Grigna Settentrionale, escursioni in Lombardia tra il lago di Como e la Valsassina

Grigna Settentrionale
Grigna Settentrionale, alla scoperta dell'Alta Lombardia

Il Gran Bike Tour Grigna Settentrionale è un ampio percorso che permette di esplorare in mountain bike un’area ricca di suggestioni naturalistiche in cui immergersi.

Il Parco Regionale della Grigna Settentrionale si estende per circa 5mila ettari attorno al massiccio delle Grigne. 

La roccia calcarea qui prende conformazioni eccentriche e curiose, in un frammezzarsi di campi coltivati e pascoli dai panorami incontaminati.

I suoi confini naturali sono il lago di Como, la  Val d’Esino e la Valsassina, in un territorio incastrato tra le cime occidentali delle Alpi Orobie.

Ci troviamo tra comuni di Cortenova, Esino Lario, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno, Varenna.

Un luogo tra natura e arte: abetaie con esemplari centenari, pascoli e maggenghi, i prati di media quota, ma anche splendide chiese ricche di affreschi. E, tutt’intorno, una profusione di baite e piccoli nuclei rurali in cui il fascino del tempo è intatto.

Un luogo tutto da scoprire, anche in mountain bike: tanti i sentieri in proposito, tra cui appunto un grand tour anzi, un Grand Tour Bike di una ventina di chilometri.

Informazioni utili

  • Lunghezza: 22,15 chilometri
  • Durata: 4 ore circa
  • Principali punti attraversati: Pasturo-Balisio-laghetto Alpe Cola-Rifugio Antonietta al Piallerol località Magri/Chiesetta San Calimero, Rifugio Riva
  • Livello di difficoltà: Media-Difficile
  • Dislivello: 1990 metri circa
  • Tipologia di itinerario: Bike
  • Partenza e arrivo: Barzio

A piedi e bici in spalla nella Grigna Settentrionale

La zona della Grigna vista da Barzio

L’itinerario della Grigna Settentrionale è abbastanza impegnativo, pedalabile solo per l’80-85% circa del percorso, con tratti di bosco ripido e sconnesso.

Occhio ai tratti in salita, che necessitano di una buona tecnica alla guida della bike, decisa e lenta. Sentieri e sterrate sono piuttosto irregolari con la presenza di detrito talvolta anche di grosse dimensioni.

Gradini anche se non molto alti, avvallamenti, rocce sparse e detriti instabili, solchi si incontrano pure per le discese tra mulattiere e sterrati molto irregolari.

Sono segnalati alcuni tratti particolarmente critici:

  • La salita in località Pra Sagn, caratterizzata da un bosco abbastanza ripido con fondo inconsistente che diventa fangoso dopo le piogge.
  • La discesa in località Pertus, ripida, scivolosa e fangosa (dopo la pioggia) su roccia.
Le cascate della Valsassina

Il Grand Bike Tour della Grigna Settentrionale parte da Barzio (siamo in provincia di Lecco), sede della Comunità Montana Valsassina.

1200 metri di altezza, il comune è noto come la “Perla della Valsassina”. Si va poi verso Pasturo, che è citato addirittura nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: vi si trova la casa di Agnese, mamma di Lucia Mondella.

Qui siamo su una strada comunale su fondo asfaltato, fino a un distributore di benzina nei pressi di una rotonda.

Si sale dalla strada sulla sinistra su un tratto ripido fino al primo tornante e ci si mantiene a sinistra fino alla località Gorio da dove si imbocca un tracciato in salita fino all’alpeggio Piazza di Rien.

Il nostro itinerario prosegue in mezzo al bosco, fra percorsi pianeggianti e piccole discese: la meta è la strada sterrata che sale da Balisio, dove si trova la cappelletta del Sacro Cuore. Siamo sui 890 metri di altitudine.

Tenere sempre la sinistra per risalire sulla strada dei Grassi Lunghi, in parte cementata. Il prossimo obiettivo, dopo aver superato una valletta e una baita diroccata, è la salita verso l’Alpe Pra Sagn.

Ci si mantiene sempre a sinistra del prato e si supera una serie di tornanti in salita, che continua tra alcuni tratti pianeggianti, per l’Alpe Cova, dove c’è un suggestivo laghetto in cui si specchiano le Grigne e i boschi tutto intorno.

Da qui, una strada sterrata pianeggiante porta a un ampio spiazzo panoramico dove un tempo sorgeva il Rifugio Tedeschi al Pialleral, spazzato via da una enorme valanga nel 1986. Oggi nei pressi c’è il Rifugio Antonietta al Pialleral, siamo a circa 1400 metri.

Quindi si scende verso la località Pertus, 1442 metri, tratto ripido e impegnativo, guadando anche un torrente: siamo sotto i costoni del Grignone meridionale, in un bosco di faggi che porta in località Prabello di sotto.

Avanti verso pascoli verdeggianti, si risale sulla strada agro-silvo-pastorale Pasturo/Prabello. A questo punto si scende, mantenendo la destra al bivio e dirigendoci verso i pascoli in località Magri, presso la Chiesetta di San Calimero, bianca con il tetto spiovente rosso: l’ultima domenica di luglio vi si celebra la tradizionale festa con messa e pranzo in compagnia.

Dopo brevi tratti ripidi ma soprattutto leggere discese, si giunge alla sterrata che attraversa l’Alpe Poree, per arrivare  alla Cascina di Pialanchetta.

L’altitudine è sui mille metri. Si va avanti su strada sterrata e dentro il bosco da cui si arriva con impegno e con un tratto pianeggiante al Rifugio Riva, 1022 metri (qui si può anche dormire).

A questo punto, la discesa ci porta con un’ampia sterrata alla località Nava, quindi alla frazione di Baiedo, immettendosi sulla  ciclabile che riporta a Barzio.

GoodTrekking

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