Il fiordo dell’Appennino è lo splendido lago che scende fino a 30 metri e ti regala i colori più belli dell’autunno

Tra boschi, antichi sentieri e vallate che si tingono di rosso e oro, un itinerario che attraversa le montagne dell'Emilia-Romagna e conduce a uno specchio d'acqua artificiale circondato dalla natura.
Fabio Belmonte  | 04 Nov 2026

Ci sono escursioni che restano addosso per la luce, i profumi del bosco e il ritmo lento dei passi. Il trekking ad anello del Lago del Brasimone, nel cuore dell’Appennino bolognese, è uno di quei percorsi che si ricordano soprattutto in autunno, quando faggi, castagni e querce trasformano il paesaggio in una tavolozza di gialli e rossi.

L’itinerario di 13,78 chilometri e 535 metri di dislivello positivo si sviluppa tra La Guardata, Pian Colorè, Fontana del Boia e Ceredaccio, seguendo sentieri CAI e stradelli forestali che alternano salite dolci, crinali panoramici e discese immerse nel foliage. È un trekking pensato per escursionisti abituali, ma accessibile a chi ha un minimo di allenamento e voglia di camminare per oltre cinque ore. Un modo concreto per scoprire il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, tra storia idroelettrica, boschi silenziosi e paesaggi tipicamente appenninici.

Trekking ad anello – Lago del Brasimone

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: La Guardata, Lago del Brasimone (Camugnano, Bologna)
  • Punto di arrivo: La Guardata, Lago del Brasimone (Camugnano, Bologna)
  • Lunghezza: circa 13,78 km
  • Durata: circa 5 ore e 31 minuti
  • Difficoltà: Facile
  • Dislivello: circa 535 m+

Lago del Brasimone: dove si trova e cosa aspettarsi dal trekking

Il Lago del Brasimone si trova nel comune di Camugnano, sull’Appennino bolognese, a pochi chilometri dal confine con la Toscana. È un bacino artificiale a circa 845 metri di altitudine, incastonato in una valle stretta, con versanti boscati che scendono direttamente sull’acqua e creano un colpo d’occhio quasi da fiordo di montagna.

Chi sceglie di affrontare il trekking ad anello deve immaginare una vera escursione appenninica, non una semplice passeggiata sul lungolago. I 13,78 chilometri e i 535 metri di dislivello positivo richiedono una buona abitudine a camminare su terreno montano, con tratti in salita continua e discese su fondo a tratti sconnesso e coperto di foglie.

Il periodo migliore per il foliage è solitamente tra ottobre e novembre, quando faggete e castagneti si accendono di colori caldi e i panorami dall’alto regalano scorci sullo specchio d’acqua e sulle vallate del Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone.

Il percorso ad anello: dalla diga delle Scalere ai crinali panoramici

 

L’itinerario più interessante per scoprire il Lago del Brasimone a piedi è l’Anello La Guardata-Pian Colorè-Cà Fontana del Boia-Ceredaccio, tracciato su sentieri CAI e strade forestali. La partenza consigliata è dalla località La Guardata, dove si trova un parcheggio lungo il lago: da qui si raggiunge subito la diga delle Scalere, opera storica in pietra, che si attraversa a piedi prima di deviare su uno stradello sulla destra.

Un breve tratto in salita porta al segnavia CAI 001, che introduce nel bosco e conduce verso Casa di Sopra, con scorci sul Centro Ricerche ENEA e sulle sponde del lago. Continuando a salire dolcemente si arriva a Pian Colorè, intorno ai 960 metri di quota, dove la faggeta si fa più fitta e il clima si rinfresca.

Dal Passo di San Giuseppe la salita si intensifica: in poco più di un chilometro si guadagnano circa 200 metri di dislivello, prima di piegare sul collegamento forestale che segue la valle del Rio delle Fontanelle. Dopo la zona di Fontana del Boia, il tracciato sfrutta i sentieri CAI 011 e 039, tocca Ceredaccio e chiude l’anello rientrando a La Guardata, senza dover ripercorrere il tragitto dell’andata.

Boschi, foliage e fauna dell’Appennino bolognese

 

Il punto di forza di questo trekking è l’immersione quasi continua nei boschi del Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone. I versanti sono coperti da faggete, querceti, castagneti e rimboschimenti di conifere: l’effetto, in autunno, è una stratificazione di colori che cambia a ogni curva del sentiero, con chiome dorate che si alternano al verde cupo degli abeti.

Tra ottobre e novembre il foliage dei faggi è protagonista: le foglie passano dal verde al giallo, all’arancio e al bruno, fino a staccarsi e formare uno spesso tappeto sul terreno. Questo tappeto è scenografico ma richiede attenzione in discesa, perché può nascondere radici, pietre e tratti fangosi, soprattutto nei canaloni più umidi.

Dal punto di vista naturalistico, il parco ospita una fauna ricca: cervi, caprioli e numerose specie di uccelli sfruttano i boschi e i prati come habitat. In alcuni periodi tra settembre e ottobre, con un po’ di fortuna e in silenzio, si può ascoltare il bramito dei cervi in lontananza, una presenza discreta che ricorda il carattere selvatico dell’Appennino bolognese.

Come arrivare al Brasimone e consigli pratici per l’escursione

Il Lago del Brasimone si raggiunge in auto seguendo la viabilità appenninica tra Castiglione dei Pepoli e Camugnano, con indicazioni per il lago e per la diga delle Scalere. Per chi arriva dall’autostrada A1, l’uscita di riferimento è Badia sulla Variante di Valico, da cui si prosegue su strade di montagna fino a La Guardata, punto di partenza e arrivo dell’anello.

Dal punto di vista escursionistico, i 13,78 chilometri e le oltre cinque impongono un minimo di programmazione: è bene partire al mattino, soprattutto in autunno, quando il tramonto arriva presto. Servono scarponcini da trekking con buona suola, bastoncini utili sulle discese coperte di foglie, strati termici e un guscio impermeabile.

La traccia segnala alcune discrepanze tra cartografia digitale e sentieri reali, in particolare nella zona di Fontana del Boia. È quindi consigliabile scaricare la traccia GPS, affiancarla a una carta escursionistica aggiornata e prestare sempre attenzione alla segnaletica CAI. Prima di partire, conviene consultare il sito del Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone per eventuali avvisi su chiusure, lavori o limitazioni in prossimità della diga e delle infrastrutture tecniche.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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