
C’è un itinerario, tra Val di Zoldo e Val Fiorentina, che ogni appassionato di trekking dovrebbe esplorare almeno una volta: il percorso dal Passo Staulanza a Cima Fertazza. Un anello di 11,17 chilometri, con un dislivello positivo di circa 428 metri, che porta dai boschi di conifere ai pascoli aperti, fino a un balcone naturale oltre i duemila metri.
Qui lo sguardo corre sulle pareti del Pelmo, della Civetta, della Marmolada e fino al gruppo del Sella, con scorci che raccontano l’essenza delle Dolomiti bellunesi. Lungo il cammino si incontrano malghe, ristori, tracce della tempesta Vaia e un paesaggio modellato da secoli di attività pastorale e turismo di montagna. Sullo sfondo rimane la memoria della Grande Guerra, che in quest’area ha lasciato soprattutto antiche strade militari e itinerari storici vicini ma distinti dal sentiero per Cima Fertazza.
Il trekking dal Passo Staulanza a Cima Fertazza si svolge nel cuore delle Dolomiti bellunesi, tra la Val di Zoldo e la Val Fiorentina, in Veneto. Il valico dello Staulanza, a circa 1.766 metri lungo la SP251, è un crocevia naturale tra due mondi: da un lato il massiccio del Monte Pelmo, dall’altro la parete della Civetta, con le loro verticalità che accompagnano l’escursione dall’inizio alla fine.
L’itinerario porta a una cima panoramica situata attorno ai 2.100 metri, conosciuta anche come Cima dei Viai. Non si tratta di una vetta alpinistica, ma di un balcone naturale affacciato sulla Val Fiorentina, su Selva di Cadore e sul Lago di Alleghe, con vedute estese fino alla Marmolada, al Sella, all’Antelao e alla Croda da Lago.
I dati tecnici parlano di una camminata alla portata di chi ha un minimo di allenamento: 11,17 chilometri complessivi, circa 428 metri di dislivello positivo, tracciato di andata e ritorno su strade forestali, piste da sci e sentieri ben riconoscibili, ma da non sottovalutare per pendenze e tratti esposti al sole.
La partenza si trova all’ultimo tornante prima del Passo Staulanza, dove si imbocca la strada che sale verso Malga Fontanafredda. Si cammina inizialmente su sterrata tra boschi di abete rosso e larice, con aperture improvvise verso la Val Fiorentina e le pareti del Pelmo che occupano l’orizzonte. Questo primo tratto è ideale per scaldare il passo: pendenze moderate, fondo regolare e un paesaggio che alterna foresta e prati di pascolo.
Malga Fontanafredda, a circa 1.768 metri, è il primo punto di riferimento dell’escursione, immersa in un contesto di alpeggio tradizionale dove l’allevamento e la lavorazione del latte hanno modellato il paesaggio. Da qui si prosegue verso Forcella Pecol lungo il sentiero CAI 568, entrando progressivamente nel comprensorio sciistico.
Superata la forcella, il percorso prende quota tra strade forestali e pendii che in inverno ospitano piste da sci. Si raggiunge il Ristoro Fertazza, intorno ai 1.850 metri, e si continua poi verso il Ristoro Belvedere, a circa 2.080 metri. L’ultimo tratto, più ripido, conduce alla vera Cima Fertazza, sui 2.101 metri: qui il panorama si apre su Civetta, Pelmo, Marmolada, Sella, Antelao e Croda da Lago, con uno dei belvedere più appaganti dell’area.
Camminare tra Passo Staulanza e Cima Fertazza significa anche entrare in un territorio segnato dalla storia della Prima guerra mondiale. Tra il 1915 e il 1918 le Dolomiti bellunesi furono interessate da un fitto sistema di collegamenti militari, mulattiere, strade e postazioni che sfruttavano passi e forcelle per il movimento delle truppe e dei rifornimenti.
Il valico dello Staulanza si trovava in una zona strategica, al centro di un reticolo di opere difensive e vie di comunicazione. Oggi il Club Alpino Italiano racconta questo passato attraverso itinerari dedicati, come il percorso D09 sulle fortificazioni della Linea Gialla: da una parte verso il Crèp del Fén ai piedi del Pelmo, dall’altra verso Malga Vescovà e le Crèpe sotto Pioda, sui versanti della Civetta.
È fondamentale però distinguere questi sentieri storici dal trekking per Cima Fertazza. L’itinerario di 11,17 chilometri che sale dal tornante dello Staulanza verso il Ristoro Belvedere attraversa lo stesso contesto geografico, ma non raggiunge una fortezza documentata. Rimane un percorso escursionistico panoramico, che corre accanto – e non sopra – le principali testimonianze della Grande Guerra presenti in zona.
Il trekking da Passo Staulanza a Cima Fertazza è classificato di difficoltà media: il dislivello non è elevato, ma le pendenze e alcuni tratti esposti al sole richiedono un minimo di forma fisica e abitudine a camminare in quota. I dati della traccia parlano di 11,17 chilometri complessivi, con quota minima attorno ai 1.696 metri e massima registrata di 2.128 metri, leggermente superiore alla quota ufficiale della cima, indicata in circa 2.101 metri.
Il tempo totale di percorrenza registrato è di 7 ore e 26 minuti, di cui circa 3 ore in movimento: un’indicazione chiara di quanto questo itinerario inviti alle pause contemplative. Per affrontarlo al meglio sono consigliati scarponi da trekking, abbigliamento a strati, protezione solare e una buona scorta d’acqua, soprattutto nelle giornate estive.
L’accesso avviene in auto lungo la SP251 tra Val di Zoldo e Val Fiorentina; la partenza coincide con il tornante che conduce alla strada per Malga Fontanafredda, dove gli spazi di parcheggio vanno valutati con attenzione alle eventuali limitazioni. Il periodo ideale va dalla tarda primavera all’autunno, evitando la stagione invernale quando molti tratti coincidono con piste da sci in funzione. Prima di partire è opportuno verificare l’apertura del Ristoro Belvedere, che non è garantita in bassa stagione, e programmare il rientro lungo lo stesso tracciato di andata, passando per il settore Fertazza e la malga.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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