Non è Marte, ma un’isola europea: qui la terra è nera e rossa e i vulcani hanno disegnato il paesaggio

Tra crateri, montagne color ruggine e distese di lava nera, un paesaggio modellato da sei anni di eruzioni sembra appartenere a un altro pianeta.
Fabio Belmonte  | 22 Ott 2026

Camminare ai margini del Parco nazionale di Timanfaya è un po’ come infilarsi dentro una lezione di geologia a cielo aperto, con la differenza che qui la lavagna è fatta di lava nera, crateri rossi e vento atlantico. Siamo a Lanzarote, nel cuore delle Canarie, dove tra Yaiza e le Montañas del Fuego il paesaggio si accende di contrasti netti: case bianche, campi coltivati, deserti di roccia vulcanica che sembrano arrivare da un’altra epoca.

In questo scenario si snoda un trekking ad anello di 10,2 chilometri, accessibile ma esposto, che permette di osservare dall’esterno il territorio di Timanfaya e del vicino Parque Natural de Los Volcanes, senza violare le regole di conservazione del parco nazionale. È un itinerario perfetto per chi ama i sentieri panoramici, le lunghe aperture sull’orizzonte e la sensazione di avanzare in un paesaggio ancora in lenta trasformazione, modellato dal fuoco e dal tempo.

Trekking ad anello – Campi di lava e panorami di Timanfaya da Yaiza

Mappa

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Fermata dell’autobus di Yaiza, Lanzarot
  • Punto di arrivo: Fermata dell’autobus di Yaiza, Lanzarot
  • Lunghezza: circa 10,2 km
  • Durata: circa 2 ore e 41 minuti
  • Difficoltà: media
  • Dislivello: circa 90 m+

Timanfaya e Yaiza: dove inizia il tuo trekking vulcanico a Lanzarote

Nel quadrante occidentale di Lanzarote, il Parco nazionale di Timanfaya protegge circa 52 chilometri quadrati di paesaggio vulcanico puro, nato in gran parte dalle grandi eruzioni del 1730-1736. Intorno, il più ampio Parque Natural de Los Volcanes estende crateri, campi di lava e coni spenti ben oltre i confini del parco nazionale, fino a lambire i campi coltivati e i borghi bianchi.

Yaiza è uno di questi borghi-sentinella. Situato ai margini meridionali dell’area vulcanica, conserva un centro raccolto, case imbiancate a calce e una forte identità legata alle eruzioni storiche. Per chi ama camminare, Yaiza è soprattutto un ottimo campo base: qui parte un anello escursionistico di 10,2 chilometri che permette di attraversare terreni lavici, affacciarsi sui rilievi di Timanfaya e rientrare in paese, senza entrare nel nucleo a accesso controllato del parco nazionale.

Il risultato è un’esperienza duplice: da un lato vivi il paesaggio lunare di Lanzarote passo dopo passo, dall’altro mantieni il rispetto per un ecosistema fragile, dove anche un singolo fuori-traccia può lasciare segni duraturi sulla roccia e sulla vegetazione pioniera.

Montañas del Fuego e dintorni: un paesaggio tra Marte e Atlantico

 

Le celebri Montañas del Fuego sono il cuore scenografico del Parco nazionale di Timanfaya: una serie di rilievi, coni e crateri di tonalità rosse, nere e ocra, immersi in un mare di lava solidificata. Qui il terreno racconta ancora le eruzioni settecentesche, con superfici caotiche di blocchi sovrapposti alternate a colate più uniformi, segno di materiali e velocità diverse durante il raffreddamento.

All’Islote de Hilario, il principale punto di accesso turistico, le dimostrazioni geotermiche svelano il calore ancora presente nel sottosuolo: l’acqua versata nei tubi evapora in pochi istanti, ricordando che questo paesaggio, per quanto apparentemente immobile, è ancora vivo. La Ruta de los Volcanes, percorsa solo con autobus autorizzati, consente di attraversare il settore più delicato senza calpestare direttamente le rocce.

Oltre il confine del parco, il paesaggio vulcanico continua nel Parque Natural de Los Volcanes. È qui, tra campi di lava scura, rilievi come Montaña Rajada e Caldera Quemada e rade macchie di vegetazione, che il trekking da Yaiza trova il suo scenario ideale: un equilibrio raro tra accessibilità escursionistica e percezione autentica di un territorio plasmato dal fuoco.

L’anello di 10,2 km da Yaiza: il trekking panoramico tra lava nera e borghi bianchi

 

Il percorso ad anello da Yaiza misura 10,2 chilometri, con un dislivello positivo di circa 90 metri e una difficoltà complessiva considerata media. La fatica, più che dalle salite, deriva dalla distanza e dall’esposizione: il sole delle Canarie e il vento atlantico non vanno sottovalutati, soprattutto nei mesi estivi.

Si parte nei pressi della fermata Aljibe de Yaiza, punto di contatto con il Camino Natural de Lanzarote, il GR-131 che taglia l’isola da Órzola a Playa Blanca. Una scalinata in pietra introduce a un paesaggio via via più aperto, dove il bianco del borgo lascia spazio alle prime distese vulcaniche. Sullo sfondo compaiono i coni della Montaña de Timanfaya, della Montaña Rajada e della Caldera Quemada, ottimi riferimenti visivi lungo la marcia.

Intorno al quinto chilometro si entra nel cuore dei campi di lava del Parque Natural de Los Volcanes: rocce scure, superfici irregolari e macchie di vegetazione resistente alla siccità. Il rientro verso Yaiza tocca Plaza de Nuestra Señora de los Remedios, con la chiesa omonima e la Casa de la Cultura Benito Pérez Armas, prima di chiudere l’anello. È un trekking da affrontare con traccia affidabile, attenendosi rigorosamente ai sentieri consentiti e senza sconfinare nelle aree protette del parco nazionale.

Come organizzare la visita: accessi, percorsi autorizzati e consigli da trekker

Visitare Timanfaya richiede una buona pianificazione, soprattutto se vuoi alternare i percorsi a piedi alle visite organizzate. Il settore delle Montañas del Fuego si raggiunge lungo la LZ-67 tra Yaiza e Tinajo e si visita tramite autobus ufficiali sulla Ruta de los Volcanes: non è consentito entrare in auto fino ai crateri né muoversi liberamente a piedi in questa zona.

Per chi cerca escursioni guidate, il parco propone la Ruta de Tremesana, un itinerario di circa 3 chilometri con prenotazione obbligatoria, e la Ruta del Litoral, lungo la costa vulcanica, circa 9,75 chilometri di percorso impegnativo su terreni irregolari. Sono tracciati distinti dal giro ad anello di Yaiza e prevedono condizioni specifiche di accesso, illustrate sui canali ufficiali.

Sul piano pratico, il consiglio è di camminare nelle ore più fresche, portare almeno 1,5–2 litri d’acqua, copricapo, crema solare ad alta protezione e scarpe da trekking con buona aderenza sulla roccia vulcanica. Rispettare i divieti di uscire dai sentieri, raccogliere pietre o calpestare licheni significa contribuire alla conservazione di un paesaggio unico, dove ogni impronta fuori posto può durare anni.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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