In Alto Adige c’è un Grand Canyon scavato nella roccia: la gola spettacolare per camminare nella storia della Terra

Giuseppe Coppola  | 15 Set 2026

Vivere tutta d’un fiato questa esperienza tra i canyon dell’Alto Adige vuol dire portare con sé un ricordo indelebile: un luogo unico che riconcilia con la natura e il mondo circostante, che ci permette di osservare da vicino panorami che tolgono il fiato. E che ci regala un’escursione da sogno, attraversando una fetta di Belpaese che non smette di stupire. È la maglia della Gola di Bletterbach, un autentico monumento naturale che sa regalare panorami unici.

La Gola di Bletterbach

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Maria weissenstein, 39050 Petersberg, Bolzano – Südtirol
  • Punto di arrivo: Maria weissenstein, 39050 Petersberg, Bolzano – Südtirol
  • Lunghezza: 11,7 km
  • Durata: circa 3 ore e 50 minuti
  • Difficoltà: moderato
  • Dislivello: circa 540 m+

Mappa

In cammino tra i tesori della Gola di Bletterbach

Punto di partenza della nostra escursione alla scoperta della Gola di Bletterbach sarà il santuario della Madonna di Pietralba, conosciuto con il nome tedesco di Maria Weissenstein. Ci troviamo precisamente a Nova Ponente, nel cuore dell’Alto Adige: teatro della nostra escursione sarà dunque la frazione di Monte San Pietro, conosciuta come Petersberg. Partirà da qui il nostro itinerario che ci porterà ad affrontare un giro ad anello della durata di circa 4 ore, poco meno, affrontando così gli oltre 11 chilometri di natura e meraviglie.

Il santuario della Madonna di Pietralba è considerato come il luogo di pellegrinaggio più importante del Trentino-Alto Adige: un autentico duomo delle Dolomiti che spalanca la porta all’avventura verso la Gola di Bletterbach. Una volta iniziata l’escursione sarà necessario percorrere circa 6 chilometri per raggiungere il primo punto panoramico della gola: avremo la possibilità di ammirare il canyon italiano in tutta la sua bellezza, osservando da vicino le linee che tagliano le rocce e, in più, le sue meravigliose cascate.

Viaggiatori ed escursionisti consigliano di scoprire ogni angolo delle Gole di Bletterbach soprattutto al termine di una giornata o di un periodo particolarmente piovoso per poter ammirare l’acqua tuffarsi del vuoto e ricreare uno scenario bellissimo. Vale la pena trascorrere gran parte della nostra escursione immersi in questo scenario che lascia senza parole e che merita di essere scoperto, e vissuto, sia d’estate che d’inverno.

Un territorio che non smette di stupire

La Gola di Bletterbach è conosciuta come il Grand Canyon dell’Alto Adige. Si trova precisamente ai piedi del Corno Bianco, cima che raggiunge i 2317 metri di quota, in un territorio che si è formato circa 15 mila anni fa, durante l’ultima glaciazione. La gola raggiunge una lunghezza di circa 8 chilometri e scende fino a 400 metri di profondità: non a caso, per la sua storia e la particolarità del suo territorio ha regalato, nei secoli, numerosi reperti fossili ritrovati in questa perla delle Dolomiti. E ha dato la possibilità a scienziati ed esperti di studiare i diversi strati rocciosi che compongono le montagne di questa splendida regione.

La visita alla Gola di Bletterbach può essere effettuata in autonomia, sfruttando i cartelli informativi lungo il percorso. O, ancora meglio, accompagnati da una guida che saprà raccontarci tutti i particolari e i segreti di questo territorio unico al mondo. Il nostro percorso, lungo circa 11 chilometri, si conclude con una vista sulla valle sottostante e sul santuario della Madonna di Pietralba: l’escursione è impegnativa ma non difficile, è richiesto un passo sicuro lungo tratti che non presentano, però, passaggi complicati. Meno di 4 ore per un’avventura in un luogo unico al mondo.

Giuseppe Coppola
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