
Le Gores de Federa sono uno di quei percorsi che ti fanno scoprire un volto diverso di Cortina d’Ampezzo, lontano dai soliti panorami da cartolina. Qui, almeno per la prima parte del trekking, le grandi pareti dolomitiche restano sullo sfondo e l’attenzione si concentra sul torrente Ru Federa, che ha scavato gole, piccoli canyon e vasche naturali dentro il bosco.
La prima volta che ho imboccato questo sentiero mi ha colpito il contrasto tra il rumore dell’acqua e il silenzio degli alberi, rotto solo dal passo sugli aghi di pino. passerelle e ponti in legno permettono di seguire da vicino il corso d’acqua, senza trasformare il percorso in un parco giochi artificiale.
È una camminata che può diventare un’esperienza a sé oppure il preludio a itinerari più lunghi verso Malga Federa, Croda da Lago e gli ampi scenari dolomitici.
Le Gores de Federa si trovano nel territorio di Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti ampezzane. Il sentiero segue il corso del Ru Federa, un torrente che scende dalle quote superiori verso il fondovalle, scavando nel tempo un corridoio d’acqua dentro il bosco. Non si tratta della classica escursione panoramica in cresta: qui il protagonista, almeno all’inizio, è l’ambiente ombroso e raccolto del bosco.
Quello che rende speciale il trekking alle Gores de Federa è la continuità dell’acqua. Non si cammina per raggiungere “una” cascata, ma per seguire una lunga sequenza di salti, gole e vasche naturali, osservati da passerelle e ponticelli in legno che si incastrano tra le rocce. Personalmente considero questo percorso ideale quando ho voglia di Dolomiti senza passare ore sotto il sole, oppure quando accompagno amici alle prime esperienze di trekking in montagna, ma desiderosi di qualcosa di scenografico e diverso dal solito.
L’acqua accompagna buona parte del cammino: a tratti è solo un rumore di fondo nascosto tra gli alberi, altre volte scorre a pochi metri dal sentiero, precipitando sulle rocce in cascate fresche e rumorose. Il termine “gores” richiama proprio queste gole strette e gli intagli scavati dall’erosione, che qui si presentano come piccoli canyon, scalini rocciosi e pozze naturali dalle tonalità fredde.
Le passerelle e i ponti in legno permettono di passare da una sponda all’altra del Ru Federa e di attraversare i punti in cui la gola si stringe. Camminandoci sopra, ho apprezzato come il tracciato resti comunque un vero sentiero di montagna: il fondo è naturale, con radici, pietre, tratti umidi e terriccio scivoloso dopo la pioggia. In alcuni scorci, quando la luce filtra tra gli alberi e colpisce l’acqua, il paesaggio sembra quasi quello di un percorso attrezzato alpino, ma senza difficoltà tecniche.
Vale la pena ricordare che il torrente cambia volto con le stagioni: dopo lo scioglimento della neve o periodi piovosi le cascate sono più imponenti, mentre in estati secche il flusso può ridursi. Per questo non bisogna aspettarsi che ogni foto vista online corrisponda all’esperienza reale del giorno.
Una delle cose che preferisco delle Gores de Federa è che possono essere sia una breve escursione, concentrata sulle gole, sia l’inizio di una giornata più lunga verso gli scenari aperti di Malga Federa. Proseguendo oltre il tratto boscoso, il paesaggio cambia gradualmente: gli alberi si diradano, compaiono i prati e, passo dopo passo, lo sguardo inizia a incontrare i gruppi dolomitici che circondano Cortina.
Da Malga Federa si aprono viste di grande respiro sulle Dolomiti ampezzane, mentre ulteriori itinerari permettono di raggiungere l’area di Croda da Lago, il Rifugio Palmieri e il Lago Federa, posti sopra i duemila metri. Ricordo nitidamente la sensazione di passaggio: al mattino ero immerso nel rumore del torrente incassato nella gola, poche ore dopo mi trovavo davanti a un lago alpino circondato da pareti rocciose.
Proprio questa possibilità di combinare ambienti tanto diversi impone di pianificare con attenzione tempi, dislivello e condizioni del meteo. Un conto è fermarsi alle gole, un altro è proseguire verso Croda da Lago, con un impegno escursionistico ben più rilevante.
Il periodo migliore per esplorare le Gores de Federa coincide, in genere, con i mesi in cui i sentieri sono liberi dalla neve e le strutture sono in buone condizioni: dalla tarda primavera all’autunno, a seconda dell’andamento della stagione a Cortina. In primavera avanzata alcuni tratti possono essere ancora innevati o molto bagnati, mentre in autunno le prime gelate rendono scivolosi legno, rocce e radici.
Prima di partire è fondamentale controllare meteo e condizioni del percorso, soprattutto dopo temporali o piogge intense. Un Ru Federa più carico rende le cascate spettacolari, ma aumenta umidità e fango. Personalmente non affronto mai questo trekking senza scarpe da trekking con buona aderenza e bastoncini telescopici, utili nei passaggi più umidi.
Da non sottovalutare, infine, le ore di luce: a fine estate e inizio autunno il buio arriva prima e l’aria si raffredda in fretta, specie se si decide di proseguire verso Malga Federa o Croda da Lago. Acqua, strati di abbigliamento e una valutazione onesta delle proprie capacità restano gli alleati migliori per godersi con sicurezza questo affascinante corridoio d’acqua nel bosco ampezzano.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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