Bocche di Cattaro, alla scoperta dei “fiordi dell’Adriatico”

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Bocche di Cattaro, escursionismo in Montenegro

In Montenegro alla scoperta della bellezza delle Bocche di Cattaro.

Siamo nel pieno del Mare Adriatico, con le acque che si insinuano per ben 28 km, formando quello che viene considerato il più grande fiordo dell’Europa del Sud.

Le Bocche di Cattaro si aprono in uno scenario di magia che affascina perdutamente, tra cielo, mare e terra.

Questi ambienti creano un’area di 12mila ettari abbracciata dai pendii fitti di vegetazione dei monti Lovćen e Vrmac.

Proprio questi ultimi appartengono al Parco Nazionale di Lovćen e Orjen, in cui la cima più alta è a quasi 2.000 metri.

Bocche di Cattaro storia

Bocche di Cattaro - Panorama
Bocche di Cattaro, la natura selvaggia (ma autentica) del Montenegro

Il look così aspro e variegato è dovuto alle rocce calcaree che la natura modella con il fenomeno del carsismo.

Qui l’acqua piovana scompare nel sottosuolo originando combinazioni naturali con tanto di fiumi sotterranei che diminuiscono la salinità del mare.

Un ambiente davvero unico, tra pini, oleandri, allori, grazie al clima che varia nel giro di qualche chilometro da mediterraneo a subalpino.

È dunque possibile ammirare molti habitat per animali e piante tra cui diverse specie endemiche come la Clausilia catharensis. Si tratta di una lumaca che vive sulle antiche mura della città di Kotor-Cattaro con le sue atmosfere medievali.

Una bellezza dovuta sicuramente alla sua posizione, tra Oriente e Occidente, in un mix di culture riconosciuto anche dall’UNESCO.

Bocche di Cattaro cosa vedere

Bocche di Cattaro - Cattedrale San Trifone
La Cattedrale di San Trifone, il monumento più bello delle Bocche di Cattaro

Le Bocche di Cattaro, che dal punto di vista geomorfologico sono “tecnicamente” valloni fluviali invasi dal mare, occupano una superficie di 87 km quadrati e sono il risultato di più bacini: a nord verso la Croazia, sono delimitate dalla penisola di Vittaglina (in slavo Prevlaka) e dalla Punta d’Ostro (o Punta Acuta), a sud dalla Punta d’Arza; si passa poi alla baia di Topla anche detta golfo di Castelnuovo.

Scendendo a sud, il canale di Combur (Kumbor) “traghetta” verso il bacino più grande che è la baia di Teodo (Tivat).

Da qui, attraverso lo stretto delle Catene, di nome ma soprattutto di fatto, visto che è largo solo 300 metri per una lunghezza di 2 km, si accede agli altri bacini più piccoli, cioè il golfo di Risano e il golfo di Cattaro nel cui punto più meridionale è stata costruita l’omonima città.

Kotor-Cattaro non è tanto grande, ma entrando dalle sue antiche mura, esempio ben conservato di fortificazione urbana, vale tutto il piacere di una visita avviandosi nel suo centro storico che ricorda un po’ certe atmosfere veneziane (del resto il Montenegro è stato governato dalla Serenissima): ci sono circa trenta chiese, di cui quattro medioevali, come San Luca del 1195 e la cattedrale di San Trifone la cui costruzione è iniziata addirittura nel IX secolo, e 12 piazze, come la più grande, la Piazza d’Armi.

Bocche di Cattaro come arrivare

Alle Bocche si giunge dal nord attraverso la litoranea che proviene dalla Croazia. Un viaggio lungo, di immersione naturalista, tra paesaggi super.

Suggestivi anche i collegamenti marittimi dall’altra sponda dell’Adriatico: da Bari e Ancona partono i traghetti per Bar, che dista un’oretta di bus (o auto propria) dalla baia. C’è pure l’aeroporto di Tivat, a una decina di km di distanza.

Consigliabile, dopo un giro per la baia, lasciare la costa e dirigersi verso l’entroterra montenegrino. Tornanti, rocce e tanti pini neri, un paesaggio molto dolomitico se non fosse per le rocce scure.

Dall’alto, lo sguardo sulle Bocche il cui profilo sembra un ricamo sull’acqua, è impareggiabile.

E non è possibile non citare la frase del poeta Ljuba Nenadovic: “Mi sembra strano che il sole possa tramontare su tale bellezza”.

Meglio andarci a maggio e giugno, quando il clima è asciutto (anche se le piogge pur se veloci arrivano spesso dai monti) e la vegetazione è un rigoglio.

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