
Ai piedi del versante orientale della Montagna Madre, in provincia di Chieti, sorge uno dei borghi più identitari e suggestivi dell’intero Appennino. Si tratta infatti di Fara San Martino, rinomata a livello internazionale come la capitale mondiale della pasta. Questo primato d’eccellenza deve la propria fortuna alla purezza sorgiva delle acque del fiume Verde, elemento cardine che da oltre un secolo alimenta rinomati marchi storici come De Cecco e Delverde. Tuttavia, oltre alla gloriosa epopea agroalimentare, il paese spalanca le porte su una natura selvaggia di incalcolabile bellezza geologica. Alle spalle delle ultime case si innalzano maestose pareti verticali di calcare, modellate nei millenni dall’azione incisiva dell’acqua piovana e dei torrenti. Varcare queste soglie rocciose regala un’avventura primordiale, dove l’archeologia medievale e la sacralità della montagna si fondono in un perfetto equilibrio.
Camminare all’interno di questa stretta fenditura naturale suscita sensazioni vertiginose fin dai primi passi. Il profumo del timo serpillo e della roccia calcarea riscaldata dal sole avvolge costantemente l’aria fresca di fondovalle. Inoltre, le pareti titaniche si avvicinano a tal punto da sfiorarsi in alto, schermando la luce e lasciando intravedere soltanto una sottile lama di cielo azzurro. Il silenzio austero del canyon viene scandito unicamente dal mormorio dell’acqua che filtra nelle cavità ipogee. Di conseguenza, l’avvicinamento ai resti del monastero medievale assume i contorni di una vera esplorazione mistica. Per gli appassionati di itinerari che coniugano storia secolare, tradizioni d’eccellenza e forre spettacolari, questo percorso abruzzese rappresenta una tappa obbligata.
L’itinerario prende il via dal comodo parcheggio situato all’ingresso delle Gole di San Martino, imboccando subito la stretta apertura tra i due colossi di calcare dove la roccia dista appena un paio di metri. Ci si incammina lungo il ghiaione pianeggiante del vallone, addentrandosi all’interno del canyon fino a raggiungere le suggestive vestigia millenarie dell’Abbazia di San Martino in Valle. Il percorso consente di ammirare da vicino il chiostro in pietra e le cappelle scavate sotto la balza rocciosa, prima di proseguire la camminata in leggera salita lungo il maestoso Vallone di Santo Spirito. Dopo aver apprezzato la solennità delle pareti montuose, si inverte la rotta tornando verso l’uscita delle gole per imboccare la passeggiata fluviale che costeggia il corso limpido del fiume Verde.
La traccia raggiunge l’antico lavatoio pubblico e la storica Gualchiera Orsatti, risalendo quindi verso le scenografiche Cascate del Verde e il bacino smeraldino delle sorgenti. Da qui il cammino si snoda verso il cuore urbano, varcando la monumentale porta con orologio per salire tra i vicoli del rione medievale di Terravecchia. L’itinerario completa infine il suo circuito ad anello, rientrando al punto di partenza tra scorci panoramici sui bastioni rocciosi della Majella.
Fara San Martino affonda le sue radici nel Medioevo. Il nome è di origine longobarda, deriva infatti da farah che significa insediamento. Il primo nucleo si sviluppò fra le splendide gole attorno all’Abbazia di San Martino in Valle di cui possiamo ammirare le rovine. Sempre al periodo medievale risalgono i primi edifici di culto del borgo antico. Rimasto per secoli sotto il controllo dei monaci benedettini, passò poi sotto il Pontefice e le varie famiglie nobili che si succedettero nel tempo.
Dal XIX secolo i primi pastifici artigianali iniziarono a produrre pasta, conquistando molto presto il mercato. Nota come “la capitale mondiale della pasta” ospita alcuni dei brand più rinomati quali De Cecco, Cav. Giuseppe Cocco, Pastificio Cavalier Felice Cipolla 1887. Perché Fara San Martino è la capitale mondiale della pasta? La presenza del fiume Verde con le sue sorgenti unita alla qualità del grano coltivato locale hanno portato alla nascita di una tradizione pastaia eccezionale. Qui storia, natura e tradizione convivono sapientemente combinandosi per rendere la pasta davvero speciale.
Arrivare a Fara San Martino è semplice, dista meno di un’ora da Chieti. Una volta qui ti suggeriamo di lasciare l’auto al Parcheggio Gole di San Martino. È il punto ideale sia per incamminarsi verso le magnifiche gole che per andare alla scoperta della capitale mondiale della pasta. In circa sei minuti giungerai all’inizio del paese dove troneggia il Monumento al Migrante, una statua di bronzo, che guarda alle gole e saluta la sua terra prima di lasciarla.
Se vuoi davvero osservare la vita di un tempo la Casa degli Antichi Mestieri, ovvero il Museo del patrimonio culturale, visitabile solo su appuntamento, è l’ideale.
Nei pressi si trova la Chiesa Madonna del Suffragio. Edificata nel 1750 conserva ancora gli interni in stile barocco. Accanto a questa vi è una suggestiva torre campanaria in pietra con una meridiana sulla facciata. Entrambi gli edifici sono praticamente uniti alla Chiesa Madre di San Remigio. La costruzione originale risalirebbe al XIII secolo, ma i continui terremoti e le varie ricostruzioni ne hanno dato l’aspetto odierno. Qui potrai ammirare il quadro “Circoncisione con i santi” del pittore Tanzio da Varallo che operò tra XVI e XVII secolo.
A due passi da qui tramite un arco, che passa sotto il campanile di un’antica chiesa, si arriva subito al Borgo di Terravecchia, il cuore medievale del paese. Un elemento curioso è la vecchia buca delle lettere in pietra finemente decorata e situata proprio sotto l’arco.
L’edificio che collega la parte vecchia con quella nuova è la Chiesa della Santissima Annunziata risalente all’anno 1044. Tra viuzze e piccole case giungerai a un meraviglioso punto panoramico ammirando il resto del borgo e la montagna che lo avvolge!

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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