
Se esiste un luogo capace di racchiudere l’essenza pura e selvaggia delle Dolomiti, quello è il Gruppo del Catinaccio. Questo spettacolare itinerario ad anello, con partenza da Vigo di Fassa, conduce nel cuore pulsante di un regno fatto di guglie verticali, rifugi storici e leggende d’altissima quota. Dalla comoda piana del Ciampedie ci si addentra tra le pareti di roccia fino a toccare con mano le celebri Torri del Vajolet e il leggendario Rifugio Re Alberto I. Un’escursione gratificante e di grande respiro, perfetta per chi vuole vivere una giornata indimenticabile immerso in uno dei paesaggi alpini più iconici e affascinanti del mondo.
Mettersi in cammino verso una meta così affascinante come le Torri del Vajolet è un’esperienza straordinaria. Per affrontare l’itinerario in sicurezza, dalla Val di Fassa fino al cospetto di queste iconiche guglie di roccia nel cuore del Gruppo del Catinaccio, un alleato formidabile è Wikiloc. Il vero punto di forza di questa piattaforma risiede nella sua community: una rete di appassionati e conoscitori delle Dolomiti che condividono i propri percorsi, rendendo l’escursione tra il Rifugio Vajolet, il Rifugio Re Alberto I e lo spettacolare panorama dolomitico più facile da pianificare e seguire.
Che tu sia un escursionista esperto in cerca di varianti selvagge e vie ferrate verso i passi d’alta quota, o che preferisca la classica camminata rigenerante verso i rifugi della valle, su Wikiloc trovi tracciati reali, registrati passo dopo passo da chi frequenta regolarmente la zona. Utilizzando l’applicazione sullo smartphone (disponibile sia per iOS che per Android), puoi scaricare la mappa GPS e seguire la navigazione in tempo reale. Si tratta di un supporto fondamentale per godersi la giornata e per individuare più facilmente i principali bivi, soprattutto nei tratti in cui il sentiero risale la conca rocciosa o incrocia le deviazioni per le varie forcelle. Se poi questo itinerario ti conquisterà, potrai registrare i tuoi passi e condividerli con la community: così facendo, la tua esperienza diventerà una guida preziosa per il prossimo avventuriero.
L’escursione prende il via dal centro di Vigo di Fassa: salite le cinque scale mobili cittadine che conducono alla stazione della funivia, si sale con il biglietto A/R alla piana del Rifugio Ciampedie, punto di partenza dell’itinerario.
Dalla stazione si scende verso il Rifugio Negritella e s’imbocca il sentiero 540 per i Rifugi Vajolet e Preuss. La comoda mulattiera scende inizialmente al Rifugio Gardeccia, per poi risalire ripidamente con vari tornanti fino alla piana dei due rifugi. Superato il Rifugio Vajolet, s’imbocca il sentiero 542 verso il Rifugio Re Alberto I e il Passo Santner (indicato per escursionisti esperti). La salita risale un canalone roccioso con alcuni tratti attrezzati con cavi in acciaio: la traccia richiede passo sicuro, attenzione (specie con roccia bagnata) e un po’ di pazienza nei passaggi stretti più frequentati.
In cima alla rampa appariranno improvvisamente le maestose Torri del Vajolet e il Rifugio Re Alberto I. Da qui si prosegue sul sentiero nel vallone detritico sotto la Croda del Re Laurino fino al Passo e Rifugio Santner, da cui si gode di una vista mozzafiato su un precipizio di oltre 600 metri e sul primo tratto della Ferrata Santner.
Ripercorso il canalone a ritroso fino al Rifugio Vajolet per una pausa, si scende un breve tratto della sterrata dell’andata per imboccare il sentiero 541 (direzione Passo Coronelle/Cigolade/Roda di Vael). Il tracciato sale a quota 2.400 m e prosegue a mezza costa tra gli sfasciumi, superando la deviazione per il Passo delle Coronelle (sentiero 550) e richiede attenzione in alcuni punti segnati da recenti frane.
Giunti al bivio per il Passo delle Cigolade (o Zigolate), si affronta la ripida salita su ghiaione ed esposta, superando un breve tratto di roccette attrezzato con cavo d’acciaio. Dalla forcella si apre uno splendido colpo d’occhio sulle valli del Catinaccio e della Roda di Vael.
La discesa dal passo scende ripida su sfasciumi lungo il vallone, affianca una caratteristica grotta formata da un enorme masso crollato e si ricongiunge al sentiero per la località Vael. Risalendo leggermente a mezza costa, in circa 30 minuti si raggiunge il Rifugio Roda di Vael.
Per il rientro si imbocca il sentiero 545 che scende ripidamente ai pascoli sottostanti e alla Malga di Vael. Continuando sulla sterrata si devia infine sul sentiero che risale nel bosco fino a ricollegarsi alla strada per la piana del Ciampedie, dove la funivia riporta comodamente a Vigo di Fassa.
Scarica la traccia GPS e navigala in app.
Imponenti, affilate e custodi di una delle storie alpinistiche più affascinanti delle Dolomiti, le Torri del Vajolet sono sette guglie calcaree che si ergono al centro del Gruppo del Catinaccio. Ognuna di esse porta il nome dei Grandi che ne hanno firmato le prime ascensioni, come la Torre Delago, la Torre Stabeler e la Torre Winkler, icone del collezionismo alpinistico di fine Ottocento. Proiettate verso il cielo sopra la conca rocciosa del Re Laurino, offrono uno spettacolo di rara maestosità che attira da sempre arrampicatori ed escursionisti da tutto il mondo.
Proprio ai loro piedi, a 2.399 metri di altitudine, sorge il Rifugio Re Alberto I (Gartlhütte). Costruito originariamente nel 1929 e intitolato al sovrano del Belgio, grande appassionato ed escursionista delle Dolomiti, il rifugio si trova in una posizione quasi surreale, adagiato in una conca detritica racchiusa tra la Croda del Re Laurino e le pareti verticali delle Torri. Più di un semplice punto di ristoro, è un autentico balcone panoramico di alta quota e una tappa simbolica dove fermarsi a contemplare la forza primordiale della roccia dolomitica.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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