Dove la montagna incontra le sue origini: sull’Alpe di Siusi c’è una valle decisamente… primitiva

Fabio Belmonte  | 20 Lug 2026

Ogni volta che torno all’Alpe di Siusi ho la sensazione di rientrare in un luogo familiare, quasi domestico, nonostante l’orizzonte sia dominato da alcune delle montagne più scenografiche delle Dolomiti. L’anello del Puflatsch, poco meno di nove chilometri affacciati su Sciliar, Sassolungo e Sassopiatto, è uno di quei percorsi che consiglio spesso a chi vuole capire davvero l’identità di questo altopiano.

Il sentiero parte da Compatsch e si sviluppa tra prati d’altitudine, margini di bosco e terrazze naturali che sembrano sospese sul vuoto. Il dislivello è contenuto, ma la camminata richiede comunque un passo sicuro e un minimo di allenamento. A colpire, però, non è solo il panorama: lungo il percorso si percepisce chiaramente come l’Alpe di Siusi resti un paesaggio vissuto, dove malghe, pascoli e area protetta convivono in un equilibrio raro da incontrare altrove.

Trekking ad anello – Giro del Puflatsch (Bullaccia) sull’Alpe di Siusi

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Compaccio (Compatsch), Alpe di Siusi – Alto Adige
  • Punto di arrivo: Compaccio (Compatsch), Alpe di Siusi – Alto Adige
  • Lunghezza: circa 8,8 km
  • Durata: circa 2 ore e 44 minuto
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: circa 330 m+

Mappa

Alpe di Siusi e Puflatsch: un altopiano che racconta le Dolomiti

La prima volta che ho messo piede sul Puflatsch mi ha colpito il contrasto tra i prati morbidi sotto gli scarponi e le pareti verticali che si aprono all’improvviso sul bordo dell’altopiano. Siamo nel cuore dell’Alpe di Siusi, in Alto Adige, uno degli ambienti più caratteristici delle Dolomiti, riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il Puflatsch, o Bulacia in ladino, occupa il margine occidentale dell’altopiano e offre un punto di osservazione privilegiato sulla storia geologica di queste montagne. Camminando lungo il percorso si percepisce che le grandi pareti rocciose sono il risultato di un lunghissimo lavoro di erosione iniziato quando qui c’era un mare tropicale. È uno di quei sentieri in cui l’ambiente non è solo sfondo, ma parte integrante dell’esperienza escursionistica.

Il percorso ad anello: da Compatsch tra punti panoramici e pascoli

 

L’itinerario ad anello del Puflatsch parte e termina nei pressi della fermata dell’autobus di Compatsch, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Personalmente apprezzo molto questa possibilità: lasciare l’auto a valle e salire in cabinovia o bus permette di entrare subito nell’atmosfera dell’altopiano, senza il rumore del traffico.

Il sentiero si sviluppa per circa 8,84 chilometri, con un dislivello di circa 330 metri, e richiede mediamente poco meno di tre ore di cammino. I primi tratti attraversano ampi prati d’alta quota prima di raggiungere il belvedere sullo Sciliar, dove la vista abbraccia anche Sassolungo e Sassopiatto. Proseguendo si arriva al Gollerspitz e alla famosa “panchina del drago“, una terrazza naturale che, ogni volta che ci passo, mi costringe a una sosta più lunga del previsto per godermi il panorama sulle Dolomiti occidentali. L’ultimo tratto chiude l’anello tornando verso Compatsch, ancora tra pascoli e malghe. Il percorso è classificato di media difficoltà: non presenta passaggi tecnici, ma richiede passo fermo, scarponi adeguati e una minima abitudine a camminare in montagna.

Natura, storia e silenzio nella Zona di Tutela Paesaggistica

Uno degli aspetti che più apprezzo in questa escursione è la sensazione di muoversi in un paesaggio ancora autentico. L’intero anello si sviluppa all’interno della Zona di Tutela Paesaggistica dell’Alpe di Siusi, dove il traffico automobilistico è regolamentato e le nuove costruzioni sono limitate. Già dopo pochi minuti di cammino il rumore si attenua e restano il vento, i campanacci delle mucche al pascolo e, d’estate, il ronzio degli insetti tra i prati in fiore.

L’Alpe di Siusi non è però un territorio “musealizzato”: molte malghe sono ancora in uso e l’alpeggio estivo continua a essere parte della vita quotidiana degli allevatori locali. Camminando sul Puflatsch si colgono bene i segni di questo equilibrio tra attività agricola, turismo e tutela ambientale. È uno dei motivi per cui considero questo percorso ideale per chi vuole capire come le Dolomiti siano, prima di tutto, un paesaggio abitato.

Consigli pratici per affrontare il trekking del Puflatsch

Dal punto di vista tecnico il giro del Puflatsch è un itinerario di media difficoltà, alla portata di escursionisti con un minimo di allenamento. Il tracciato è ben segnalato, ma come sempre in montagna non mi affido solo ai cartelli: porto con me una cartina o una traccia GPS e controllo le condizioni meteo prima di partire. Il tempo sull’altopiano può cambiare rapidamente, anche nelle giornate che iniziano serene.

scarponi da trekkingabbigliamento a strati, giacca antipioggia leggera e una buona riserva d’acqua sono l’equipaggiamento base che consiglio per questo percorso. Nei mesi estivi i tratti esposti al sole possono risultare caldi, mentre in autunno è bene prepararsi a temperature più fresche. Un altro aspetto che apprezzo è l’accesso tramite mezzi pubblici: scegliere autobus e impianti di risalita non solo semplifica la logistica, ma rispetta anche la vocazione dell’Alpe di Siusi come area protetta a forte impronta escursionistica.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur