Giro del Monte Kailash, trekking tra le vette del Tibet

Giro del Monte Kailash
Giro del Monte Kailash

Un viaggio avventuroso tra natura e spiritualità, tra coraggio, spirito di adattamento e religione: in Asia per affrontare il Monte Kailash, in uno dei luoghi più sacri al mondo

Se pensate che il Paradiso possa essere raggiunto solo in altra vita vi sbagliate. Esiste un luogo, sulla terra, che apre davvero le porte del Paradiso. Poco conosciuto in Occidente, è uno dei luoghi più sacri al mondo, venerato da Buddisti, Induisti e Gianisti. Stiamo parlando del Monte Kailash, nell’estremo ovest del Tibet: una montagna sacra, alta 6.714 metri e considerata la sorgente di ogni potere sulla terra.

Raggiungere il Paradiso, dunque, è missione ardua ma non impossibile, anzi. Il monte Kailash è da sempre la meta più importante per i pellegrini orientali ed alcuni occidentali che, seguendo i dettami della leggenda, circumambulano il monte per vedere cancellati tutti i peccati.

Ma il Monte Kailash non è solo questo. La montagna sacra per eccellenza offre un paesaggio unico in uno degli scenari naturali più affascinanti di tutto il pianeta. Scorci scenografici irripetibili sulla catena dell’Himalaya, i laghi, le piane, le due ed i pianori per un’esperienza ed un viaggio tra luoghi remoti ma magnifici, ricchi di significati culturali e spirituali.

E allora se volete provare la sensazione di arrivare in Paradiso ma allo stesso tempo vivere un’avventura a metà strada tra natura e spiritualità non potete non provare il Giro del Monte Kailash, il trekking per eccellenza nel Tibet.

Giro del Monte Kailash, tra natura e spiritualità

Giro del Monte Kailash, il kora verso l’eternità

I buddisti lo affrontano in senso orario come gli Induisti, mentre i seguaci Bon in senso antiorario. C’è poi chi lo fa per spirito di avventura e voglia di conoscenza. Ad ogni modo affrontare il kora, l’itinerario circolare intorno al Monte Kailash, significa effettuare un percorso piuttosto impegnativo, lungo 53 km tra sentieri impervi, strutture ricettive non sempre adeguate, dislivelli notevoli arrivando fino a 5.600 metri di quota. Spirito di avventura e di adattamento sono le carte necessarie per affrontare il percorso essendo consapevoli che ci si reca in un luogo remoto, abitato da popolazioni antiche, legate ancora a rituali sacri e lontane dal progresso. Luoghi che traboccano di spiritualità, fatti di gente che ciclicamente abbandona i loro villaggi per compiere il periplo della montagna, il kora appunto, per cercare di avvicinarsi, anche solo per un po’, all’eternità.

E anche se per molti occidentali conta poco il lato spirituale l’itinerario intorno al Monte Kailash rappresenta uno dei luoghi più ambiti in cui recarsi almeno una volta nella vita per assaporare e conoscere da vicino il Tibet più autentico; affrontare le sfide della natura e compiere anche un viaggio su se stessi avvicinandosi alla vetta della montagna sacra che, tra laghi e pianori, si erge solitaria ed austera.

Giro del Monte Kailash, il kora verso l’eternità

Giro del Monte Kailash: informazioni utili

Lunghezza 53 km
Durata Almeno 15 giorni
Principali punti attraversati Il Lago di Manasarovar, Monasteri di Monasteri di Seralung, Trugo, Gossal, Chiu
Livello di difficoltà Medio
Dislivello 2000 metri
Tipologia di itinerario Trekking
Partenza e arrivo   Kathmandu – Kathmandu

Giro del Monte Kailash, il percorso

Prima di dedicarci all’itinerario di viaggio vi vogliamo dare delle piccole indicazioni in merito al percorso. Nel fare il Giro del Monte Kailash dovrete fare i conti con l’alta quota, problema oggettivo e principale di questo percorso. La quota può provocare disturbi fisici e anche emotivi. Non per tutti ovviamente è così ma per chi non ce la fa a reggere i continui dislivelli può affrontare l’itinerario anche a cavallo.

Altra nota da tenere a mente è quella dell’alloggio. È preferibile usare la tenda in quanto le guest house disponibili sul tragitto sono poche e non sempre molto confortevoli. Percorrere il kola nella sua interezza richiede molto tempo, un minimo di 15 giorni, anche 20 se desiderate fare tutto il percorso a piedi, diversamente potrete usare, per alcuni tratti, delle jeep da noleggiare. Ogni giorno, tenendo una tabella di marcia stabile, si percorrono in media 200 km (ma a volta anche di più) per almeno 7 ma anche 8 ore di cammino.

Ma ora lasciamo da parte i consigli e dedichiamoci al nostro itinerario. Saranno giorni avventurosi che da Kathmandu, capitale del Nepal, ci porteranno in Tibet, nella piccola cittadina di Nyalam. Inizia da qui il viaggio vero e proprio verso il kora. Un primo giorno che ci servirà ad acclimatarci per poi iniziare a percorrere strade tortuose che salgono tra le montagne attraversando paesaggi mozzafiato. Antichi monasteri, dune di sabbia, villaggi arroccati tra le valli, come Saga e Paryang a quota 4.450 metri, fino a raggiungere quella che viene considerata la gemma turchese del periplo della montagna, il lago sacro dei Tibetani, il Manasarovar, a quota 4520 metri, in cui si specchia il Monte Kailash.

Giro del Monte Kailash, l’itinerario

Da qui parte il kora, con la circoambulazione del Lago Manasarovar. Non solo un percorso rituale ma anche un tragitto di estrema bellezza naturale. Una moltitudine di monaci e pellegrini vi si affiancheranno a piedi scalzi nel percorso, in meditazione silenziosa per come vuole la tradizione. A voi la scelta, scalzi o meno, percorrerlo interamente a piedi oppure solo un tratto ed il restante anche in jeep se dovrete sottostare alle tempistiche limitate.

Lungo la strada è doverosa la visita ai Monasteri di Seralung, Trugo, Gossal, Chiu fino ad arrivare a Darchen, il punto di partenza per il kola per i pellegrinaggi asiatici. Da qui inizia, infatti, il trekking verso la parte interna del Monte Kailash. Passeremo per Diraphuk fino al Passo Dolma-La arrivando a quota 5.670 metri, uno dei punti più alti di tutto il percorso. E ancora lungo il Giro del Monte ammiriamo Shivasthali, Gaurikunda, Zhuthulphuk per fare ritorno a Manasarovar, punto iniziale e finale del periplo. Di qui si ritornerà a Kathmandu per il ritorno in patria.

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