
Nel cuore del Piemonte occidentale, a breve distanza da Pinerolo e dal capoluogo sabaudo, si estende un territorio montano ricco di fascino naturalistico e memorie boscose. Si tratta infatti dei suggestivi valloni della Val Lemina e della Val Noce, incorniciati da una corona di rilievi boscosi di media quota. Proprio tra queste fitte faggete si erge la monumentale parete granitica di Rocca Sbarua, storica palestra di roccia amata da generazioni di alpinisti torinesi. Ai piedi di queste verticali pareti sorge un edificio unico nel suo genere, interamente costruito in tronchi di conifera canadese. È il confortevole Rifugio Casa Canada, una gemma architettonica ecosostenibile collocata a poco più di mille metri di quota. Questo presidio alpino regala uno straordinario affaccio panoramico che, nelle giornate terse, spazia grandioso verso la cuspide innevata del Monviso. Varcare questi sentieri consente di vivere una rigenerante fuga outdoor tra natura intatta, antiche tradizioni montane e aria pura.
Camminare all’ombra delle grandi chiome di faggio regala un’immediata sensazione di serenità e benessere. Il profumo del sottobosco umido accompagna costantemente i passi dei camminatori lungo la salita. Inoltre, il vento muove dolcemente le fronde degli alberi, mentre i raggi solari filtrano creando suggestivi giochi di luce sulle rocce vulcaniche. I massi erratici disseminati lungo il pendio sembrano gigantesche sculture modellate dai ghiacciai millenari. Di conseguenza, l’avvicinamento alla struttura si trasforma in un’esperienza rilassante e adatta a ogni livello di escursionista. Per chi cerca un’escursione tranquilla abbinabile all’emozione dell’arrampicata su granito solido, questo angolo del Pinerolese rappresenta un approdo perfetto.
L’itinerario comincia lasciando l’automobile lungo la strada principale poco prima della borgata Dairin, a quota 1.050 metri. Ci si incammina verso le case del borgo per imboccare subito una splendida mulattiera sterrata delimitata da muretti e lastre in pietra verticale. La traccia attraversa con pendenza dolce i pascoli montani fino a raggiungere la sella panoramica del Colle Ciardonet a 1.081 metri di quota.
Da questo crocevia si segue la pista principale verso destra, iniziando una graduale discesa all’interno di una faggeta monumentale punteggiata da pannelli didattici dedicati al lavoro dei boscaioli. Abbandonata la sterrata carrabile, si devia su un suggestivo sentiero segnalato da bandierine bianche e rosse che scende verso un ponte in legno sul rio. La via risale quindi tra grandi massi erratici e tocca la caratteristica Barma dei carbonai, un antico ricovero naturale ricavato sotto una roccia titanica. Superata la scenografica ricostruzione di una carbonaia d’epoca, una brevissima rampa conduce infine all’ampio pianoro panoramico dove sorge il Rifugio Casa Canada.
La storia di questo avamposto alpino racconta una straordinaria vicenda di riuso architettonico e passione per la montagna. In origine, la sezione CAI di Pinerolo gestiva sul pianoro il Rifugio Melano, una semplice struttura metallica inaugurata nel 1971. Tuttavia, la svolta ecologica arrivò nel 2006 durante le Olimpiadi Invernali di Torino. La delegazione ufficiale del Canada donò infatti alla comunità piemontese il proprio padiglione di rappresentanza, realizzato con pregiato legno di pino canadese e tronchi di cedro. Il maestoso edificio venne interamente smontato e ricostruito con cura artigianale sotto le pareti di Rocca Sbarua, tornando a vivere nel 2011. Al suo interno spicca un gigantesco tronco portante che sembra crescere direttamente dal pavimento, creando un’atmosfera calda e tipicamente nordica.
A pochi passi dal rifugio si innalzano le verticali strutture granitiche di Rocca Sbarua, culla dell’arrampicata piemontese fin dai primi decenni del Novecento. Su queste placche e fessure storiche mossero i primi passi campioni del calibro di Giusto Gervasutti e Gian Carlo Grassi, aprendo itinerari leggendari. D’altra parte, chi preferisce il trekking può salire sui massi erratici circostanti per contemplare il profilo piramidale del Re di Pietra. Conclusa la sosta sulla terrazza in legno, un assaggio dei tradizionali tomette delle valli valdesi completa degnamente una giornata trascorsa all’insegna dello sport e della natura.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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