
La storia del Rifugio Bonner è molto particolare, tanto da poter essere presa ad esempio di come nel nuovo millennio si stia cercando di interpretare il vivere la montagna. Quando poi ci si trova nelle Dolomiti e circondati da alcune delle vette più belle della zona, ecco che si capisce bene il motivo per cui la parola d’ordine adesso è preservare quest’inestimabile patrimonio naturale e paesaggistico. Per prima cosa però occorre specificare dove siamo. Ci troviamo nel cuore dell’Alto Adige e, più precisamente, sopra l’abitato di Dobbiaco in Val Pusteria. Siamo proprio al confine con l’Austria e, per iniziare il giro ad anello che oggi vi proponiamo – si tratta di un trekking impegnativo dove è importante avere le calzature adatte ai piedi -, occorre sposarci di poco da Dobbiaco e arrivare fino a Valle San Silvestro.
Come incastonata tra due riserve naturali – il Parco Naturale Tre Cime e il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies -, questa valle si differenzia dalle altre bellezze della zona per essere molto più tranquilla e meno affollata, ma non per questo fa difetto in quanto a bellezza. La Valle San Silvestro infatti è caratterizzata da boschi fitti, masi tradizionali e ampi pascoli alpini, un luogo ideale per vivere durante la bella stagione uno dei tanti sentieri che partono da qui.
Uno di questi si dirige verso il Rifugio Bonner che ha una storia più che centenaria essendo stato costruito nel lontano 1893. Dopo essere finito però in uno stato di abbandono per decenni, il rifugio è stato ristrutturato tornando così ad accogliere gli escursionisti a partire dal 2007 strizzando l’occhio alla sostenibilità: la struttura infatti è alimentata principalmente da fonti naturali come acqua, sole e vento.

La partenza di questo trekking è della Schnegger Säge, un parcheggio gratuito che si trova in Valle San Silvestro e precisamente alla frazione di Candelle. Zaini in spalla, da questo piccolo borgo occorre imboccare il sentiero 25 per iniziare il percorso che inizialmente si snoda su una stradina asfaltata che inizia subito a salire. il tutto ammirando le circostanti piramidi di terra nella Valle del Rio di Fana, delle suggestive forme di erosione che si possono ritrovare anche in altre zone.
Quando si entra nel bosco la strada inizia a farsi sterrata e, soprattutto, più in salita. Da questo momento l’ascesa sarà continua e con pendenze in costante aumento, fino ad arrivare all’ultimo tratto – poco meno di due chilometri – dove si arriva a sfiorare anche il 30%. Si cammina all’ombra del bosco, con alcuni squarci che permettono di ammirare la valle sottostante. Quando si esce dal bosco inizia il tratto più impegnativo, con anche il paesaggio che cambia radicalmente: si aprono ampi pendii erbosi alpini e il panorama si allarga fino a comprendere le prime viste sulle Dolomiti.

Dopo poco più di 5 chilometri di cammino dal punto di partenza, ecco che si arriva al Rifugio Bonner a quota 2.340 metri e una pausa qui è più che meritata. L’occasione così è ideale per gustare la cucina tipica del luogo – volendo ci sono anche le camere per pernottare -, ma soprattutto si può godere di una magnifica vista vista sulle Tre Cime di Lavaredo e le Dolomiti di Sesto. Decisamente niente male. Occorre però non rilassarsi troppo perché manca ancora un ultimo tratto di salita con pendenze anche impegnative.
Proseguendo sempre lungo il sentiero 25 così c’è ancora un chilometro e mezzo d’ascesa prima di arrivare alla Cima Corno di Fana. Questo è il tratto più impegnativo sia per le pendenze sia per il terreno più esposto al vento. Dalla vetta però si può ammirare un panorama a 360° unico: le Dolomiti e le Tre Cime da una parte, le Alpi delle Zillertal, della Valle Aurina, della Val Casies e del Villgratental dall’altra. Difficile chiedere di meglio. Dopo essersi stropicciati gli occhi, occorre proseguire per il sentiero 25A che, tutto in discesa, alternando prati alpini e bosco riconduce fino al punto di partenza chiudendo così il nostro anello.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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