellissima, con il sentiero che permette di ammirare la conca di Solda e le montagne circostanti. A un primo bivio si lascia la strada sterrata e si prende a sinistra il sentiero 4a che taglia in quota gli ampi ghiaioni alla base della parete nord dell’Ortles, attraversando alcuni ruscelli con vista diretta sulla montagna. Adesso la strada inizia a salire e la prima parte può essere ideale per fare un po’ di gamba.

Verso il Rifugio Payer

Quando il sentiero inizia a farsi in salita, dopo qualche tornante ecco che si arriva al Rifugio Tabaretta a quota 2556 metri. Anche questo è un rifugio storico e affascinante, un punto ideale dove tirare un po’ il fiato prima di affrontare la parte più impegnativa di tutto il percorso. Da qui occorre prendere il sentiero 4. Adesso si procede lungo pendii ripidi e ghiaiosi ai piedi della cresta della Tabaretta, con alcuni passaggi attrezzati fino alla Forcella dell’Orso a quota 2871 metri. Il difficile però deve ancora arrivare.

Dalla Forcella dell’Orso si prosegue sempre lungo il sentiero 4 che si sviluppa sulla cresta rocciosa.Qui c’è un tratto attrezzato con cavo metallico. Senza dubbio è il passaggio più tecnico ed esposto di tutta l’escursione. Questo tratto ci porta fino al Passo della Tabaretta: da qui occorre fare qualche altro tornante prima di arrivare al Rifugio Payer. Da qui la vista spettacolare sul ghiacciaio dell’Ortles e su tutta la catena circostante ripaga tutta la fatica fatta. Una volta riposati, a questo punto non resta che tornare indietro verso la zona del Langenstein per completare così il nostro anello.

 

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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