Dormire incastrati tra le pareti delle Tofane: la storia e il fascino del Rifugio Giussani

Fabio Belmonte  | 12 Ago 2026

Dormire al Rifugio Camillo Giussani significa concedersi un’esperienza che va oltre il semplice trekking sulle Dolomiti d’Ampezzo. A Forcella Fontananegra, stretta tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo, la montagna è roccia viva, ghiaioni, pareti verticali e silenzi improvvisi, interrotti solo dal vento e dalle voci degli escursionisti.

Qui non arrivano strade né funivie: si sale a piedi, con passo deciso e zaino ben preparato, seguendo tracce che uniscono paesaggio, alpinismo e memoria della Grande Guerra. 000 metri di dislivello, trasforma la giornata in un vero viaggio in quota, tra resti di trincee, panorami sulle Cinque Torri e sentieri storici. Quando la luce cala dietro le Tofane, il Giussani diventa un piccolo avamposto umano dentro uno degli anfiteatri naturali più spettacolari delle Dolomiti.

Trekking ad anello – Cabane de Moiry e lago Châteaupré da Couronne de Bréona

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Fermata dell’autobus di Couronne de Bréona, presso il lago Châteaupré (Vallese)
  • Punto di arrivo: Fermata dell’autobus di Couronne de Bréona, presso il lago Châteaupré (Vallese)
  • Lunghezza: circa 5,96 km
  • Durata: circa 2 ore e 59 minuti
  • Difficoltà: moderato
  • Dislivello: circa 450 m+

Mappa

Nel cuore delle Tofane: perché salire al Rifugio Camillo Giussani

Il Rifugio Camillo Giussani è uno di quei posti che ti restano addosso, non solo per la fatica del trekking, ma per l’atmosfera cruda e potente delle Dolomiti d’Ampezzo. A 2.561 metri di quota, nella Forcella Fontananegra, si è letteralmente incastonati tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo, due giganti che superano i tremila metri e dominano l’orizzonte.

A differenza di molti rifugi raggiungibili in funivia o lungo facili strade sterrate, il Giussani va conquistato passo dopo passo. L’accesso più semplice parte dal Rifugio Angelo Dibona e richiede circa un’ora e mezza di salita, ma l’itinerario ad anello che include il Col dei Bos e i resti della Prima Guerra Mondiale trasforma l’escursione in un vero viaggio di montagna, dove ogni chilometro aggiunge prospettive diverse sulle Tofane e sulle Dolomiti ampezzane.

Paesaggi, sentieri e panorami lungo l’anello del Col dei Bos

 

La traccia ad anello che porta al Rifugio Camillo Giussani misura 12,1 chilometri, con circa 920 metri di dislivello positivo e quasi sei ore di cammino complessivo. Non è una passeggiata: il percorso è classificato impegnativo e richiede passo sicuro, buona esperienza in montagna e abitudine a gestire lunghezze e quote. In cambio, però, offre uno dei giri più completi nel gruppo delle Tofane.

Nei primi chilometri le vedute si aprono sulle Cinque Torri e sulle creste circostanti, con scorci ampi verso Cortina d’Ampezzo e i massicci vicini. Si raggiunge poi la zona del Passo e della Forcella Col dei Bos, dove si incontrano ancora testimonianze della Grande Guerra, tra camminamenti e resti di opere militari. Da qui il sentiero si avvicina alla maestosa parete della Tofana di Rozes, prima di piegare gradualmente verso l’alta conca rocciosa della Forcella Fontananegra, dove appare il profilo raccolto del Giussani, incorniciato da ghiaioni e pareti verticali.

Tra rifugi, caserme e memorie della Grande Guerra nelle Tofane

La storia del Rifugio Giussani inizia ben prima dell’edificio attuale, inaugurato nel 1972 e dedicato all’alpinista e avvocato Camillo Giussani. Il primo presidio in quest’area fu il Rifugio Tofana, aperto nel 1886 come secondo rifugio dell’intera valle d’Ampezzo e distrutto durante la Prima Guerra Mondiale, quando le Tofane erano parte del fronte dolomitico e non certo una meta turistica.

Dopo il conflitto, nel 1921, la sezione CAI di Cortina trasformò una grande caserma degli Alpini nel Rifugio Cantore, anch’esso poi sostituito dalla struttura attuale. Tracce di quelle epoche restano tuttora: il vecchio Rifugio Tofana è stato restaurato e funge da bivacco invernale, mentre l’ex Rifugio Cantore giace abbandonato poco distante. Lungo l’anello del Col dei Bos si incontrano resti di postazioni, manufatti militari e ruderi che raccontano in modo tangibile la Grande Guerra sulle Dolomiti, facendo del trekking un percorso anche di memoria storica.

Organizzare il trekking e il pernottamento al Rifugio Giussani

Dormire al Rifugio Camillo Giussani è la scelta ideale per spezzare l’anello del Col dei Bos in due giornate o per preparare vie ferrate e itinerari alpinistici nel gruppo delle Tofane. Il rifugio offre bar, ristorante e pernottamento, ma la gestione raccomanda di prenotare con anticipo, soprattutto in alta stagione, quando l’afflusso sulle Dolomiti d’Ampezzo è massimo.

La stagione di apertura, in genere, va da metà giugno a fine settembre, con variazioni legate a neve e meteo: prima di partire conviene sempre controllare le date aggiornate sul sito ufficiale. Per l’anello dei 12,1 chilometri servono scarponi da montagna, acqua a sufficienza, abbigliamento a strati e protezione dalla pioggia, perché oltre i 2.500 metri il tempo cambia in fretta. In alternativa al lungo giro si può salire dal Rifugio Dibona in circa un’ora e mezza o arrivare dal Rifugio Pomedes lungo il sentiero attrezzato Maria Luisa Astaldi; chi ha esperienza alpinistica può scegliere vie più tecniche come la Ferrata Lipella, ma solo con preparazione adeguata e condizioni stabili.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur