Dormire di fronte a una lingua di ghiaccio che scompare: la magia della Cabane de Moiry e della sua vetrata panoramica

Fabio Belmonte  | 03 Ago 2026

Arrivare alla Cabane de Moiry significa guadagnare un affaccio privilegiato su uno dei ghiacciai più spettacolari del Vallese, al termine di un sentiero ad anello che sembra inseguire il ghiaccio curva dopo curva. A ogni passo il paesaggio cambia: la lingua del Glacier de Moiry scende verso valle, seracchi e crepacci si fanno più nitidi, il lago di Châteaupré resta alle spalle come un segno turchese tra morene e rocce.

Percorrendo questo itinerario ho avuto la sensazione di entrare lentamente nel regno dell’alta quota, senza bisogno di corda o ramponi, ma con lo stesso rispetto che si porta in un ambiente d’alta montagna. È una salita relativamente breve, ma intensa, che trova il suo culmine davanti alla grande vetrata del rifugio, dove la vista sul ghiacciaio riempie l’orizzonte e invita a fermarsi, ad ascoltare il silenzio e il respiro lento del paesaggio.

Trekking ad anello – Cabane de Moiry e lago Châteaupré da Couronne de Bréona

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Fermata dell’autobus di Couronne de Bréona, presso il lago Châteaupré (Vallese)
  • Punto di arrivo:Fermata dell’autobus di Couronne de Bréona, presso il lago Châteaupré (Vallese)
  • Lunghezza: circa 5,96 km
  • Durata: circa 2 ore e 59 minuti
  • Difficoltà: moderato
  • Dislivello: circa 450 m+

Mappa

Cabane de Moiry: un balcone sul ghiacciaio del Vallese

La Cabane de Moiry si trova nel Canton Vallese, in fondo al Val de Moiry, poco sopra il lago di Châteaupré e non lontano dal bacino artificiale di Moiry. Il Club alpino svizzero indica per il rifugio una quota di 2.825 metri, mentre il sito della struttura parla di 2.837 metri: una differenza minima, che non cambia la sostanza dell’esperienza. Dal suo sperone roccioso lo sguardo abbraccia il Glacier de Moiry, disteso sotto il Grand Cornier, tra pareti, nevai e imponenti zone fratturate.

L’itinerario ad anello che parte dal lago Châteaupré misura circa 5,96 chilometri, con un dislivello di 450 metri e un tempo di percorrenza intorno alle tre ore. È classificato come escursione di difficoltà moderata, ma la quota, il terreno pietroso e l’ultima rampa richiedono passo sicuro e condizioni meteo stabili. Percorrendolo, ho trovato un sentiero mai banale, che alterna tratti panoramici più morbidi a brevi strappi su rocce e sfasciumi, tipici dell’alta montagna alpina.

Anello dal lago Châteaupré: tra morene, pietraie e viste sul ghiacciaio

Il giro inizia dalla fermata del bus presso il lago Châteaupré, dove termina la strada asfaltata che risale il vallone. Il sentiero prende subito quota sul versante, costeggiando dapprima la morena e offrendo scorci crescenti sul Glacier de Moiry. Nei primi minuti si distingue soprattutto la parte inferiore del ghiacciaio, ma salendo compaiono seracchicrepacci e le conche nevose che scendono dalle cime soprastanti. Ho apprezzato questo progressivo cambio di prospettiva: ogni sosta era una foto diversa sullo stesso paesaggio.

Dopo circa tre chilometri si raggiunge la cabane. L’ultimo tratto è il più impegnativo: una serie di tornanti su terreno roccioso e detritico che, con neve residua o ghiaccio mattutino, possono diventare scivolosi. Non servono attrezzature alpinistiche, ma una buona abitudine ai sassi e alla quota aiuta. La discesa chiude l’anello riportando verso un bel punto panoramico sul lago, prima di rientrare alla fermata di partenza: una conclusione dolce, con il blu dell’acqua che richiama lo sguardo dopo tanto bianco e grigio di ghiaccio e rocce.

Un rifugio tra storia alpina e grande vetrata sul ghiacciaio che si ritira

 

La parte più antica della Cabane de Moiry risale al 1924, quando i rifugi erano basi spartane per guide e alpinisti diretti verso il Grand Cornier, la Pigne de la Lé e le Pointes de Mourti. Nel corso del Novecento la struttura è stata ampliata, ma la svolta è arrivata nel 2010, con il restauro della capanna originaria e l’aggiunta di una nuova ala contemporanea in legno, metallo e rame. All’interno, la grande sala comune si apre attraverso una vetrata panoramica che trasforma il ghiacciaio nel vero protagonista: seduto al tavolo, ho avuto la sensazione che il fronte di ghiaccio entrasse quasi nella stanza.

Il rifugio, di proprietà della sezione di Montreux del Club alpino svizzero, offre oggi 96 posti letto e un locale di emergenza separato, accogliendo non solo alpinisti ma anche escursionisti curiosi. Proprio quella vetrata, però, racconta un paesaggio in cambiamento: i dati GLAMOS segnalano per il Glacier de Moiry un ritiro marcato negli ultimi decenni, con una riduzione dell’area di circa il 15% tra i dati storici e il 2010. Dalla sala comune si riconoscono le tracce di questa trasformazione: morene più ampie, rocce affioranti e nuovi specchi d’acqua che occupano gli spazi lasciati liberi dal ghiaccio.

Organizzare l’escursione: trasporti, attrezzatura e pernottamento alla Cabane de Moiry

Per raggiungere il punto di partenza dell’anello è possibile utilizzare il trasporto pubblico: la linea estiva del PostAuto serve il vallone di Moiry, con collegamenti per Vissoie e Grimentz. La scheda 2026 indica corse giornaliere dal 27 giugno all’11 ottobre, ma conviene sempre verificare orari e frequenza, soprattutto tra settembre e ottobre, quando il servizio può essere ridotto. Personalmente preferisco arrivare in bus: consente di godersi la salita senza pensare al rientro in auto lungo le strette strade di valle.

Sul piano dell’equipaggiamento, servono scarponi con buona aderenza, abbigliamento caldo a strati, protezione da sole e vento e una riserva d’acqua adeguata. La quota superiore ai 2.800 metri può farsi sentire, specie se non si è abituati: consiglio di procedere con calma e considerare i tempi indicati come stime, non come obiettivi da battere. Il pernottamento alla Cabane de Moiry, con camerate e pasti semplici in stile capanna alpina, richiede prenotazione, quasi obbligatoria nei fine settimana estivi. Nei periodi non custoditi resta un locale di emergenza, riservato a chi possiede esperienza, autonomia e attrezzatura adeguata all’alta montagna.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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