Campo Imperatore, escursioni nel Parco Nazionale del Gran Sasso

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Trekking a Campo Imperatore

Campo Imperatore, il cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

150mila ettari, tre regioni, 5 province, 44 comuni, oltre 2600 piante di cui 12 endemiche (ci sono solo qui), 59 orchidee spontanee, 2 piante carnivore, lupi, camosci appenninici, aquile reali, questi sono alcuni numeri di quest’area colossale intorno a Campo Imperatore.

Nell’area c’è il più esteso altopiano dell’Appennino, Campo Imperatore (provincia dell’Aquila), base ideale per escursioni in grado di svelare eccellenze naturalistiche di grande impatto.

Il luogo ammalia da subito per la sua dirompente bellezza e può vantare numeri davvero da record: lungo 20 km, largo dai 3 ai 7 km, altezza tra i 1500 e i 1900 metri, con spazi incredibili a perdita d’occhio, soprattutto, per via della sua vegetazione erbacea molto ampia, che lo riveste come  un vasto manto.

Il paesaggio di origine tettonica, è modellato dall’azione creativa di un ghiacciaio attivo fino a circa 15mila anni fa, il più grande dell’Appennino, in grado di coprire oltre 20 km quadrati, scendendo dalla valle di Monte Aquila fino alle Coppe di Santo Stefano.

Il risultato è un pendio che sale con dolcezza, un alternarsi di pianure alluvionali con i resti lasciati dall’arretramento del ghiaccio, le morene, circhi glaciali, pareti rocciose, fiumare, brecciai, pascoli.

Un gioiello coronato da monti che toccano il cielo, tutti sopra i 2mila metri, solo per citarne qualcuno, Corno Grande, Monte Aquila, Monte Scindarella, Monte Portella, Monte Prena, Monte Camicia, Monte Brancastello. La morfologia di Campo Imperatore lo fa assomigliare a un “Piccolo Tibet”, come l’hanno soprannominato, in cui il clima continentale è freddo d’inverno e fresco d’estate. Un habitat elettivo scelto dalla vipera dell’Orsini, un piccolo serpente protetto che si nutre di insetti, arrivata qui dai Balcani e dalle steppe euroasiatiche.

A Campo Imperatore (si trova un albergo con 50 stanze e il ristorante) si giunge in auto o in funivia da Fonte Cerreto, da Assergi per il valico della Fossa di Paganica, o dal borgo medievale di Castel del Monte per il valico di Capo la Serra, oppure da  Farindola per il Vado di Sole.

Ecco due percorsi da provare.

L’anello di Campo Pericoli

Un incantevole panorama lungo un percorso pieno di meraviglie

Un percorso ad anello adatto pure a chi non è un escursionista esperto e ai bambini, da realizzare anche in mezza giornata, partendo da Campo Imperatore, toccando l’anfiteatro di Campo Pericoli e il Passo di Monte Portella, raggiungendo il Rifugio Garibaldi.

La partenza è posta all’albergo di Campo Imperatore, quota 2130 metri. Si procede alla sinistra dell’Osservatorio e si sale attraverso alcuni tornanti, alla fine dei quali si va verso destra e i pendii del Passo di Monte Portella 2260 metri. Si prosegue per la Sella di Monte Aquila, siamo a circa 2330 metri.

Si scende verso destra traversando Campo Pericoli: questa è una conca glaciale attorno ai 2100 metri. Al primo bivio si va a sinistra arrivando al Rifugio Garibaldi, 2231 metri, il più antico di tutto il Gran Sasso, costruito nel 1886 (12 posti letto e 8 in un piccolo locale). Quindi si ridiscende verso i 2156 metri del Passo del Lupo, si attraversa il versante sud di Monte Portella per ritornare a  Campo Imperatore.

Informazioni utili 

Lunghezza 7,5 km
Durata 4 ore
Principali punti attraversati Passo di Monte Portella-Sella di Monte Aquila-Campo Pericoli-Rifugio Garibaldi-Passo del Lupo
Livello di difficoltà Facile
Dislivello 400 metri
Tipologia di itinerario Trekking
Partenza e arrivo Campo Imperatore

Verso il tetto d’Abruzzo: da Campo Imperatore al Corno Grande

Lungo il Corno Grande, un’escursione incredibile

Lasciando l’albergo di Campo Imperatore, andando verso destra traversando i piedi della cresta della Portella per salire presso la Sella di Monte Aquila, 2330 metri circa.

Si va avanti di pochi metri per il Campo Pericoli, tagliando valloni erbosi fino a un bivio in cui si lascia il sentiero che scende verso il Rifugio Garibaldi per salire fino a uno sperone calcareo.

Si continua a salire, l’itinerario porta verso le ghiaie della Sella del Brecciaio, siamo a quota 2506 metri. Il percorso è ripido e difficile.

Ancora in salita, sempre con tratti ghiaiosi verso la Conca degli Invalidi, vista sul Corno Piccolo, 2655 metri. Da qui si scende e poi si risale su un ghiaione molto ripido, cioè la parte nord-occidentale del Corno Grande.

Si raggiunge un bivio a circa 2690 metri svoltando a destra (lasciando a sinistra il sentiero per il Rifugio Franchetti), proseguendo la salita. Qui il percorso è piuttosto ripido tra ghiaia e rocce levigate. Si arriva al crinale che si affaccia sul Ghiacciaio del Calderone (molto ridotto), quindi si prosegue verso la cresta occidentale del Corno Grande, 2912 metri. Questa montagna, il “tetto d’Abruzzo”, è in realtà un gruppo con più cime dalla diversa altezza: il Corno Grande vetta orientale è a 2903 metri, vetta centrale 2893, Torrione Cambi 2875.

Scenario da super lode con tutte le cime del Gran Sasso, Campo Imperatore e persino il mare Adriatico nelle giornate più limpide.

Per scendere ci vogliono almeno altre 2 ore e mezza.

Le segnavie sono la n. 3 e la n. 3°.

Informazioni utili  

Lunghezza 9,28 km
Durata 6 ore
Principali punti attraversati Campo Pericoli-Sella del Brecciaio-Conca degli Invalidi-Ghiacciaio del Calderone
Livello di difficoltà medio-difficile
Dislivello 920 metri
Tipologia di itinerario Trekking
Partenza e arrivo Campo Imperatore
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