
Oggi andiamo alla scoperta del Rifugio Zsigmondy-Comici. Siamo a 2224 metri di quota, nel territorio di Sesto in Alto Adige e nel cuore dell’Alta Val Fiscalina. Senza dubbio si tratta di uno dei rifugi più iconici e scenografici della zona, una sorta di punto di riferimento all’interno del parco naturale Dolomiti di Sesto. La particolarità del Rifugio Zsigmondy-Comici è che si trova in una conca rocciosa che si apre proprio sotto la parete nord della Croda dei Toni, un “gigante” che sfiora i 3094 metri. Anche il panorama intorno però è altrettanto emozionante: Cima Undici, il Monte Popera e le Crode Fiscaline, ovvero un corollario di guglie che rende questo uno dei punti panoramici più spettacolari di questa parte delle Dolomiti. In più è a un passo da un’altra delle zone più famose delle nostre montagne, quella delle Tre Cime di Lavaredo raggiungibili come vedremo proseguendo verso il rifugio Locatelli.
Questo rifugio poi ha 140 anni di storia, vissuti di certo in maniera non banale. Edificato nel 1886, è stato distrutto la prima volta da una frana e una seconda volta durante la Prima Guerra Mondiale. Durante il fascismo poi è stato intitolato a Benito Mussolini, per prendere poi l’attuale denominazione – in onore di due grandi alpinisti – al termine del secondo conflitto mondiale. Ho scelto di fare questo percorso perché, anche se lungo e faticoso, dove è importante indossare delle calzature adatte ai piedi, perché in un colpo solo unisce tutto il meglio che questa meravigliosa zona riesce a offrire, anche se gli oltre 1100 metri di dislivello e i 18 chilometri da percorrere non sono uno scherzo, ma ne è valsa veramente la pena.
Il punto di partenza di quest’escursione è il parcheggio di Pian di Val Fiscalina. Ci si arriva comodamente da Sesto seguendo la strada che risale la Val Fiscalina fino al fondo valle. Il parcheggio è a pagamento, però è molto comodo. Dal parcheggio così si imbocca il sentiero 103 che, per quasi due chilometri, procede sostanzialmente pianeggiante fino a che non si arriva al Rifugio Fondovalle. A questo punto inizia l’escursione vera e propria.
Superato il Fondovalle ecco che la strada inizia subito a salire. Se da un lato la vista si allarga sulle pareti verticali di Cima Una, dall’altra il sentiero affronta subito uno strappo impegnativo – con pendenze superiori anche al 30% -, per poi farsi più moderato fino a che non si arriva dopo un secondo strappo al Rifugio Zsigmondy-Comici. Qui una sosta è d’obbligo, anche solo per ammirare la Croda dei Toni che occupa l’intero orizzonte.
Dal Rifugio Zsigmondy-Comici occorre proseguire per il sentiero 101. Si continua ancora a salire e in circa un’oretta si arriva al Rifugio Pian di Cengia. Con i suoi 2525 metri di altitudine rappresenta il punto più alto di questa traversata. Qui la Croda dei Toni ora è alle spalle, mentre davanti si aprono le montagne del gruppo del Paterno. La buona notizia è che da questo momento la salita è finita, anche se c’è ancora molto da camminare.
Sempre lungo il sentiero 101 così si scende fino ad arrivare al Rifugio Antonio Locatelli, ovvero la porta delle Tre Cime di Lavaredo. Qui è impossibile non fermarsi ad ammirare la meraviglia delle Tre Cime. A questo punto occorre proseguire lungo la discesa che porta prima al Rifugio Fondovalle e poi al parcheggio iniziale, terminando così questa lunga – ma spettacolare – escursione.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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