C’è una diga ma neanche la vedi: questo lago artificiale è così bello da aver trasformato persino le montagne

Un trekking intorno al Lago di Suviana, tra boschi, sentieri panoramici e una diga storica dell'Appennino bolognese.
Fabio Belmonte  | 05 Nov 2026

Camminare intorno al Lago di Suviana significa entrare nel cuore dell’Appennino bolognese, dove la storia dell’idroelettrico incontra boschi silenziosi e rive frastagliate. L’anello escursionistico di circa 12,62 km, con 353 metri di dislivello positivo, non è una semplice passeggiata sul lungolago: salite, discese e tratti di sentiero vero rendono il percorso un trekking completo, da programmare con attenzione e rispetto per l’ambiente.

L’invaso artificiale, incastonato tra castagneti, faggete e rimboschimenti di conifere, è il fulcro del Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, un’area protetta che racconta la trasformazione del paesaggio nel Novecento.

Oggi il lago è un punto di riferimento per chi cerca escursioni panoramiche, foliage autunnale e spunti di storia industriale, ma richiede anche prudenza: dopo l’incidente del 2024 alla centrale di Bargi, la percorribilità integrale dell’anello va sempre verificata prima di partire.

Trekking ad anello – Lago di Suviana, tra boschi e panorami dell’Appennino

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: zona di Suviana (Bologna, Emilia-Romagna)
  • Punto di arrivo: zona di Suviana (Bologna, Emilia-Romagna)
  • Lunghezza: circa 12,62 km
  • Durata: circa 5 ore e 37 minuti
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: circa 353 m+

Lago di Suviana, cuore d’acqua dell’Appennino bolognese

Il Lago di Suviana si trova tra i comuni di Castel di Casio e Camugnano, nell’Appennino bolognese, poco distante dal confine con la Toscana. È un grande bacino artificiale che occupa la valle del torrente Limentra di Treppio, incastonato tra montagne boscose, piccoli borghi e pendii un tempo coltivati.

Nato negli anni Trenta per alimentare gli impianti idroelettrici delle Ferrovie dello Stato, il lago ha cambiato in modo radicale il paesaggio. Al posto dei campi e dei collegamenti di fondovalle trovi oggi uno specchio d’acqua a quota 465 metri circa, circondato da castagneti, faggete e conifere che in autunno esplodono di colori.

La diga di Suviana, alta circa 97 metri secondo la documentazione storica, resta un segno imponente di questa trasformazione, anche se da molti tratti di riva non è visibile. Per chi ama il trekking, il lago è un perfetto punto di partenza per esplorare il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, dove natura e storia industriale convivono in pochi chilometri quadrati.

L’anello di 12,62 km: numeri, difficoltà e varianti possibili

 

L’anello trekking più citato intorno al Lago di Suviana è la traccia “Anello lago/bacino Suviana”, che descrive un percorso di 12,62 km con 353 metri di dislivello positivo. Nonostante la differenza tra quota minima e massima sia di circa 120 metri, la somma delle salite lo rende un itinerario di media difficoltà, da non sottovalutare.

Il tracciato alterna strade di collegamento, sentieri forestali e passaggi più vicini alle sponde, salendo e scendendo dai versanti per regalare scorci diversi sul bacino. Non è un giro completamente pianeggiante, né un semplice anello asfaltato: servono passo sicuro, un minimo di allenamento e scarponcini con buona aderenza, soprattutto con terreno bagnato o coperto di foglie.

Un punto delicato è l’area della centrale idroelettrica di Bargi. Dopo l’esplosione del 9 aprile 2024, che ha causato vittime e interventi tecnici prolungati, la percorribilità di alcuni collegamenti non può essere data per scontata. La traccia del 2023 va considerata una testimonianza precedente all’incidente, non una garanzia di accesso attuale: prima di affrontare l’anello completo è indispensabile verificare eventuali divieti e, se necessario, ripiegare su sentieri ufficiali alternativi, come il CAI 155 lungo una porzione della riva.

Boschi, foliage e fauna: l’atmosfera del parco vista dal sentiero

 

Intorno al Lago di Suviana ti muovi in un ambiente spiccatamente forestale. Nelle quote più basse dominano boschi misti di querce e castagni, mentre salendo verso i rilievi che guardano il Monte Calvi compaiono faggete più compatte e rimboschimenti di conifere. Camminare qui in autunno significa attraversare corridoi di foglie gialle, arancioni e brune, con il verde scuro degli abeti a fare da contrasto.

Il foliage non segue un copione fisso: varia di anno in anno a seconda di piogge, vento e sbalzi di temperatura. Spesso basta una perturbazione intensa per far cadere in pochi giorni gran parte delle foglie. Nelle giornate calme, però, la superficie del lago riflette le chiome colorate e i versanti sovrapposti, regalando punti panoramici ideali per una pausa zaino a terra.

Lungo i sentieri trovi tracce dell’antica economia montana: vecchi castagneti, terrazzamenti, aree un tempo destinate al pascolo. La fauna del parco comprende cervi, caprioli, piccoli mammiferi e numerose specie di uccelli. Tra settembre e ottobre, con un po’ di fortuna e silenzio, potresti ascoltare il bramito dei cervi che risuona nei boschi, anche se vederli non è affatto scontato nei settori più frequentati dagli escursionisti.

Come arrivare al Lago di Suviana e preparare l’escursione in sicurezza

Il Lago di Suviana si raggiunge in auto dalla valle del Reno, seguendo la SS64 Porrettana fino alla zona di Porretta Terme e proseguendo poi verso Castel di Casio, Camugnano e le località rivierasche. Lungo le sponde trovi diverse aree attrezzate, in particolare tra la diga e Fonte dell’Amore da un lato, e tra Querceti e Spiaggetta sull’altro versante: ottimi punti di partenza per giri più brevi o semplici passeggiate panoramiche.

Per affrontare l’anello di 12,62 km è consigliabile dedicare l’intera giornata, partendo al mattino. Il tempo registrato di oltre cinque ore è solo indicativo e non tiene conto di soste, fotografie e imprevisti. Porta con te scarponcini da trekking, abbigliamento a strati e impermeabile, acqua sufficiente, snack energetici e una traccia GPS offline, perché la copertura telefonica nei boschi è discontinua.

L’aspetto principale resta però la sicurezza: prima di metterti in cammino controlla sempre le comunicazioni dell’Ente parco e dei Comuni, con particolare attenzione a divieti e limitazioni vicino alla centrale di Bargi e alle infrastrutture idroelettriche. Evita in ogni caso strade di servizio, recinzioni, cancelli o aree industriali interdette. Se l’anello non è percorribile integralmente, scegli senza esitazioni un itinerario CAI ufficiale: in montagna il buon senso vale più di qualsiasi traccia trovata online.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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