
La Capanna Scaletta è uno dei punti di riferimento per gli escursionisti in Ticino, il cantone della Svizzera confinante con l’Italia. Il perché di cotanta celebrità è presto detto: oltre a essere il rifugio più a nord del Ticino, garantisce dei posti letto – dieci per la precisione, ma nel resto dell’anno sono molti di più – anche d’inverno. Da metà giugno a metà ottobre infatti è presente un guardiano, altrimenti è aperta la struttura più piccola che comunque è ugualmente confortevole. Prima però occorre spiegare dove ci troviamo. La Capanna Scaletta è stata inaugurata nel 1995 – la sua costruzione quindi è abbastanza recente – e si trova Siamo nell’alta Val Blenio, ovvero la valle che dal fondovalle di Biasca sale verso nord fino a incontrare i confini con i Grigioni.
Qui a dominare ci sono vallate dedite ai pascoli e boschi di larici, solcati da torrenti impetuosi e da cui svettano cime che arrivano anche ai 3000 metri di altitudine. Inoltre si tratta di una delle valli meno turistiche e incontaminate della zona, dove poter vivere appieno tutta la bellezza della montagna nella massima tranquillità. Insomma, difficile chiedere di meglio. La Capanna Scaletta così sorge a 2205 metri di altitudine, su un balcone naturale sopra il Pian Geirett. Quello di oggi è l’itinerario più comune per arrivare al rifugio, un’escursione bella e comunque impegnativa al tempo stesso, dov’è importante avere un passo sicuro e indossare delle calzature adatte ai piedi.
Il nostro itinerario che ci porta dritti alla Capanna Scaletta parte dalla zona di Baselga, poco sotto Ghirone. Come detto in precedenza siamo in Val Blenio e, al nostro punto di partenza, ci si arriva in auto da Bellinzona andando in direzione di Olivone. Da qui poi in pochi chilometri si arriva a Ghirone dove non mancano i parcheggi. In alternativa si può arrivare anche in autobus con le Autolinee Bleniesi, una soluzione questa sempre più gettonata ormai in montagna.
Una volta in cammino, da Baselga occorre superare l’abitato e, una volta attraversato il ponte del fiume Brenno, ecco che parte il sentiero che pian piano inizia a salire. Man mano che si procede il sentiero si stacca progressivamente dalla strada, entrando in un ambiente quasi ovattato dove si cammina immersi nella natura. Al tempo stesso però anche le pendenze iniziano a farsi più impegnative, con la salita che è lunga e costante.
Questo tratto oltre a essere impegnativo è anche molto suggestivo. La salita non concede tregua, ma si cammina in un susseguirsi di cascate, ruscelli e boschi di larici. In più sono stato fortunato e ho avvistato anche delle marmotte. Più ci si avvicina alla vetta e maggiormente la vegetazione però si dirada. Dopo circa 8 chilometri dall’inizio dell’escursione ecco però che di colpo si piomba alle spalle della Capanna Scaletta.
La fatica non è stata poca, ma vi assicuro che ne vale la pena. Questo rifugio alpino infatti è un balcone naturale sopra il Pian Geirett: la vista è ampia e senza ostacoli su tutta la Valle di Blenio e – nelle giornate più limpide – arriva a distinguersi persino il Monte Generoso. Una volta riposati e rifocillati, a questo punto non resta che fare il percorso a ritroso – facendo attenzione al primo tratto della discesa che può presentare alcuni tratti difficili – per ritornare così al punto di partenza.

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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