
Il Rifugio Biella è la dimostrazione che la zona del Lago di Braies non è solo una cartolina acchiappa-turisti, ma vera e propria montagna capace di regalare alcune splendide escursioni. Il rifugio – per la precisione – si trova dal punto di vista amministrativo in Veneto e, per la precisione, nel territorio comunale di Cortina d’Ampezzo. Ci si arriva però prevalentemente dall’Alto Adige, tanto che il punto di partenza di questo percorso impegnativo – oltre ad avere un passo sicuro è importante anche indossare delle calzature adatte ai piedi – è proprio quel gioiello che risponde al nome di Lago di Braies, ormai icona delle Dolomiti dopo essere stata la location di una fortunata serie televisiva.
La storia del Rifugio Biella è più che secolare. Dopo essere stato un avamposto austriaco durante la Prima Guerra Mondiale, finita la guerra è stato il CAI di Biella a prendersi cura del rifugio: ecco spiegato il motivo del nome della struttura. Con gli anni poi ha avuto ammodernamenti e cambi di gestione e, al giorno d’oggi, il Rifugio Biella è la prima tappa dell’Alta via delle Dolomiti n. 1 e offre circa 42 posti letto. Il miglior modo per scoprirlo? Questo sentiero che quando l’ho fatto mi ha meravigliato per la bellezza del percorso.
Il percorso che voglio suggerirvi è quello più comune per raggiungere il Rifugio Biella. Come detto la partenza è dal Lago di Braies. In auto non è complicato arrivare: si percorre la Val Pusteria e, a seconda della direzione, si devono seguire poi le indicazioni del traffico locale. Il problema però è un altro: nei mesi estivi il traffico locale è limitato e quindi occorre organizzarsi prima. Arrivati al lago il parcheggio è a pagamento, ma la bellezza di questo luogo ripaga di ogni sforzo organizzativo. Una valida alternativa comunque è quella di arrivare con il bus navetta da Villabassa.
Una volta sistemato lo zaino in spalla, mi sono recato sulla sponda nord del lago dove si imbocca il sentiero numero 1 che, nel primo tratto, costeggia il bosco e guadagna quota con diversi tornanti tra abeti e larici. Il percorso inizialmente è quasi pianeggiante e, dopo poco più di un chilometro dalla partenza, ecco che si incontrano gli omini di pietra, piccoli cumuli costruiti dagli escursionisti lungo il percorso che sono diventati un punto molto fotografato anche per la meravigliosa vista che da qui si apre sul lago.
Superati gli omini di pietra il sentiero esce dal bosco e la strada inizia a salire. Da questo punto inizia l’ascesa vera e propria in un ambiente roccioso. La pendenza in questo tratto arriva anche al 35%, con presenza di punti tecnici: il sentiero infatti attraversa ghiaioni e pietraie con alcuni tratti attrezzati con corde. L’importante qui è procedere con prudenza. Dopo oltre sei chilometri di cammino però ecco che si arriva al nostro Rifugio Biella a quota 2327 metri di altitudine.
Siamo ai piedi della Croda del Becco e, nelle giornate limpide, si gode di una vista molto ampia sulle Dolomiti di Braies e sulle cime circostanti. Una pausa qui è d’obbligo anche per assaporare le specialità tipiche del luogo. Una volta riprese le forze, ecco che a questo punto non resta che affrontare il percorso fatto in senso contrario con la discesa – dove occorre sempre prestare massima attenzione – che alla fine riporta al Lago di Braies.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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