A 1.200 metri sopra il lago a forma di cuore: il borgo fantasma d’Abruzzo distrutto dal terremoto

In Abruzzo un borgo fantasma a 1.200 metri custodisce le rovine del terremoto del 1915, tra sentieri di montagna e panorami su un lago a forma di cuore.
Fabio Belmonte  | 30 Ott 2026

1.200 metri di quota, sopra il Lago di Scanno, Frattura Vecchia appare come un fermo immagine della montagna abruzzese del primo Novecento. Camminando tra i muri crollati e le case senza tetto, si leggono ancora le linee del vecchio impianto urbano, le scalinate, i vicoli, gli ingressi voltati.

Qui il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 non è una pagina di storia astratta, ma una presenza concreta, incisa nella pietra e nelle fratture delle abitazioni. Dal borgo abbandonato parte una salita severa verso il Monte Genzana: 6,72 chilometri di sola andata, 919 metri di dislivello positivo, pendenze che chiedono gambe allenate e grande attenzione. È un trekking che unisce memoria, geologia e paesaggi d’alta quota, affacciandosi su uno dei laghi più iconici dell’Appennino, celebre per la sua suggestiva forma di cuore.

Trekking – Frattura Vecchia e Monte Genzana, Abruzzo

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Frattura Vecchia, Scanno (Abruzzo)
  • Punto di arrivo: Punto finale della traccia verso Monte Genzana (Abruzzo)
  • Lunghezza: circa 6,72 km
  • Durata: circa 2 ore e 30 minuti
  • Difficoltà: difficile
  • Dislivello: circa 919 m+

Frattura Vecchia, balcone sulla valle del Sagittario e sul Lago di Scanno

Frattura Vecchia è una minuscola frazione montana di Scanno, sospesa tra i 1.200 e i 1.300 metri sul versante occidentale del Monte Genzana. Dalla sua posizione rialzata domina la valle del Sagittario e guarda dall’alto il Lago di Scanno, incastonato a circa 922 metri di quota. Arrivare fin qui significa entrare in un paesaggio tipicamente appenninico: pendii rocciosi, boschi che si aprono in pascoli e creste che superano i duemila metri.

Il borgo, oggi in rovina, racconta una doppia storia. Da un lato quella geologica, legata alla grande frana antica che contribuì a sbarrare il fondovalle e alla nascita del lago. Dall’altro quella umana, segnata dal terremoto del 1915 che devastò l’abitato e spinse gli abitanti verso Frattura Nuova. Per un escursionista, Frattura Vecchia è insieme punto di partenza, luogo di memoria e straordinario balcone panoramico sul cuore verde d’Abruzzo.

Il trekking Frattura Vecchia – Monte Genzana

 

Il sentiero che da Frattura Vecchia sale verso il Monte Genzana è un itinerario impegnativo, da affrontare solo con buona preparazione fisica ed esperienza. La traccia GPS più citata misura 6,72 chilometri di sola andata, con 919 metri di dislivello positivo e appena 25 metri di dislivello negativo. La quota minima registrata è di 1.193 metri, mentre il punto più alto raggiunge i 2.091 metri: non coincide quindi con la vetta principale del massiccio, che sfiora i 2.170 metri.

L’accesso avviene salendo in auto da Scanno verso Frattura e proseguendo sulla strada che porta alle rovine, tra asfalto dissestato e tratti sterrati. Il riferimento è l’area del vecchio cimitero, da cui si entra nel borgo abbandonato e si imbocca una carrareccia. Dopo circa 800 metri occorre individuare la deviazione sul sentiero 12, segnalato in bianco e rosso: qui la segnaletica può essere poco evidente e una traccia GPS affidabile fa davvero la differenza.

Superato questo passaggio, il percorso continua tra pendii erbosi, tratti pietrosi, un piccolo corso d’acqua e un rifugio non gestito attorno ai 1.636 metri. Più in alto l’ambiente si apre in praterie d’altitudine e la traccia si segue grazie a ometti e paletti, con pendenze costanti che, su terreno bagnato o innevato, diventano rapidamente molto faticose.

Un borgo medievale ferito dal terremoto e legato alla nascita del lago

Le origini di Frattura Vecchia risalgono all’epoca medievale, probabilmente tra IX e X secolo, quando l’area rientrava nei domini dei conti Di Sangro. Il paese crebbe come insediamento di montagna legato all’allevamento, alla piccola agricoltura e alla gestione dei pascoli. Le case in pietra, la chiesa di San Nicola, le strade strette adattate al pendio raccontavano una comunità abituata a inverni duri e collegamenti difficili, basati su mulattiere e percorsi di crinale.

Tra Ottocento e primo Novecento il borgo non era affatto immobile: studi sulle costruzioni abruzzesi hanno individuato catene metalliche nelle murature e solai con putrelle in ferro, segno di interventi più moderni. Tutto cambia il 13 gennaio 1915, quando il terremoto della Marsica – o di Avezzano – devasta la zona, causando circa trentamila vittime nell’area interessata. A Frattura Vecchia molte abitazioni crollano e la vita nel paese diventa impossibile.

Nei decenni successivi nascono prima i ricoveri provvisori, poi Frattura Nuova, mentre il vecchio centro viene progressivamente abbandonato alle intemperie. Intanto gli studi geologici collegano il nome stesso di Frattura a una grande frana antica, parte della quale contribuì a creare la barriera naturale che favorì la formazione del Lago di Scanno: un raro intreccio tra storia umana e trasformazioni del paesaggio.

Come organizzare la visita tra borgo fantasma, Lago di Scanno e sentieri

 

Per visitare Frattura Vecchia puoi partire da Scanno e seguire la strada per Frattura Nuova, verificando in anticipo le condizioni del fondo: gli ultimi chilometri includono asfalto deteriorato e sterrato, non adatto a ogni auto. Una volta nei pressi del paese abbandonato, muoviti con grande prudenza, senza entrare negli edifici pericolanti e restando sui percorsi più evidenti.

Se il tuo obiettivo è il trekking verso il Monte Genzana, considera che i 6,72 chilometri della traccia si riferiscono alla sola salita. Per una giornata completa devi calcolare il ritorno sullo stesso itinerario, con una lunga discesa su terreno che può diventare scivoloso. Servono scarponi alti, abbigliamento a strati, acqua a sufficienza, traccia GPS offline, bussola o cartografia e un attento controllo delle previsioni meteo.

Chi cerca un’escursione più accessibile può abbinare la visita al borgo al Sentiero del Cuore sul Lago di Scanno, che porta al celebre belvedere da cui il bacino appare a forma di cuore. Il territorio rientra nell’area protetta della Riserva naturale Monte Genzana e Alto Gizio: boschi, praterie e creste ospitano fauna tipica dell’Appennino centrale e meritano rispetto. Scegli giornate asciutte, evita l’inverno se non sei esperto di neve e ghiaccio e ricorda che qui la montagna, per quanto affascinante, non perdona leggerezze.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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