Ti porto alla scoperta del rifugio più alto del Gran Sasso: si trova a 2433 metri e offre una vista davvero meravigliosa

Alessandro Cipolla  | 12 Apr 2026

Il Rifugio Carlo Franchetti difficilmente può mancare in ogni discorso che si rispetti sul Gran Sasso. Per chi non lo sapesse – magari qualcuno che pecca notevolmente in geografia e non ha molta familiarità con gli Appennini – siamo in Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Questa Regione ha una peculiarità comune a quella di altre nel nostro splendido Paese: se la costa è caratterizzata da magnifiche spiagge – leggere alla voce Costa dei Trabocchi -, l’entroterra invece è il luogo di montagne e di una natura quasi incontaminata. In questo caso poi non stiamo parlando di una montagna comune, ma del Gran Sasso, il massiccio montuoso più alto degli Appennini e dell’Italia Centrale.
Sempre restando in tema di “record”, ecco che allora il Rifugio Carlo Franchetti – con i suoi 2433 metri di altitudine – è quello più alto tra i rifugi presenti sul Gran Sasso. Per questo motivo è una tappa quasi obbligatoria per ogni escursionista che si trova a percorrere uno dei tanti sentieri del massiccio: se per alcuni è il punto di partenza per ferrate o alpinismo, per altri è il culmine di un’escursione appagante e impegnativa al tempo stesso, come quella che vi proponiamo oggi dove l’importante è avere un passo sicuro e delle calzature adatte ai piedi.

Trekking al Rifugio Carlo Franchetti

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 5:03 ore
  • Distanza: 10,4 km
  • Dislivello: 950 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Prati di Tivo

Mappa

Il percorso

Questo percorso è uno dei più classici per raggiungere il Rifugio Carlo Franchetti. La partenza è da Prati di Tivo – in provincia di Teramo -, una località turistica sia in inverno sia in estate e che può offrire una buona attività ricettiva tra strutture dove dormire e ristoranti. Qui ci si arriva comodamente dall’autostrada A24, con l’uscita che è segnalata. Il tragitto inizia proprio dall’ampio parcheggio presente e la strada inizia subito a farsi in salita, anche se le pendenze solo poche volte superano il 20%.

La prima tappa così è quella che porta verso Piano del Laghetto, per poi proseguire lungo il pratoso crestone dell’Arapietra. Questo senza dubbio è uno dei tratti più spettacolari del percorso, con il panorama che si apre sul Corno Grande e sul Corno Piccolo. Dell’ascesa però è il punto meno complicato dal punto di vista della pendenza, arrivando così abbastanza agevolmente a La Madonnina del Gran Sasso.

Il Rifugio Franchetti nel cuore del Gran Sasso

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La Madonnina è un altro crocevia molto importante del Gran Sasso: il percorso fatto a piedi infatti – durante il periodo estivo – può essere coperto anche tramite una comoda cabinovia, ma noi preferiamo camminare. Da qui adesso inizia la salita verso il Rifugio Franchetti attraverso il Vallone delle Cornacchie, con il sentiero che si fa più stretto passando tra le rocce, tanto che in alcuni punti occorre procedere stretti a una fune in acciaio. Superato questo tratto il sentiero torna a essere più agibile, anche se la strada è sempre in salita.

Occorre fare così l’ultimo strappo che porta al Rifugio Carlo Franchetti, con una sosta che qui è d’obbligo: oltre a poter usufruire del bar e del ristorante, qui si può anche dormire. Impareggiabile poi è il panorama che si gode da questo punto, con la struttura che è come incastonata tra il Corno Grande e il Corno Piccolo. Fatto il dovuto riposo, si torna indietro fino a La Madonnina in discesa, per poi proseguire lungo l’anello iniziale che conduce di nuovo a Prati di Tivo.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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