
C’è un luogo, incastonato nel cuore pulsante dell’Appennino, dove il cielo si specchia in infinite gocce di smeraldo, e l’aria è intrisa del profumo di pino e di libertà. Non è solo un parco; è una sinfonia di natura primordiale, un angolo di mondo dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca in cui i ghiacciai scolpivano la terra.
Stiamo parlando del Parco dei Cento Laghi, quel gioiello naturalistico che si estende maestoso tra l’Emilia-Romagna e la Toscana. Dimenticate la frenesia, spegnete il rumore e preparatevi a riempire gli occhi e l’anima. Vi basteranno solo 100 specchi d’acqua alpina, 100 abbracci cristallini, per sentirvi completamente rigenerati?
Se cercate un’esperienza che va oltre il semplice trekking, un viaggio che risvegli la meraviglia e lasci un segno indelebile nel vostro cuore, siete nel posto giusto. Siete pronti a lasciarvi incantare dal sentiero che vi condurrà attraverso un parco che, ve lo assicuriamo, vi lascerà letteralmente senza parole?

Il Parco dei Cento Laghi, situato tra l’Emilia Romagna e la Toscana, è un vero paradiso per gli amanti del trekking.
Esploreremo un affascinante percorso che parte dal Rifugio Lagdei, passa per il suggestivo Lago Santo, per poi raggiungere la vetta del Monte Marmagna. Una combinazione di panorami mozzafiato, laghi cristallini e una cima panoramica rende questa escursione un’esperienza indimenticabile.
Il punto di partenza di questa avventura è il Rifugio Lagdei (1250 m) incastonato in una splendida conca verde ai piedi del Parco dei Cento Laghi. Circondato da boschi di faggi e abeti il rifugio è molto accogliente per un buon inizio. Qui è possibile trovare ristoro, pernottare, ed esplorare la piccola torbiera nelle vicinanze.
L’escursione comincia alle spalle del rifugio, imboccando il sentiero 727 che va subito in mezzo per un fitto bosco di abeti rossi e faggi secolari. All’inizio il percorso è abbastanza dolce e si fa un ruscello su una passerella di tronchi per poi collegarsi a una vecchia mulattiera acciottolata. Tale mulattiera si risale il pendio con una serie di tornanti. Man mano che ci si alza la vegetazione si dirada e il panorama si apre finché non si arriva allo specchio d’acqua del Lago Santo Parmense (1508 m).

Il Lago Santo, il più grande lago naturale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sta su una bella conca glaciale tutta incorniciata dalle cime del Monte Marmagna, Monte Aquilotto e Monte Sterpara. L’acqua è intensamente blu e verde e riflette tutto, e lì ci trovi sulle sponde il Rifugio Mariotti, un rifugio storico del 1882, grosso punto di riferimento per la zona.

Dopo aver costeggiato il lago il sentiero riprende a salire gradualmente tra gli abeti passando per la pineta, e qua ci sono i primi scorci sulle vallate. Dopo un po’ di torba in una conca il bosco finisce e arrivano i pendii erbosi superiori del Monte Marmagna. Da lì il sentiero si inerpica in diagonale fino alla Sella del Marmagna (1730 m), tra l’Aquilotto e la vetta.
L’ultimo pezzo è sul sentiero 00, più ripido, dove ti aspettano le pietraie. La fatica(ccia) dell’ascesa viene ripagata dalla croce di vetta del Monte Marmagna (1851 m) col panorama a 360°. Ci vedi l’Appennino Tosco-Emiliano, la Pianura Padana, il Mar Ligure e pure le Alpi Apuane.
Fermati, goditi il tutto, e poi riscendi verso Lagdei.


Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.
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